La scoperta della geometria non-euclidea

La data del 1829 segna ufficialmente la nascita della geometria non-euclidea: in quest’anno Lobacevskij pubblica sul “Kazanski Vestnik” (Gazzetta di Kazan) il saggio “O nacalach geometrii“ (Sui principi della geometria), saggio che rappresenta la prima dichiarazione dell’esistenza di una geometria valida diversa da quella euclidea. In realtà già dal 1826 Lobacevskij parlava più o meno ufficialmente di questa “nuova” geometria ed era pienamente convinto che il quinto postulato di Euclide non potesse essere dimostrato sulla base degli altri quattro.
  
L’opera già citata si fonda su un’ipotesi che, naturalmente, è in netta contraddizione con il postulato delle parallele: per un punto C esterno alla retta AB si possono tracciare infinite rette che non incontrano la retta AB. Da questo nuovo postulato si deduce tutta una nuova geometria priva di contraddizioni logiche interne, detta dallo stesso autore geometria immaginaria o pangeometria.
  
Lobacevskij era perfettamente consapevole del profondo significato della sua opera, tanto che dal 1835 al 1855 redasse tre diverse esposizioni complete della sua geometria, i  Nuovi principi della geometria del 1835/38, le Ricerche geometriche sulla teoria delle parallele del 1840 e la Pangeometria del 1855.
  
Leggendo queste opere, in particolare la seconda, Gauss venne a conoscenza dei lavori di Lobacevskij, di cui elogiò le capacità e le ricerche senza mai volersi esporre per paura delle grida dei “beoti”.
  
Nello stesso anno della pubblicazione dei “Sui principi della geometria” di Lobacevskij, un altro matematico giunse alla stessa conclusione: Janos Bolyai, ma la sua opera fu pubblicata soltanto nel 1832.

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