La risoluzione geometrica di equazioni cubiche di Omar Khayyam

            Nell’Algebra di Omar Khayyam (1050-1122 ca) vengono fornite, per le equazioni di secondo grado, sia risoluzioni aritmetiche che geometriche, mentre per le equazioni di terzo grado solo soluzioni geometriche in quanto lo scienziato riteneva impossibile risolvere in modo algebrico tali tipi di equazioni.
            Sappiamo che risoluzioni geometriche per equazioni cubiche erano già state date da Menecmo, Archimede e Alhazen, ma Khayyam generalizza il metodo di intersezione di coniche in modo da includere tutte le equazioni di terzo grado a radici positive (ricordiamo che il concetto di numero relativo non era stato ancora appreso).
Sinteticamente il metodo di Omar Khayyam è il seguente: sostituiamo, nell’equazione di terzo grado  x3+ax2+b2x+c3=0 , il termine  x2  con 2py, ottenendo :  2pxy+2apy+b2x+c3=0. Tale equazione rappresenta una iperbole mentre  x2=2py  rappresenta una parabola; tracciando le due curve nello stesso sistema di riferimento, le ascisse dei punti di intersezione delle due curve saranno, ovviamente, le radici dell’equazione di terzo grado data.
  Evidentemente, poiché come già detto non si era in possesso del concetto di numero negativo, non si riuscivano a trovare tutte le radici dell’equazione di terzo data, ma è da sottolineare che nelle risoluzioni geometriche precedenti i coefficienti venivano rappresentati da segmenti, mentre nell’opera esaminata i coefficienti sono costituiti da numeri specifici: il balzo in avanti è notevole!

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