Joseph Fourier (1768-1830) diventò insegnante di matematica dapprima nella scuola militare della città di Auxerre e successivamente all’Ecole Normale e all’Ecole Politechnique; nel 1798 si unì a Monge per accompagnare Napoleone nella spedizione egiziana e, ritornato in Francia, si dedicò alle sue ricerche scientifiche, ricerche già avviate nella spedizione egiziana.
L’opera più famosa di Fourier è la celebre Théorie analytique de la chaleur (1822), opera definita da Lord Kelvin come “un grande poema matematico” ed in cui il matematico rende rigorosa un’idea avuta già da Daniel Bernoulli, cioè che una qualsiasi funzione y=f(x) può venire rappresentata tramite una serie della forma:
y = a0/2 + a1cosx + a2cos2x + …+ ancosnx + b1senx + b2sen2x + … + bnsennx + …
Tale espressione è nota oggi, appunto, come serie di Fourier, e permette di studiare tipi di funzione più generali rispetto a quanto consentito dalla serie di Taylor. I coefficienti di questo sviluppo sono:
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