Il calcolo combinatorio nell’insegnamento

Ars Combinatoria: numeri, parole, suoni, colori e idee. Calculemus!

Pochi argomenti sono così trasversali ai saperi e così presenti nella storia dello sviluppo delle conoscenze, come il calcolo combinatorio. Nella storia delle idee, filosofica, scientifica, letteraria, è ambito privilegiato di esercizio della ragione.

«Chi siamo noi, chi è ciascuno di noi, se non una combinatoria d’esperienze, d’informazioni, di letture, d’immaginazioni? Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario d’oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente mescolato e riordinato in tutti i modi possibili».

È l’interrogativo, invariante, che ogni mente pensante si è posto nel succedersi dei secoli e così, con la Leggerezza, la Rapidità, l’Esattezza, la Visibilità delle sue Lezioni americane l’ha espresso Italo Calvino nel capitolo dedicato alla Molteplicità. Un modo per ricordare anche l’insostituibile ruolo riconosciuto al calcolo combinatorio nella formazione dei concetti e, dunque, il posto di riguardo che ha sempre avuto nei sistemi dell’istruzione e dell’educazione.  Un posto di riguardo che ancora occupa nelle tavole dell’apprendimento viste come sintesi delle Indicazioni Nazionali e nei recenti quadri di riferimento per la redazione della seconda prova scritta della maturità. Un posto di riguardo, infine, testimoniato dalla presenza pressoché costante di quesiti di combinatoria nei temi di maturità fin dai primi anni dell’Italia unita.

All’ Ars Combinatoria è dedicato il tema di una delle prove di verifica e di approfondimento studiate per avviare una ri-organizzazione degli insegnamenti in chiave interdisciplinare e di rottura con la canonica sistemazione didattica delle discipline coinvolte.

calcolo combinatorio

 

 

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