L’Almanacco della scuola di MicroMega

È perlomeno curioso che non siano più gli Ispettori del Ministero  a effettuare le ricognizioni sul campo… C’è ormai una frattura scomposta fra politica e realtà scolastica.

Tutti possono parlare di scuola,  perché tutti, o quasi, l’hanno frequentata per diversi anni, a partire dall’asilo infantile.  MicroMega, però, la rivista “per una sinistra illuminista”, ne parla questa volta in modo ragionato e autorevole. Il numero 5/2019, infatti, dal 19 settembre di quest’anno in edicola e in libreria, si presenta come Almanacco della scuola.

L’articolo di apertura è di Alessandro Barbero, lo storico che fa capire e amare la storia, quando ne scrive e quando ne parla in televisione. Il suo intervento  Se la scuola muore è così riassunto: “Ossessionata dalla valutazione, sommersa dalle scartoffie, genuflessa al dogma del mercato, la nostra scuola sta soffocando. E noi stiamo a guardare. Eppure basterebbe poco per invertire la rotta. Non è neanche un problema di soldi (che naturalmente non guasterebbero). Sarebbe sufficiente per esempio che gli insegnanti fossero lasciati in pace a fare il loro lavoro, anziché costringerli a buttare via il loro tempo per compilare inutili incartamenti e stressarli con assurde valutazioni. E basterebbe tornare a pensare che la scuola deve produrre teste pensanti, e non meri esecutori di mansioni.”

Ed è superfluo rimarcare questa o quest’altra verità, fra le quali certamente risalta lo stato di frustrazione dei docenti per le forme di “abuso” che subiscono da parte della stessa amministrazione, cui si sono aggiunti i dirigenti scolastici. Tanto efficace quanto  veritiera  è poi l’immagine della scuola “genuflessa al dogma del mercato”, sottoposta per giunta all’ossessione della valutazione – attività per cervelli mediocri, sentenziava il matematico  G. H. Hardy. Un contributo, questo di Alessandro Barbero, da studiare al pari degli altri preziosi interventi, sui quali si ritornerà in queste pagine on line di Matmedia, come, ad esempio, su “Luci e ombre delle prove Invalsi” di Cristiano Corsini,  professore associato di Pedagogia sperimentale all’Università Roma Tre, il quale sembra invocare una riforma dell’Istituto che ne rimodelli finalità e funzioni.

Riportiamo di seguito, tratto dal sito temi.repubblica.it un sommario degli interventi.

“Proprio ai docenti e a chi nella scuola lavora quotidianamente lascia la parola la prima sezione del numero: Stefania Marchetti racconta la propria esperienza alle medie, facendo un ritratto senza speranza del sistema; Christian Raimo chiarisce come la scuola può e deve tornare a essere perno di un progetto di educazione alla cittadinanza; Francesca Antonacci e Monica Guerra illustrano l’innovativo progetto pedagogico che le vede impegnate in prima linea; Carlo Scognamiglio e Onofrio Nardella descrivono pregi e difetti del sistema di inclusione scolastica; Eraldo Affinati spiega come funzionano le scuole Penny Wirton per l’insegnamento dell’italiano agli immigrati; e infine Marilù Oliva ci presenta la sua idea per una scuola superiore alternativa.
Una seconda sezione del numero affronta una serie di questioni che sono – o dovrebbero essere – al centro del dibattito pubblico sulla scuola. Vera Gheno spiega come la scuola può gestire le nuove esigenze imposte dalla rivoluzione digitale; Paolo Berdini ripercorre la storia dell’edilizia scolastica in Italia e sottolinea l’importanza di una riqualificazione di questo immenso patrimonio immobiliare; Salvo Intravaia illustra alcune proposte per modificare il sistema di reclutamento degli insegnanti; Cristiano Corsini mette in luce limiti e potenzialità del sistema di valutazione Invalsi; Rossella Benedetti descrive i sistemi scolastici nel resto d’Europa; Checchino Antonini offre uno spaccato delle scuole popolari; Ismaele Calaciura Errante e Francesco Paolo Savatteri raccontano la politica studentesca dall’interno.

Ma l’Almanacco non finisce qui. Ernesto Galli della Loggia e Tomaso Montanari dialogano a tutto tondo sulla scuola pubblica a partire da posizioni molto diverse che convergono solo nella critica alle recenti riforme che hanno portato all’aziendalizzazione della scuola. Girolamo De Michele e Antonio Vigilante si confrontano invece su tutte quelle novità che hanno investito la scuola negli ultimi anni e che più fanno discutere ‘a sinistra’: dall’alternanza scuola-lavoro alla didattica per competenze, passando per i sistemi di valutazione.

Arricchiscono poi il volume il saggio di Carlo Barone e Antonio Schizzerotto sul legame tra disuguaglianze sociali e istruzione e quello di Paolo Ercolani sulla necessità di costruire una contro-narrazione pedagogica rispetto a quella imposta dal sistema tecno-finanziario che ha subordinato la scuola e più in generale la conoscenza alla logica quantitativa del commercio e del profitto monetario.

Chiude il numero una sezione dedicata alle cenerentole fra le materie scolastiche, quelle cioè che rischiano di sparire o che vengono insegnate male e che invece andrebbero valorizzate. Luciano Canfora ci esorta allo studio della storia; Nicola Gardini sottolinea come il latino debba essere studiato a partire dalle elementari e anche nelle scuole tecniche; Ezio Bosso illustra i vantaggi di imparare la musica fin dalla più tenera età; Nicola Grandi ci offre qualche valido strumento per un insegnamento efficace delle lingue; Francesco ‘Pancho’ Pardi ci porta in giro per il mondo per farci comprendere l’importanza e la bellezza della geografia.”

D’accordo, pensiamo alle materie cenerentole. Ma perché non pensare anche alle materie regine, a partire dalla regina delle regine che è la matematica? Segnaliamo inoltre l’inaugurazione della rubrica settimanale  “Andiamo a vedere che cosa succede nelle scuole” sulla rivista  “7 – Corriere della Sera” a partire dal 20.09.2019. È perlomeno curioso che non siano più gli Ispettori del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca a effettuare le ricognizioni sul campo e riferire a chi di dovere, mentre proliferano gli interventi giornalistici che aspirano a ispezionare le scuole. C’è ormai una frattura scomposta fra politica e realtà scolastica a partire dalla cosiddetta “buona scuola” ed è questa grave lesione che si dovrebbe cercare al più presto di ingessare.

IL SOMMARIO DEL NUMERO 5 di MicroMega

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