Le vincitrici del premio Bruno Rizzi 2018

 

Vincono ancora le donne.

L’edizione 2018 del premio Rizzi vede vincitrici le proff.sse Paola Pezzini e Annarita Giovannangelo ex-aequo per il primo ciclo dell’istruzione e la prof.ssa Claudia Zampolini per la scuola secondaria di secondo grado. La cerimonia di assegnazione del premio ci sarà alle ore 11:45 di sabato 17 novembre, giornata conclusiva del Congresso Nazionale della Mathesis.

Il concorso per il premio Rizzi, annualmente bandito dalla Mathesis, quest’anno aveva per tema ““Matematica in classe in un’ora di lezione”

Un tema in linea con le nuove tendenze che privilegiano il “fare matematica” rispetto ad una matematica presentata, ricapitolata, “ripetuta” in una sistemazione già fatta e un tema, come scritto nel bando, che “non fissa un argomento specifico, ma lascia spazio al racconto di esperienze realizzate nel quotidiano lavoro d’aula nei loro molteplici aspetti concettuali e operativi sia inter-disciplinari che meta-disciplinari, finalizzate all’acquisizione degli obiettivi specifici di apprendimento declinati dalle Indicazioni Nazionali per il Primo Ciclo e i Licei e dalle Linee Guida per gli Istituti Tecnici e Professionali”.

I lavori presentati da insegnanti in servizio nella scuola del primo e del secondo ciclo sono stati esaminati da una commissione composta da: Caterina Bocchino (Torino, DS in pensione), Maria Teresa Borgato (Ferrara, Università), Antonio Scinicariello (Roma, Ispettore Miur), Anna Vellone (Caserta, docente), Pasqualina Ventrone (Mondragone, docente), Enza Fico (Benevento, docente), Francesco Sicolo (Bari, Ispettore Miur) La commissione ha concluso il suo compito riconoscendo l’elevata fattura dei lavori presentati e esaminati e decretando le vincitrici.

Per la scuola secondaria di secondo grado ha vinto Claudia Zampolini che insegna nel liceo “Alessi” di Perugia. Ha partecipato al concorso con il lavoro: “Il banco vince sempre” e vinto con la seguente motivazione: “Il docente descrive una attività laboratoriale relativamente semplice, ma capace di coinvolgere gli studenti; la finalità non è solo di migliorare l’utilizzo di SW e di approfondire conoscenze matematiche, ma anche di contribuire al contrasto della ludopatia, interessando i ragazzi in modo coinvolgente. La proposta didattica abbraccia il modello costruttivista, in cui gli allievi sono attivi protagonisti nel processo di costruzione della conoscenza. La descrizione dell’attività svolta è seguita da riflessioni personali e dalla motivazione degli obiettivi dell’intervento didattico. I contenuti per originalità, chiarezza espositiva, capacità di coinvolgere il lettore, attualità tematica proposta in aula ed efficacia delle metodologie didattiche adottate, risultano pienamente adeguati alla tematica assegnata per il Concorso”.

Il primo ciclo ha due vincitrici ex aequo. Sono Annarita Giovannangelo e Paola Pezzini entrambe docenti di Matematica e Scienze nella scuola secondaria di primo grado.

Annarita Giovannangelo, già premiata anche lo scorso anno, insegna nell’Istituto “E. Ravasco” di Pescara. Il suo lavoro “La geometria nascosta in una stella” è stato premiato dalla commissione in quanto: “descrive un’interessante esperienza didattica che interpreta in modo completo il “fare matematica”, “ha il pregio di far utilizzare materiale povero (carta, forbici, …) e la metodologia seguita …. fa sì che gli allievi giungano alla comprensione di quanto si auspicava, con interesse nei confronti dell’attività matematica.”

“La velocità di PRO-BOT” è il titolo del lavoro presentato da Paola Pezzini che insegna nell’Istituto Comprensivo di Calenzano (FI). Nel giudizio della commissione è il racconto di un’esperienza che “permette agli allievi di applicare quanto studiato circa le Grandezze, la loro Misura e il concetto di rapporto spazio/tempo nonché di riflettere, di verificare” quanto fatto e ottenuto. Il PRO-BOT è un piccolo robot in grado di rispondere a semplici comandi. Il lavoro tocca quindi la robotica educativa, argomento di rilevante attualità, “che si presta all’introduzione del pensiero computazionale nel primo ciclo.”

 

 

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