Ludendo discitur: educazione a fumetti

Ludendo discitur: educazione a fumetti. Insegnare e divertire  avvicina l’allievo al vertice del sapere.

Si avverte l’esigenza di una scuola che pratichi sempre meglio il docere delectando, perché omne tulit punctum qui miscuit utile dulci. Insegnare e divertire  avvicina l’allievo al vertice del sapere.

Vittorino da Feltre nella sua quattrocentesca Ca’ Zoiosa concedeva ai suoi scolari “spassi onesti” alternati con le lezioni serie. Ma il principio umanistico del  ludendo discitur non va inteso così.

Come intendere il “giocando s’impara”?

L’appello “Ludendo discitur: mettiamo al bando le lezioni noiose” è una risposta significativa. È stata lanciata dall’Ottavo Convegno sull’insegnamento interdisciplinare della matematica (Catania, gennaio 2020). Riguarda le discipline sia umanistiche che scientifiche. Bisogna  trovare forme di elaborazione giocosa e gioiosa del sapere.

Ludus  in latino indica anche la scuola. Un epigramma di Marziale inizia col verso “Ludi magister, parce simplici turbae”. Per  ludi magister si intende  il maestro di scuola. Così fra “giocando” e “studiando” si generano sincretismo e sinergia.

Che i fumetti abbiano tutti un carattere diseducativo è un pregiudizio. Ce ne sono, sì,  di nocivi. Ma ci sono anche quelli che  possono dare  un loro valido  apporto al ludendo discitur.

Educazione a fumetti. L’apporto educativo dei fumetti può essere esterno o interno.

Partiamo da un apporto esterno dei fumetti alla scuola nel nostro secondo dopoguerra. Per l’Italia era il periodo della ricostruzione.  Una sorta di età aurea. I fumetti della EsseGesse svolsero allora una loro funzione formativa.

Gli autori, da tempo scomparsi, Pietro Sartoris, Dario Guzzon, Giovanni Sinchetto, si firmavano EsseGesse dalle iniziali dei loro cognomi. Dei tre, Sinchetto era stato impiegato di una società telefonica,  mentre Sartoris e Guzzon erano in possesso di diploma magistrale. Essi si erano incontrati, osserva l’editore Sergio Bonelli, per creare una “fabbrica di sogni”.

Nel 1951 vide la luce Capitan Miki. Nel 1954 vide la luce Il grande Blek.

I ragazzi si identificavano negli eroi positivi, dotati di  vigore non solo fisico, ma anche spirituale. Eroi leali, generosi, amanti della libertà, cultori di nobili ideali in lotta contro la delinquenza e l’oppressione (non mancava lo spasso  arrecato da figure con  tratti di comicità: Doppio Rhum e il Dottor Salasso, i due ubriaconi amici di Capitan Miki; il Professor Occultis e Roddy, i sempre affamati compagni del Grande Blek, detto anche Blek Macigno).

Le gesta eroiche dei personaggi EsseGesse ebbero tirature enormi in patria e una vasta diffusione internazionale. La Gazzetta dello Sport dal 2019 ripropone le avventure di Capitan Miki e del Grande Blek in fascicoli di grande formato a colori. Nella storia del fumetto sono avventure di eccezione, perché volutamente educative. Non a caso nel sodalizio degli autori vi erano maestri elementari in pectore. Sui ragazzi al di fuori della scuola quei fumetti avevano un duplice effetto: linguistico ed etico.

Effetto  linguistico.

Sull’asse paradigmatico vocaboli assimilabili grazie alle interazioni con le immagini. Sull’asse sintagmatico corretta formulazione di costrutti non facili. Per la sintassi si vedano i seguenti esempi presi qua e là. “Se fossi nei tuoi panni, la lascerei nella fondina, quella pistola!” (Miki). “Eppure, se avessi avuto altri soldi, scommetto che sarei riuscito a vincere!” (Doppio Rhum). “A costo di restar chiuso in casa per un mese, riuscirò a decifrare la misteriosa scritta di questa sciarpa!” (Salasso). “Se vogliamo mettere qualcosa sotto i denti, dobbiamo darci da fare!” (Blek). “Mi sento pesare tanto la pancia, che stento a reggermi in piedi!” (Occultis). “Pare che non abbia neppure il fiato per rispondermi” (Roddy).

Effetto etico.

Elogio del dovere da compiere. Miki: “Quando sono diventato ranger, ho giurato di dedicare la mia vita al trionfo della giustizia e dell’ordine! Un ranger non può esitare né riflettere davanti al dovere!” Difesa degli oppressi. Blek: “E così …I pirati sono annientati  per sempre! Non ruberanno né assaliranno mai più i pacifici abitanti ed i trappers di questa zona!” A proposito di Blek. Insieme con l’avvocato Connolly combatte  contro le giubbe rosse degli inglesi per l’indipendenza americana.

“Libertà, onestà, democrazia”: questi i valori offerti ai ragazzi. Li rievoca sul suo sito  maurorossi.net  un testimone dell’epoca dei primi Miki e Blek. Mauro Rossi ricorda cosa significò per la sua infanzia quell’epopea a fumetti in quel clima storico.

Non si riscontra un analogo valore educativo in Max und Moritz. Eine Bubengeschichte in sieben Streichen di Wilhelm Busch. Questa “storia di bambini in  sette scherzi” nella seconda metà dell’Ottocento inaugura la fortuna del fumetto nella cultura occidentale. Due ragazzi devianti sono  puniti alla fine in modo orrendo. E viene in mente la prima versione del Pinocchio di Collodi, in  cui il protagonista finiva impiccato.

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Un apporto interno alla scuola può essere quello delle discipline a fumetti. Si vedano, ad esempio, Gianna Marrone, Il fumetto fra pedagogia e racconto. Manuale di didattica dei comics a scuola e in biblioteca, Tunué, 2005  e Claudio Masciopinto, Il fumetto tra i banchi di scuola, Buccino, Booksprint, 2011.

L’insegnamento a fumetti può estendersi a tutte le discipline. In effetti  la pratica didattica a strisce è ben estesa. Qui è possibile fornire soltanto alcuni  ragguagli.

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Sembra che  le discipline umanistiche siano più facili da trattare fumettisticamente.

Il docente di Italiano Lorenzo Barberis sul sito lospaziobianco.it presenta una rassegna degli adattamenti letterari a fumetti dal titolo Come un romanzo. Ricorda che sono stati presentati a fumetti autori al vertice del  canone occidentale come Dante Alighieri e William Shakespeare.

Shakespeare lasciamolo a quel supponente di Harold Bloom che lo vede al vertice del “canone occidentale”. Pensiamo al nostro Dante. È  d’obbligo citare Seymour Chwast, La Divina Commedia di Dante, Quodlibet, 2019. Il simpatico grafico ormai  novantenne viene intervistato su Robinson il 18 gennaio 2020 da Paolo Di Paolo sotto il titolo Detective Dante. Spiega perché ha fatto di Dante un detective: lo ha  visto come ispettore dell’aldilà. Quanto alla grafica,  confessa di essere stato affascinato dalle incisioni di Gustavo Dorè.

A proposito di poemi, anche il monumentale Mahabharata indiano è stato rielaborato a fumetti : impresa davvero immane.

La sceneggiatrice Silvia Martinoli ha voluto un Giacomo Leopardi a fumetti con “Topolino e la chiave dell’infinito”. Non poteva mancare il Pinocchio del designer Attilio Mussino. Gabriele D’Annunzio è stato trattato a fumetti quale esempio di Superman. Entra di diritto nella galleria del fumetto Filippo Tommaso Marinetti, anch’egli come variante del Superuomo.  Sul sito fumettomaniafactory.net viene intervistato Massimo Bonura, autore fra l’altro di Il fumetto come arte, e altri saggi, che ha voluto colmare una lacuna del Futurismo: ha scritto il Manifesto del fumetto futurista.

Lorenzo Barberis auspica che si realizzi una storia della letteratura italiana a fumetti per le scuole.

Luciano De Crescenzo si è dedicato ai grandi miti greci a fumetti. Non mancano trascrizioni a fumetti di opere come l’Iliade. Cristiana Caserta, docente di Greco, ha elaborato un’Odissea a fumetti con apparato didattico. Dal sito grecolatinovivo.blog è possibile scaricare Ἀστερίκιος ἐν τῂ Ὀλυμπίᾳ ossia Asterix alle Olimpiadi in greco antico.

Ferruccio Bertini, docente di Latino, si propone di insegnare Plauto a fumetti. Dal sito caffeinamagazine.it apprendiamo che Don Lamberto Pigini, Presidente dell’European Language Institute, ha dato impulso ai fumetti latini. Personaggi sono Michael Musculus e Donadulus Anas (Topolino e Paperino). Amazon offre la rivista  Juvenis commentariolus nubelatus latine scriptus.

Per la storia basterà ricordare la classica Storia d’Italia a fumetti  di Enzo Biagi. A lui  si deve anche una Storia della musica a fumetti.

Pare che le cose si complichino con la filosofia. Eppure Richard Osborne ci ha dato la sua Storia della filosofia a fumetti con disegni di Ralph Edney edita da Editori Riuniti nel 2007 (Philosophy for beginners, Documentary Comic Book, 1992). In apertura Nicolao Merker fornisce “istruzioni per l’uso”. Chiarisce che è in gioco il rapporto fra terminologia specialistica e linguaggio del senso comune. Il principiante, che è il lettore ideale del libro, si farà un’idea dei concetti di base. Poi avrà bisogno di strumenti per approfondire il tutto: dizionari, enciclopedie, manuali, fonti.

L’esposizione fumettistica di Osborne parte dalle origini del pensiero filosofico. Giunge ad autori come Frege, Russell, Whitehead, Godel, Wittgenstein. Tratta correnti come marxismo, neoidealismo, esistenzialismo, fenomenologia. Ci sono aperture a scienze umane come psicoanalisi, antropologia,  linguistica, semiotica, strutturalismo. E c’è anche un omaggio al  femminismo.

Vediamo come Martin Heidegger, autore assai complesso, è trattato da Osborne. Nel fumetto iniziale il filosofo spiega:  “In Essere e tempo mi sono domandato: qual è il significato dell’Essere?” Un signore alle sue spalle gli chiede: “E la risposta?” Lui replica: “Lasciamo perdere. La mia missione è di suscitare domande”. Più avanti al di sopra di un individuo che crolla al suolo leggiamo: “Dasein sperimenta il proprio ‘esser gettato’, cioè gli prende un colpo quando scopre che la propria esistenza gli viene messa sottosopra dall’ALTRO. Ne risulta la CADUTA nell’inautenticità ovvero ANGOSCIA!”

Per la religione si può vedere il sito vangelo a fumetti.altervista.org.  Sulla  vita di Cristo si può vedere di Marco Sonseri e Alessandro Borroni Gesù di Nazaret, Edizioni San Paolo, 2006, opera costata quasi tre anni di lavoro.

Il legame religione cristiana-fumetto risale al Medioevo. Ricordiamo la Biblia pauperum tramandata da diversi manoscritti facenti capo a un archetipo del tredicesimo secolo.

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 Eccoci alle discipline scientifiche.

Queste sembrano fra le più refrattarie ad essere trasposte in fumetti. Anch’esse però  risultano disponibili alla drammatizzazione fumettistica.

Su matematica.unibocconi.it Jacopo De Tullio intervista il matematico Andrea Plazzi.  Chiede  De Tullio  se nella letteratura fumettistica ci sia spazio per la matematica. Risponde Plazzi citando fra l’altro Davide Osenda, Gottinga, 001 Edizioni, 2009, che tratta argomenti ardui come i transfiniti di Cantor  e i teoremi di Gödel.

Molto noto nel campo matematico fumettistico è  Alberto Saracco con  il suo Paperino e i ponti di Quackenberg (per  Königsberg): qui Eulero diventa Eulero De Paperis.

Il docente di matematica Carlo de Lauro è autore di due volumi sulla matematica a fumetti. Aritmetica e Algebra nel primo. Geometria nel secondo.

Potevano essere dimenticati dai fumettisti Albert Einstein e Stephen Hawking?   Einstein è il laconico titolo del volume di Corinne Maier e Anne Simon edito da Panini Comics.  Stephen Hawking: Riddles of Time & Space  è  opera di Michael Lent e Brian McCarthy.

Anche il cosmologo Bruce Bassen e il matematico Raplh Edney si sono cimentati con la relatività di Albert Einstein in La relatività a fumetti, edita da Raffaello Cortina nel 2008.

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Per Gino Frezza, Professore ordinario di Sociologia dei processi culturali presso l’Ateneo salernitano, i fumetti sono “anima del visibile”. Per Lorenzo Di Paola, ricercatore ivi, sono “l’inafferrabile medium”.

Umberto Eco riconobbe ai fumetti una vera e propria qualità letteraria e artistica.

Un esauriente resoconto delle riflessioni di Eco sui fumetti è su  doppiozero.com.guidafumettoitaliano.com  col titolo La nona arte secondo Umberto Eco di Marco Pellitteri.

Non potendo citare qui tutti i personaggi e tutti gli autori, rimandiamo almeno  a: Carlo della Corte, I fumetti, Mondadori, 1961; Manfredo Guerrera, Storia del fumetto. Autori e personaggi dalle origini a oggi, Newton Compton, 1995; Daniele Barbieri, Breve storia della letteratura a fumetti, Carocci, 2009. Vi si trovano ulteriori indicazioni bibliografiche. Molto ampia è la voce I fumetti curata da Luca Raffaelli, aggiornata al 2009, per l’Enciclopedia Treccani con cenni sulla fortuna dei fumetti nel mondo. Ovviamente digitando in  google  storia del fumetto si accede a una notevole quantità di notizie. Si può anche accedere a storia del fumetto in youtube.

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Passiamo ora a distinguere i fumetti già strutturati da quelli che gli allievi stessi possono creare.

Docenti e discenti scelgono insieme un argomento da trattare a fumetti. Sorgono problemi iniziali: disegno, linguaggio, sequenze. Non è necessario che i disegni abbiano aspetto professionale. Se lo hanno, tanto meglio. Interessa di più il lavoro sul linguaggio e sulle sequenze. È da compiere un lavoro di scomposizione e ricomposizione dell’argomento. Linguaggio e sequenze in questo processo si implicano a vicenda. Si va dal complesso al semplice e dal semplice al complesso.  L’argomento va chiarendosi in modo progressivo verso livelli più alti. La prossemica è quella della tavola  rotonda. La classe diventa comunità. È da stabilire anche un ordine degli interventi.

Prima di procedere a questa attività, sarà stato utile esaminare esempi di fumetti bell’e fatti sulla materia da trattare. Esempi da esaminare criticamente, esprimendo consenso o dissenso. Dovrebbe derivarne un impulso all’emulazione creativa. A rifare in modi diversi gli esempi esaminati. Oppure a cimentarsi su argomenti diversi.

È questa una forma di ludendo discitur che può trovare nel ludus la sua serietà.

Vignetta di Biagio Scognamiglio, Einstein e Hawking

Come tale la si presenta alle personali valutazioni di ciascuno.

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