Matematici di tutto il mondo uniamoci!

La costituzione del Partito Matematico e il suo Manifesto: uno scherzo, ma non troppo! L’idea di Biagio Scognamiglio e l’analoga di Massimo Cacciari.

1. Manifesto del Partito Matematico

Biagio Scognamiglio, girovagando in internet per  tutt’altre faccende, si è trovato ad ispezionare un sito poi rimosso dalla rete, mentre al momento dell’indagine vi si scopriva un testo redatto in lingua italiana e preceduto da una concisa avvertenza in lingua  inglese. L’artefice della scoperta ritiene che pubblicare il documento, sebbene adespoto, possa essere utile per evidenziare l’importanza della matematica nella salvaguardia della civiltà umana. Una crisi della matematica sarebbe infatti il collasso del cuore pulsante del sapere nel  crollo dell’edificio pericolante della conoscenza.

This half-serious document invites us to reflect on a crucial problem for the fate of humanity. We know very well that this proposal is a utopia, but  it contains its own truth. What matters is to act regardless of any other consideration.

Un presenza si aggira per il mondo: la presenza della matematica.

Platone riteneva la conoscenza matematica preludio alla conquista della verità. Il possesso della verità filosofica era per lui requisito imprescindibile dell’uomo politico. Il potere politico doveva essere dei filosofi.

Bisogna dunque tornare a Platone. La conoscenza matematica è la base su cui poggia la filosofia, che a sua volta è la base su cui poggia la politica. Ne consegue che i politici, per essere filosofi, dunque saggi, devono avere una formazione matematica.

La matematica è componente fondamentale dell’economia. Si sa che economia etimologicamente proviene dal greco antico οἰκονομία, parola composta che significa governo della casa. Nell’odierna era globalizzata la casa è la comune abitazione dell’umanità. Una politica economica responsabile nei confronti degli esseri umani è tenuta a onorare la scienza matematica, da cui la scienza dell’economia politica è inseparabile.

Purtroppo le dinamiche economiche messe in atto in sede politica non sempre, anzi quasi mai, rispondono alle esigenze di un sano sviluppo delle società. Ciò perché il potere su scala mondiale viene esercitato troppo spesso da politici a digiuno di matematica, quindi di filosofia e di economia. Se non sono stati sottoposti a preventivo esame in matematica finanziaria, essi non sono in grado di discernere il giusto e l’ingiusto nei consigli dei consiglieri ai quali giocoforza si affidano, pe giunta lautamente retribuendoli.

Oggi la modernità liquida risulta ancor più dispersiva a causa dell’uso perverso che viene fatto dell’informatica. I matematici intanto corrono il rischio di restare spiazzati e non incidere come dovrebbero nella realtà. Si rende indispensabile superare ogni eventuale gelosia di mestiere e coalizzarsi per rivendicare il valore supremo della disciplina in nome del bene comune di tutti i popoli della Terra.  Matematici di tutto il mondo, uniamoci!

2. Massimo Cacciari: Intellettuali di tutto il mondo unitevi!

Non ho vissuto l’età dei totalitarismi, l’età della morte del pensiero critico ma oggi più che mai posso considerare quanto sia pericoloso il sonno della ragione. Nell’età del ritorno dei Malvolio di montaliana memoria un semplice prendere le distanze non può bastare, non è piu possibile una “fuga immobile” anzi può rappresentare una scelta immorale, un disimpegno colpevole. Oggi non è più tempo di tacere, è tempo di prendere una posizione perché ogni esitazione potrebbe mettere a rischio le grandi conquiste culturali del secondo dopoguerra. La cooperazione internazionale, la democrazia, l’integrazione, la tolleranza non possono essere valori negoziabili.
[….]. Appartengo al mondo della formazione, sto, pertanto, in trincea a contatto con una generazione vivace, intelligente, elettronica e “veloce” che “vivendo in burrasca” rischia di precipitare nel baratro dell’indifferenza o, nella peggiore delle ipotesi, dell’intolleranza, dell’aggressività pericolosa e ignorante.
Questi stessi giovani, invece, meritano di essere salvati, meritano una cultura in grado di coniugare pathos e logos, una cultura che percepisca l’uomo come fine e non come mezzo, che consideri l'”altro da sè” una risorsa importante, giammai una minaccia.
Nell’età delle interconnessioni non c’è niente di più assurdamente anacronistico dei muri e dei silenzi colpevoli. È solo nelle DIVERSITÀ che si può cogliere il vero senso della BELLEZZA e l’essenza di un impegno costruttivo che non è mai discriminante ma sempre inclusivo, totalizzante e interdipendente.
Non è neanche questione di destra o di sinistra, di rosso o nero ma il problema è, soprattutto, di carattere culturale. La vera emergenza è quella di costruire un argine contro ogni forma di populismo, contro la xenofobia, contro i nuovi razzismi in nome di una società civile che riparta dall’UOMO, non prima dall’uomo Italiano, nè come in passato, prima dall’uomo della Padania ma dall’UOMO in quanto umanità. È necessario che in ogni campo sia politico che economico, culturale e sociale non si perda mai di vista l’uomo, la sua dignità, il suo inestimabile valore e, al di là di ogni faglia e filo spinato, lo si consideri il fine ultimo di ogni progetto.
INTELLETTUALI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI, c’è molto da fare, a partire dalla formazione scolastica. Se uniti si costituirà una forza inarrestabile, la forza della cultura, la sola che possa costituire un argine autentico contro la deriva pericolosa del populismo e della miseria, principalmente di quella della mente.

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