I vertici dell’Invalsi si lasciano andare a valutazioni fuori misura

Esageratamente impropria la reazione dell’Istituto di Valutazione alle osservazioni della Mathesis.

La Mathesis, com’è ampiamente noto, ha espresso critiche in merito alla decisione dell’Invalsi di secretare le sue prove rendendone note solo alcune, esemplificative di caratteristiche e difficoltà. La Mathesis ha altresì rappresentato, com’è suo dovere, la preoccupazione di molti docenti circa la necessità, per il liceo scientifico, di una stretta sintonia tra prove Invalsi di marzo 2019 nelle classi quinte e obiettivi e contenuti della prova scritta degli esami di Stato del successivo mese di giugno nonché segnalato la necessità di una avveduta e armonica stesura dei quadri di riferimento relativi alle une e all’altra.

All’azione della Mathesis hanno dato riscontro per l’Invalsi sia il Direttore Generale, prof. Paolo Mazzoli con l’espressione “demagogia così miserabile” che il Presidente prof.ssa Annamaria Ajello con la seguente dichiarazione: «Mi sarei aspettata da Mathesis una maggiore consapevolezza della temperie culturale che caratterizza il clima attuale e azioni conseguenti. Ma forse la mia è un’aspirazione eccessiva, visto il dilagare degli interventi vacui, anche quando ci si riferisce alla scuola».

La Mathesis, consapevole del proprio ruolo e della portata singolare delle risposte ricevute, continuerà ovviamente la sua azione per un Invalsi diverso, più vicino alla scuola, più utile ad unire i docenti che a dividerli, più diretto ad ottemperare alla funzione, per cui è chiamato ad esistere, di salvaguardare l’unitarietà del sistema d’istruzione.

Si confida che la “temperie culturale” possa non rendere eccessiva tale aspirazione.

RIFERIMENTI DAL SITO MATHESIS

 

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