Adolescenti senza limiti. Genitori & scuola nell’era digitale

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Adolescenti senza limiti. Genitori & scuola nell’era digitale

Gianpiero Camiciotti – Alessandra Modugno, Adolescenti senza limiti. Genitori & scuola nell’era digitale, Edizioni Ares, 2019 (Recensione di Biagi

Gianpiero Camiciotti – Alessandra Modugno, Adolescenti senza limiti. Genitori & scuola nell’era digitale, Edizioni Ares, 2019 (Recensione di Biagio Scognamiglio)

adolescenti senza limiti

copertina del libro “adolescenti senza limiti”

Gli autori sono uno psicologo con esperienza del mondo della scuola e una docente universitaria di filosofia con interessi didattici. In questa loro opera si possono riscontrare tematiche che sono in modo drammatico all’ordine del giorno. Al centro delle riflessioni è la figura dello “adolescente del 3° millennio”. Si prendono in esame i problemi della didattica insieme con le prospettive dell’orientamento verso la scelta della scuola superiore e dei percorsi universitari.

Vengono focalizzate la cultura e la relazionalità in direzione di scelte di vita.

Oggi è necessario ridefinire l’adolescenza dei “nativi digitali” nell’epoca in cui si assiste a una crisi dell’autorità. I prodromi di questa crisi sono ricondotti al Sessantotto. Tesi che appare discutibile alla luce di un passo della Repubblica di  Platone citato proprio dagli autori. Passo nel quale il filosofo delinea il rapporto fra genitori e figli in termini che risultano ancora attuali: “Il padre impara a mettersi sullo stesso piano di un giovane e a temere i figli e parimenti il figlio si sente sullo stesso piano del padre, non avendo nei riguardi dei suoi genitori nessun rispetto né timore; e tutto ciò in quanto vuol essere un uomo libero […] Da parte loro gli scolari non tengono in nessun conto i maestri, e così pure i pedagoghi”. Inoltre bisogna ricordare che i giovani del Sessantotto si muovevano contro l’autoritarismo in nome di ideali di trasformazione positiva della realtà politica e sociale.

Più pertinente è l’analisi delle caratteristiche della odierna “adolescenza liquida”.

Il richiamo al “vissuto personale” dell’adolescente è in effetti di estrema importanza. È un vissuto fatto di narcisismo e insieme di fragilità. Nella ricerca del suo Sé l’adolescente oscilla fra depressione e spavalderia. Manca di autostima e resta privo di punti di riferimento. Ciò è anche dovuto alla mancata capacità del mondo adulto di orientarlo in  senso positivo. Abbandonato a se stesso, il giovane diviene dipendente da sesso, droga, internet. La devianza si manifesta inoltre perché “l’io individuale tenta di ottenere la propria conferma tramite la disgregazione dell’altro”. Disgregazione dell’altro che è nello stesso tempo la disgregazione del proprio Sé. Viene a mancare quel fattore positivo di crescita che è il dialogo.

Non solo il mondo giovanile si sposta in ambito virtuale, staccandosi dalla realtà. Anche in famiglia gli adulti tendono ad assecondare i figli. Dai genitori stessi la scuola viene ritenuta fonte di frustrazione per loro. La scuola poi per impulso ministeriale si apre alle nuove tecnologie senza tener conto del loro “impatto educativo”. Nella concezione ministeriale “gli apprendimenti sono in funzione di un sapere applicativo, mentre la dimensione etico-valoriale è decisamente secondaria”.

Nel libro dunque si privilegia giustamente il “saper essere” rispetto al “saper fare”.

Famiglia e scuola dovrebbero essere coese nel guidare l’adolescente verso una costruzione positiva del suo Sé. Il problema dell’educazione familiare si presenta di difficile soluzione ed è tutt’uno con la sperata  rinascita di una società in decadenza. Per quanto riguarda la scuola, Erminio Riboldi presenta in appendice tre classici della letteratura mondiale: Don Chisciotte di Miguel de Cervantes; il Paradiso di Dante Alighieri; La terra desolata e i Quattro quartetti di Thomas Stearns Eliot. La sua sensibilità di docente lo induce a credere nel valore formativo che queste opere eccelse possono avere. Aggiungeremmo che anche la scienza, e in particolare la scienza matematica, può trascinare i giovani e indurli a mettere ordine nelle loro menti.

Un’utile bibliografia correda infine il lavoro.

Chi opera in ambiente scolastico potrà trovare in questo libro un riscontro alle sue personali esperienze. E trarne, a nostro avviso, la conclusione che la crisi del nostro tempo sia dovuta anche e soprattutto al degrado civile in cui viviamo. Invocare il ripristino dell’obbedienza giovanile è inutile, se non si offre l’esempio di un’autorità eticamente legittimata. Mentre la Chiesa stessa appare in crisi, purtroppo la politica tale esempio non sempre lo offre e carenze del genere certamente non ci aiutano nell’impresa del riscatto umano delle giovani generazioni.