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Commento al compito di Matematica dell’Esame di Stato dell’anno scolastico 2005-2006

 Commento al compito di Matematica dell’Esame di Stato  dell’anno scolastico 2005-2006  Liceo scientifico di Antonia Travaglione docente al Liceo d

 Commento al compito di Matematica dell’Esame di Stato

 dell’anno scolastico 2005-2006

 Liceo scientifico

di Antonia Travaglione docente al Liceo di Benevento

 

 Gli studenti hanno commentato in maniera assolutamente positiva sia i problemi che i quesiti proposti, mentre qualche docente dello scientifico ordinario ha rilevato la disparità di difficoltà tra il primo e il secondo problema ritenendo il secondo molto più difficile del primo.

   A mio avviso, il secondo non solo non presentava le difficoltà rilevate ma anzi trattava di argomenti che uno studente che si trova ad affrontare  la prova finale di Matematica deve assolutamente conoscere.

  Gli stessi quesiti erano calibrati in modo da favorire una scelta consona al tipo di  programma che era stato svolto nell’anno scolastico.

   Io penso che il compito deve essere formulato tenendo conto sia degli studenti che hanno avuto qualche difficoltà nella disciplina e quindi, di fronte a quesiti troppo complessi, rischierebbero di non scrivere quasi nulla che dei superbravi.

  Forse le Commissioni potrebbero diversificare la valutazione elaborando una scheda ad hoc.

  Io, però, continuo a sostenere l’opportunità che il Ministero decida in avvenire di assegnare un peso a problemi e quesiti, in modo da superare la disparità di valutazione tra le varie commissioni così che il voto dell’elaborato non venga più a dipendere, come allo stato capita, da una commissione più o meno rigida.

  Disquisire sulle tracce dei compiti a posteriori e spesso a caso mi sembra comunque inutile;  piuttosto sotto accusa andrebbe messo questo tipo di esame  che, così come impostato, sembra  “ la ripetizione pigra “ di una valutazione espressa dallo stesso docente pochi giorni prima e, come sosteneva un famoso economista, ” la ripetizione pigra non aguzza l’ingegno” .

  O si cambia o è meglio eliminarlo del tutto.

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