Giornata mondiale delle donne in matematica

La celebrazione della seconda Giornata mondiale delle donne in matematica il 12 maggio.

Devi ignorare i frutti facili da cogliere, quelli nella parte bassa dell’albero …
(Maryam Mirzakhani)

Maryam Mirzakhani (1977-2017)

Il 12 maggio 2020 sarà celebrata la seconda Giornata mondiale delle donne in matematica. È stata istituita a Rio de Janeiro il 31 luglio 2018, durante il World Meeting for Women in Mathematics. La data è stata scelta in onore di Maryam Mirzakhani. La prima donna vincitrice della medaglia Fields, nata il 12 maggio 1977 e scomparsa prematuramente nel 2017.
Per tutto il mese di maggio saranno organizzati eventi virtuali, a causa dell’attuale emergenza epidemiologica e, in date più lontane, anche manifestazioni che richiedono la presenza fisica dei partecipanti.

Nel sito ufficiale womeninmaths sono riportate tutte le iniziative.

L’obiettivo di “ispirare le donne in tutto il mondo a celebrare i loro risultati in matematica e incoraggiare un ambiente di lavoro aperto, accogliente e inclusivo per tutti” non va pertanto ricondotto a semplici intenti egualitari. Va piuttosto interpretato come un invito a una celebrazione a livello mondiale. Società e culture diverse potranno confrontarsi sul contributo delle donne in ambito matematico. Discutere del ruolo sociale delle donne e delle prospettive per il futuro.
Tra gli eventi previsti va segnalata la proiezione, su richiesta individuale o collettiva, del film Secrets of the surface. È un documentario che fa apprezzare la bellezza delle forme geometriche studiate da Maryam Mirzakhan paragonandole ai modelli dell’arte iraniana. E fa conoscere la sua vita e la sua personalità attraverso le testimonianze di amici, colleghi e collaboratori.

Maryam Mirzakhani è nata e cresciuta a Teheran.

Si era trasferita negli Stati Uniti dopo la laurea in Matematica. Aveva conseguito il dottorato di ricerca ad Harvard con una tesi sulla geometria delle superfici iperboliche. Insegnava a Stanford quando, nel 2014, conseguì il prestigioso premio:

“per il suo contributo eccezionale alla dinamica e alla geometria delle superfici di Riemann e dei loro spazi di moduli”.

In quella occasione Maryam, schiva ma consapevole di essere diventata il simbolo del cambiamento del rapporto donne – matematica, dichiarò: «È un grande onore. Spero che questo incoraggi giovani scienziate e matematiche donne. Sono sicura che nei prossimi anni molte altre donne vinceranno questo tipo di premi».

Stesso scalpore ha suscitato lo scorso anno l’assegnazione del Premio Abel alla professoressa Karen Keskulla Uhlenbeck, della University of Texas at Austin, come se le figure femminili nella storia della Matematica debbano essere necessariamente delle perle preziose di indiscutibile rarità.

In modo analogo sono considerati felici eccezioni i successi delle ragazze alle Olimpiadi della Matematica. Per loro sono state organizzate gare matematiche specifiche, al pari delle competizioni sportive per le quali è comprensibile pensare a una differenza di genere.

Vale la pena ricordare che Maryam Mirzakhani vantava anche il primato di essere stata la prima ragazza iraniana ad affermarsi nelle Olimpiadi internazionali della Matematica.

Vinse infatti due medaglie d’oro nel 1994 e nel 1995, rispettivamente, dopo essersi battuta con la sua amica inseparabile, Roya Beheshti, per la partecipazione delle ragazze alle gare .

La presunta inferiorità, o per lo meno diversità, a livello genetico delle capacità cognitive della donna rispetto all’uomo è stata ormai scientificamente confutata. Eppure dobbiamo constatare che persiste ancora il luogo comune secondo cui le donne non sarebbero inclini al pensiero astratto ma maggiormente portate ad attività concrete, di utilità sociale, congeniali al loro ruolo di future madri.

Questi pregiudizi finiscono col pesare sul rendimento scolastico in matematica e sulle scelte universitarie delle studentesse.

Per molti secoli, nel mondo occidentale, l’educazione delle ragazze è stata fortemente condizionata dal ruolo subalterno o riduttivo che nella società veniva assegnato alle donne, alle quali era generalmente precluso l’insegnamento scientifico, associato al potere politico ed economico.
Solo la seconda metà secolo scorso ha visto crescere la presenza femminile nei corsi di laurea in materie scientifiche e, in particolare, in matematica.
Anche se è evidente il cambiamento culturale legato al processo di emancipazione della donna, l’analisi del fenomeno appare piuttosto complessa. Infatti, sono ancora poche le laureate in matematica che si dedicano alla ricerca o che accedono ad alti livelli della carriera universitaria e il divario di genere aumenta comunque nei luoghi collegati ad un certo prestigio.

Molte donne infatti rinunciano alla carriera e a volte alla laurea, per libera scelta o per palese discriminazione.

Le statistiche dell’UNESCO nell’ultimo decennio, sul rapporto maschi-femmine nell’istruzione scientifica, rivelano paradossalmente un maggiore successo nei Paesi in via di sviluppo.
Le loro politiche centrate sullo sviluppo tecnologico del paese e sul benessere economico dei singoli limitano di fatto la libertà di scelta a livello individuale dell’ indirizzo di studio. Lasciano poco spazio a connotazioni ideologiche da assegnare agli studi e alle professioni, ma si avvalgono dell’apporto lavorativo di una buona percentuale di donne laureate in matematica, informatica, ingegneria.
Non è difficile capire, pertanto, perché spesso le giovani studentesse si arrendono di fronte alle difficoltà nello studio dell’Algebra e della Geometria. Convinte della propria inferiorità o demotivate dalla presunta inutilità di queste discipline per costruire il proprio futuro e la loro identità.
Malgrado alcuni segnali di inversione di tendenza, non va sottovalutato il condizionamento psicologico, sociale e culturale. Infatti i risultati delle ragazze, in ambito scolastico, nei test INVALSI o nelle gare matematiche, sembrano avallare gli antichi pregiudizi.

Per superare i pregiudizi e incoraggiare le ragazze ad affrontare la matematica con maggiore fiducia nelle loro capacità occorre muoversi in tre direzioni.

Queste possono essere altrettanti suggerimenti per l’organizzazione di eventi o anche per discussioni in ambito didattico:

  • far conoscere ai giovani la matematica in tutti i suoi aspetti e nella sua versatilità
  • proporre esempi di figure di donne che hanno scelto di studiare matematica e che si sono distinte nel lavoro o nella ricerca
  • discutere sulle strategie da adottare, in ambito politico o nel campo dell’istruzione e della comunicazione, per aumentare in numero e in spessore la presenza femminile nei settori scientifici.

E infine, avviciniamo i giovani alla matematica con alcune frasi di Maryam.

Belle e convincenti nella loro semplicità, indicano l’approccio giusto per superare le difficoltà: entusiasmo, pazienza e perseveranza.

«Il momento più gratificante è quello in cui provi l’eccitazione della scoperta. Il piacere di capire qualcosa di nuovo. La sensazione di essere arrivati in cima a una montagna e avere la visuale sgombra. Ma la maggior parte del tempo, per me fare matematica è come una lunga escursione senza sentiero tracciato e senza una destinazione visibile».

«Io sono una che pensa lentamente, e ho bisogno di tempo prima di fare passi avanti. Ognuno ha il suo stile, e una cosa che funziona per una certa persona magari non funziona così bene per altre».

«La bellezza della matematica si mostra solo a chi la insegue con la pazienza. …Devi ignorare i frutti facili da cogliere, quelli nella parte bassa dell’albero … ».

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