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Il campionato di scuola

La perdita di fiducia nei docenti e chi si è impegnato a farla perdere. Il campionato di scuola organizzato da Invalsi e Fondazioni.

Ridentem dicere verum: quid vetat? –Orazio

Castigat  ridendo mores  – Jean-Baptiste de Santeuil

Intervistato da Sveva Sagramola il 2 dicembre 2022 nella rubrica Geo su Rai 3,  Giovanni Floris a proposito dell’attuale crisi della cultura nel Paese si è espresso così: “Abbiamo perso fiducia nei docenti”.

La fiducia nei campionati però non l’abbiamo persa. Il campionato di calcio continua ad appassionare. È stato preso a modello anche per il campionato di scuola. A organizzarlo provvede Eduscopio della Fondazione Agnelli.  Vengono osservate le competizioni delle scuole statali e paritarie, per stabilire le classifiche sulla base dei risultati conseguiti. I genitori seguono con partecipazione le prestazioni degli istituti. Fanno il tifo per quelli di serie A, entusiasmandosi per le squadre nei primi posti in classifica o restando sospesi e ansiosi per quelle in zona retrocessione, che rischiano di scivolare nelle serie inferiori.

Si prospetta un mercato dei docenti analogamente al mercato dei calciatori.

Per competere ad alto livello, le scuole avranno bisogno di campioni alla Kvaratskhelia o affini, da reclutare con campagne di compravendita finanziate dallo Stato.  Così le formazioni giovanili potranno disporre dei loro idoli da emulare. È allo studio la possibilità di teletrasmettere le partite di scuola sulle piattaforme Dazn e  Sky. Vedere acclamare le vittorie sventolando striscioni dalle curve degli stadi scolastici sarà fonte di intense emozioni, mentre agli sconfitti non resterà che versare amare lacrime. Questa è la legge di ogni campionato. Vince chi lo merita.

Peccato che anche nel mondo della scuola, come in quello del calcio, ci sia qualcosa che non va.

I finanziamenti statali andranno anche alle scuole paritarie, che però comprendono i famigerati diplomifici. Quindi nemmeno in questo campo mancheranno gare truccate. Ci vorrebbe un corpo ispettivo messo in grado di proporre la revoca delle parità e ci vorrebbero tribunali amministrativi regionali non tanto indulgenti nell’accogliere i ricorsi dei gestori. Ma lasciamo da parte queste amarezze. Non siamo ingrati. Non esitiamo a esultare per i resoconti  sulle partite di scuola che tante Fondazioni e Associazioni insieme con l’Invalsi vanno offrendo, dando i numeri. Purtroppo quelle statistiche non collimano e la confusione finisce col falsare  i campionati. Non è da escludere che gli arbitri possano condizionarli. Alla fine non si sa chi davvero meriti il merito.

Probabilmente il rimedio al caos consisterà nel ridare fiducia ai docenti, che sono chiamati a dimostrare di essere i primi depositari della cultura, come Giovanni Floris li ha definiti, dimostrando di poter fare il Ministro dell’Istruzione.

Intanto chiediamoci: la fiducia nei docenti chi l’ha fatta perdere? Forse la risposta è implicita in questa satira.

 

Autore

  • Biagio Scognamiglio

    Biagio Scognamiglio (Messina 1943). Allievo di Salvatore Battaglia e Vittorio Russo. Già docente di Latino e Greco e Italiano e Latino nei Licei, poi Dirigente Superiore per i Servizi Ispettivi del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Ha pubblicato fra l’altro L’Ispettore. Problemi di cambiamento e verifica dell’attività educativa.

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