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Il dibattito sulla prova

Se a Maraschini non piacciono le tracce  di Andrea Laforgia     In una lettera recentemente apparsa su Newsletter Matematica Pristem il cui conten

Se a Maraschini non piacciono le tracce

 di Andrea Laforgia

    In una lettera recentemente apparsa su Newsletter Matematica Pristem il cui contenuto mi era noto da tempo, ma che volutamente ho ignorato per non fomentare sterili e pretestuose polemiche, Catastini e Maraschini mi mettono alla gogna perché ho osato esprimere apprezzamenti sulle tracce di matematica assegnate all’ultimo esame di maturità scientifica. Poiché un benevolo socio Mathesis mi ha segnalato la lettera, “di così alto profilo pedagogico”, non posso esimermi dal prendere “carta e penna” e vincere una mia naturale ritrosia a “apparire”.

    Al fine di evitare facili e strumentali polemiche non farò riferimento ai giudizi espressi su di me dai due autori che neppure conosco. Dico solo che dilungarsi a criticare e talvolta a insultare chi la pensa diversamente, non merita neppure un giudizio. D’altra parte “io”, ripeto “io” non ho operazioni commerciali da sostenere. Mi rivolgo dunque non agli estensori della lettera, ma ai soci Mathesis e a quanti, IN BUONA FEDE, abbiano voglia di capire. E’ a essi che desidero spiegare come stanno effettivamente le cose. Ricordo, intanto, che i mie punti di vista sulla scuola, sull’insegnamento della matematica nelle scuole di ogni ordine e grado, sull’ordinamento scolastico, ecc… sono chiaramente espressi in una trentina di miei lavori a stampa, dilazionati nel tempo, a partire dal 1975. Il lettore più pigro può leggere almeno il lavoro “L’insegnamento della matematica e la formazione degli insegnanti” pubblicato sulla rivista “Sapere”, ottobre 2006, e su questo sito.

     Qui si rende necessaria soltanto qualche ulteriore riflessione che sottoponiamo alla considerazione del lettore onesto, scevro cioè da condizionamenti precostituiti, derivanti dal suo stato di appartenenza.

     Cosa deve attestare, e quindi cosa deve contenere la prova di matematica all’esame di maturità scientifica? Deve privilegiare gli aspetti logistici o quelli semantici? E già questo è un bel problema. Nel concepire la traccia dei temi l’estensore deve pensare a ciò che i docenti e quindi gli alunni sostanzialmente si aspettano, o a ciò che si ritiene debbano conoscere e saper fare? Se la traccia ubbidisse soltanto al primo requisito si alzerebbero da ogni parte (a cominciare dal sottoscritto) critiche feroci. Come si potrebbe infatti ancora oggi incoraggiare l’atteggiamento “liturgico” che occorre assumere quando si studia una funzione? O l’atteggiamento puramente addestrativo sul calcolo dei limiti,  delle derivate e degli integrali? E poi, quali dovrebbero essere le scuole di riferimento? Quelle del nord, del sud o del centro? D’altro lato se gli argomenti proposti nella traccia non appartenessero all’ambito di quelli che gli alunni e insegnanti si aspettano, quali angosce invaderebbero alunni e professori durante e dopo l’esame? La giusta strada sta nel compromesso. Credo che l’autore della traccia (ma evidentemente tutte le tracce sono migliorabili), abbia agito in questo spirito. Da un lato tener conto degli argomenti sviluppati nelle scuole e dall’altro “azzardare” qualche innovazione. Già, ma il “critico” avrà sempre spazio: da un lato può dire che si continua con i soliti argomenti…, e dall’altro potrà osservare che certi argomenti innovativi presenti nella traccia, non sono sufficientemente sviluppati in classe. Povero estensore della traccia!

    Ho apprezzato dunque gli sforzi di chi ha formulato la traccia e ho espresso perciò una valutazione positiva.

    Agli amici della nascente associazione Animat cui i due autori della missiva appartengono, auguro sinceramente, senza virgolette, buona fortuna e grande successo. Da loro mi aspetto collaborazione e critiche severe, ma non pretestuose e servili e anche una maggior compostezza. Cercare sponsorizzazioni nelle direzioni ministeriali produce senz’altro i suoi effetti, ma non fa parte della nostra cultura.  E’ sul campo e non negli uffici ministeriali, introdotti da qualche ostinato stagionato burocrate, ormai esterno all’amministrazione, che si conquistano le posizioni e che si formano i consensi!

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