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In libreria, matematica in movimento e catastrofi

Nelle novità in libreria del mese di marzo: la Matematica in movimento e le Filosofie della catastrofe. 

Tra le novità in libreria del mese di marzo ce ne sono alcune di sicuro interesse per la scuola e l’insegnamento.

Una di queste riguarda specificamente la matematica.
È un’altra ben riuscita narrazione di Gabriele Lolli, uno dei maestri della Logica e della Filosofia della  matematica contemporanee. Scrittore di successo, questa volta egli narra della Matematica in movimento. Un titolo che stimola a interpretazioni le più diverse. A immaginare questa grande costruzione dello spirito umano, che è la matematica, soggetta a possibili dinamiche interne e conseguenti variazioni. Una matematica che è sempre vera, che non nasce e non perisce, com’era per Platone, ma che pur si muove e muta!

Cos’è allora che è in movimento nella matematica e che la porta a cambiare?

«Di solito – scrive Lolli – si parla di “matematica” come un corpo di conoscenze consolidate, stabili, cumulative mentre è un corpo di conoscenze che sono sempre in corso di definizione, che sono periodicamente riviste e per le quali si dà anche il fenomeno dell’obsolescenza». Addirittura! Anche nella matematica, cumulativa e accrescitiva per eccellenza, che aggiunge risultati a risultati, c’è un fenomeno di obsolescenza, qualcosa che si dimentica e, forse, si perde. Si sviluppa così una narrazione affascinante che Lolli lega a un filo discorsivo ben preciso esplicitato peraltro già nel sottotitolo del libro: come cambiano le dimostrazioni.

Il filo discorsivo, che si srotola linearmente lungo i capitoli e le 272 pagine che li sviluppano, termina in una morale.

Scrive Lolli: «La morale della pur breve storia che è stata raccontata […] è che ogni definizione onnicomprensiva e normativa della matematica, che si potrebbe essere tentati di elaborare in periodi di novità o di assestamento, è condannata alla precarietà e alla falsificazione: falsificazione nel senso di rappresentazione falsa del presente e del passato».

La lettura del libro è dunque di particolare interesse per coloro che la matematica la devono insegnare: offre ai docenti quegli aspetti di conoscenze e di riflessione che possono aiutarli ad essere più padroni della natura e essenza di ciò che insegnano. Su alcune storie e esempi didatticamente rilevanti, che riempiono le pagine del libro, si ritornerà in successivi interventi.

Il secondo libro da citare richiama anch’esso alla matematica e non solo per la presenza nel titolo del termine “catastrofe” in ragione delle formalizzazioni che ne ha dato René Thom con la sua notissima teoria.

L’argomento centrale del libro è il grande disastro del terremoto di Lisbona del 1755. Gli autori, decisamente d’eccezione, sono Voltaire, Rousseau e Kant. Il titolo: Filosofia della catastrofe,  a cura di Andrea Tagliapietra, docente dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

È un libro utile perché si presta a fare storia, filosofia, letteratura, poesia, matematica e scienze in un modo assolutamente nuovo ed efficace.

Un libro che presenta passi da leggere e da discutere in classe. Un modo di come vedere i fatti del mondo, passati e presenti, al modo dei filosofi naturali dell’epoca dei lumi.

Dopo l’introduzione di Tagliapietra, che inquadra magistralmente il tema, il primo scritto è in versi (234 versi) ed è di Voltaire: Il Poema sul disastro di Lisbona, ovvero sull’assioma: “Tutto è bene”. Nella prefazione Voltaire scrive:

«Se la questione del male naturale è mai riuscita a conquistare l’attenzione di tutti gli uomini, è in occasione degli avvenimenti funesti, come le epidemie di peste che hanno cancellato dalla faccia della Terra un quarto degli essere umani, o come il sisma che, in Cina, ha inghiottito centomila persone nel 1699, o ancora, come i terremoti di Lima, di Callao e, da ultimo, come quello del Portogallo e del regno di Fez, che ciascuno di noi viene spinto a riflettere sulla debolezza della nostra stessa natura. Infatti, l’assioma Tutto è bene può suonare un po’ stonato per coloro che sono testimoni di tali sciagure».

Ecco i versi che egli pone quasi a conclusione del suo poema:

Un giorno tutto sarà bene, ecco la nostra speranza.
Tutto è bene oggi, ecco l’illusione.

Versi che a tutt’oggi delineano le speranze per i tanti che sono testimoni delle nuove sciagure.

Segue dunque il testo della lettera con la quale Rousseau manifesta il suo disaccordo: «I vostri esempi mi sembrano interessanti ma non mi convincono […] Voi dite che nessun essere conosciuto possiede una struttura perfettamente matematica. Vi chiedo, Signore, se esista una qualunque figura che non lo sia e se la curva più bizzarra non sia, agli occhi della natura, regolare quanto lo è, per i nostri, un cerchio perfetto».

Infine i tre saggi di Immanuel Kant sui terremoti e le sciagure umane, che inducono a riflessioni molto attuali sulle sventure che toccano il genere umano, compresa la miseria della guerra, e riportano infine l’uomo «a quell’umile consapevolezza da cui dovrebbe semplicemente partire, ossia che egli è pur sempre nulla più che un uomo».

Autore

  • Emilio Ambrisi

    Laureato in Matematica, è stato docente, dirigente scolastico e ispettore tecnico del Ministero dell’Istruzione. A partire dagli anni Ottanta ha partecipato alle tante commissioni ministeriali, tra cui quella dei “Quaranta” istituita dal ministro Franca Falcucci, incaricate della definizione dei programmi di insegnamento degli indirizzi sperimentali e, successivamente, delle Indicazioni Nazionali. Ha svolto numerosi incarichi ispettivi in Italia e all’estero e, dal 1997, ha curato la predisposizione delle prove ministeriali d’esame di maturità e di concorso. Dal 2008 al 2015 ha fatto parte del collegio di direzione della Struttura Tecnica del Ministero. Nel 1980/81 ha prestato servizio presso la Facoltà di Magistero di Roma (cattedra del prof. Mauro Laeng) incaricato di collaborare agli atti preparatori dell’indagine I.E.A., e per alcuni anni ha insegnato come professore a contratto presso le Università “Federico II” e “Vanvitelli” di Napoli. Dal 2009 al 2019 è stato Presidente nazionale della Mathesis e direttore del Periodico di Matematiche.

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