La letteratura non serve, occorre la matematica!

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La letteratura non serve, occorre la matematica!

Adolescenza? La letteratura non serve, occorre la matematica! Michele Del Gaudio (a cura di), Adolescenti. Quando studenti, insegnanti e genitori lav

Adolescenza? La letteratura non serve, occorre la matematica!

Michele Del Gaudio (a cura di), Adolescenti. Quando studenti, insegnanti e genitori lavorano insieme,  Loffredo Editore, 2007

Questa recensione si ricollega a un mio precedente saggio sul suicidio adolescenziale. Mi propongo di richiamare l’attenzione sul fenomeno dello “studente invisibile”. Non si può trasmettere il sapere, se resta ignoto  il destinatario. Al “Conosci te stesso”  deve subentrare il “Conosci l’altro”.

Presso il Liceo scientifico “Pitagora”  di Torre Annunziata (Napoli) negli anni scolastici 2004-2005 e 2005-2006  si è svolto come corso biennale il Progetto Adolescenti e Legalità. Ne parlo al passato prossimo a distanza di tempo, perché è un’esperienza innovativa di estrema attualità. Si tratta di un “epistolario informatico” fatto di sms ed email. Un Forum telematico, dunque, realizzato mediante scambi di vedute fra studenti, insegnanti, genitori.

In Prefazione la Dirigente Scolastica Maria Ortello mette in rilievo l’importanza del confronto e del dialogo fra i soggetti coinvolti. Sottolinea come essi siano tutti alla ricerca di ancoraggi, per superare le incertezze emerse nei rapporti reciproci. Ricerca che conduce alla riscoperta di valori spirituali: “In questa spiritualità ritroviamo i giovani di tutti i tempi: l’adolescenza è categoria dello spirito, al di là dell’età anagrafica”.

Maria Ortello aggiunge: “Esseri umani, persone si diventa in virtù della cultura, ossia delle idee e delle esperienze dei padri: alla nascita siamo solo forme viventi”.

Vengono in mente l’archetipo del Puer aeternus  di Carl Gustav Jung e James Hillman, l’antropoanalisi esistenziale di Ludwig Binswanger, l’ermeneutica del soggetto di Michel Foucault e, in  genere, tutta la letteratura  sull’identità umana.

Il Progetto

Il Progetto consiste nella creazione di un Gruppo Studenti, un Gruppo Insegnanti, un Gruppo Genitori. Vengono indicate delle tematiche su cui esprimersi liberamente in rete. Con le classi si svolgono incontri mensili in presenza coordinati dal curatore, per stabilire le tematiche da trattare in rete. Si svolgono anche incontri fra insegnanti e genitori. Ne deriva un documento di esperienze vissute e condivise mediante un aperto confronto. Tutti gli incontri risultano “appassionanti, sinceri, veri”.

Alcuni stralci dai messaggi telematici

In fase iniziale gli studenti si mostrano incuriositi e perplessi insieme di fronte alla novità:

“Non è male, è interessante. Si parla di noi … di leggi e regole niente! Chissà! Ciao”

Si rivelano dimidiati:

“A scuola non siamo noi, quelli veri, c’è poco da fare!”

“Io cerco di essere me stessa. Tu ti mostri sincero, ma poi non hai il coraggio di essere te”

Emerge qualche sospetto:

“Ho sentito dire che in classe parlate di adolescenza, che ognuno dice la sua. È vero o è un trucco come al solito?”

Si riflette sul significato di “adolescenza”:

“è il periodo più complicato della vita, è confuso, perché si abbandona la spensieratezza dell’infanzia, però non ci si può ancora definire adulti. È difficile descrivere l’adolescenza, ognuno la vive a modo suo”

A un certo punto un’insegnante presenta un brano di Anna Oliviero Ferraris dalla Prefazione a I nuovi adolescenti, Bassoli e Benelli, Editori Riuniti, 1995. Ciò insospettisce il Gruppo Studenti. Sembra una forma mascherata di controllo:

“Per il momento chiudiamo i contatti”

L’insegnante replica:

“Mi impegno a partecipare senza pretendere di essere io a sapere”

La replica ha successo e il dialogo riprende:

“La prof. è una di noi”

Gli adolescenti riflettono sul cambiamento che l’età comporta:

“è sconvolgente l’abbandono dell’aspetto infantile”

Un genitore inserisce un brano da La provincia  addormentata  di Michele Prisco, suscitando sorpresa e interesse.

A un certo punto uno studente coniuga adolescenza e matematica:

“Adolescenza? La letteratura non serve, occorre la matematica!

 Il punto centrale di una retta!

Se la vita è una retta, l’adolescenza è il  perno che lega le due semirette: quella che dall’ado va indietro all’infanzia, alla nascita, al concepimento, e quella che dall’ado porta alla vecchiaia; non l’infanzia, la mezz’età è la vecchiaia, ma l’ado è il perno di un’infinità di punti, di momenti [..] Ecco cosa intendo per perno, ciò che è capace di sostenere un’intera vita!”

Gli studenti infine si sentono pienamente coinvolti nella nuova esperienza, che è un modo nuovo di comunicare:

“Siamo tutti molto interessati al corso, sentiamo che qualcuno si preoccupa per noi”

Le articolazioni tematiche del Progetto

La famiglia. Il conflitto. Il parere dei figli. La famiglia frantumata. L’autorevolezza. L’autocritica

La scuola. Posizioni a confronto. La sua funzione. La formazione. Come la vorrei.

Il gruppo. La classe. Una nuova famiglia. Una minisocietà. La comitiva, il branco, l’esclusione.

Le regole. In famiglia. A scuola. Diritti e doveri. L’illegalità. La prevenzione. Il senso del dovere.

La fragilità. Apparire, avere, essere. La competizione. Il bullismo. Le dipendenze. La trasgressione. Il rischio. La morte.

Il gioco, i sentimenti, i valori. Giocare per crescere. Sentire per vivere. L’amicizia. L’amore. In cerca di ideali.

Verso l’adultità, anzi la vita … La politica. La religione. Il lavoro. L’immenso.

Considerazioni

I giovani attraverso l’esperienza documentata nel libro sono diventati testimoni di sé stessi nel kantiano “tribunale della coscienza”. Tribunale innanzi al quale siamo chiamati anche noi a rispondere di noi stessi. Si sarà colpevoli per l’eventuale disattenzione ai grandi temi esistenziali. Quelli che coinvolgono i giovani alla ricerca di ragioni dell’esserci.

Gli esempi forniti con gli stralci dai messaggi telematici sono solo una pallida immagine della vita sommersa dell’esperienza giovanile. Ci si deve immergere in quell’oceano, senza naufragarvi. I giovani apprezzano questo avvicinamento alla loro realtà interiore.

Possiamo parlare con Sherry Turkle di “conversazione necessaria” e di “forza del dialogo nell’era digitale”. L’interessante novità qui ricordata consiste proprio in questo: avere spostato conversazione e dialogo al fine educativo sui social.

Peccato che ormai il libro qui presentato non risulti più disponibile. Dalla presente recensione dovrebbe comunque emergerne la sostanza. Possiamo quindi concludere facendo nostre le parole dei moderatori del Progetto:

“è però venuta fuori la documentazione di un’esperienza, che può essere utile a studenti, insegnanti, genitori, adulti, studiosi e autorità. La si offre umilmente a cittadini ed istituzioni come contributo elaborato collettivamente in una scuola”.

Se e quando si sarà smesso di insistere soltanto su mere competenze da testare, ignorando la necessità di avviarsi alla conoscenza dell’io adolescenziale, si potrà dire che la scuola abbia cominciato finalmente a recuperare la sua vera ragion d’essere.