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La presenza di Ugo

Una notizia tristissima ci lascia affranti. Il primo giorno di aprile 2022 si è nascosto alla vita  Ugo Piscopo, uno dei più illustri intellettuali italiani.

Ugo Piscopo (1934 – 2022)

Nato a  Pratola Serra in provincia di Avellino nel 1934, ha contribuito a conferire  rilievo europeo alla realtà culturale del nostro Mezzogiorno al pari di Francesco De Sanctis e Benedetto Croce. Avendo prestato servizio da docente in Libia, si sentiva anche per questo cosmopolita. Scrittore, poeta, drammaturgo, critico d’arte, traduttore, ricercatore di letteratura italiana, è annoverato fra i maggiori esperti del Futurismo. Si distingueva oltre a ciò per il suo prodigarsi in campo educativo. Grande fortuna ha avuto il suo testo scolastico Nuova antologia di cultura contemporanea, che ha giovato a diverse generazioni di studenti. Nominato in ruolo come preside al liceo scientifico di Mondragone, ove allora Emilio è docente, passa poi al liceo scientifico Galilei di Napoli, dopo di che diviene ispettore tecnico assegnato alla Campania per il settore delle materie letterarie dal 1983 al 2000. Qui ritrova Emilio come collega e trova come collega Biagio. Collega è parola sbiadita. Indica soltanto condivisione di un ruolo. Fra Ugo, Emilio e Biagio c’era invece il più stretto legame  di  un sodalizio intellettuale in perfetta amicizia. Noi tre discutevamo sui massimi e sui minimi problemi per telefono, via e-mail e di persona anche a  pranzo nelle trattorie di Spaccanapoli, da Teresa a Caserta Vecchia, nell’avellinese vicino al suo paese natale. Ci si commuove ancor più nel ricordare quei momenti. Ugo pacato, Emilio lieto, Biagio polemico.

“Si è spenta la luce del poeta e critico Ugo Piscopo”: così sul sito di Il Mattino-Avellino.

Frase che non risponde al  vero. Non la luce fu. La luce è. La luce dell’intelligenza, calda perché unita al sentimento, è accesa nelle pagine che il nostro Ugo ha donato alla cultura. E splende nei preziosi contributi con cui ha collaborato a Matmedia e al Periodico di Matematiche.

Ora ci raccogliamo in un doloroso silenzio, come a voler udire ancora la sua voce.

Biagio Scognamiglio e Emilio Ambrisi

Futurismo e mondanità di tipo rustico della matematica di Ugo Piscopo

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