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La scienza non è una faccenda solo maschile

Donne nella scienza. Una bella storia italiana prova che la scienza non è una faccenda solo maschile.

Secondo vari storici della Scienza l’origine della misoginia scientifica nasce con Pitagora.

Giuseppa Eleonora Barbapiccola

Per i pitagorici la matematica era innanzitutto attività religiosa, strumento per liberare l’anima dal corpo. Liberarsi del corpo significava però trascendere il “femminile” e, ritenendo la Matematica strumento per liberare l’anima dal corpo, per i pitagorici, e per la Grecia antica, la Matematica (e di conseguenza tutte le scienze) era intrinsecamente maschile. L’esclusione delle donne dalla scienza si conferma nel basso medioevo. La riforma della Chiesa, operata da Papa Gregorio VII nell’XI secolo, impone il celibato ai preti, per non disperdere il patrimonio della chiesa, e le scuole cattedrali per l’istruzione del clero sono precluse alle donne. Verso la fine del XII secolo da queste scuole nascono le prime università europee che, ovviamente, escludono le donne. Ancora nel XVIII secolo Kant sostiene che la scienza è una faccenda maschile e per Rousseau, uno dei massimi pensatori illuministi, il confronto delle idee deve avvenire come su un campo di battaglia e non nell’atmosfera galante e ovattata dei salotti.

Intanto nei secoli XVI e XVII principalmente ad opera di Copernico, Keplero, Galileo, Cartesio, Newton e Leibniz nasce la Scienza moderna.

Il clima di intimidazione a seguito del processo a Galileo (1633) per “veemente sospetto di eresia” spinge gli scienziati europei ad incontrarsi in riunioni informali. Nascono così le Accademie scientifiche che, ovviamente, non ammettono le donne.

L’Accademia dei Lincei (fondata a Roma nel 1603), prevedeva la castità per i soci; l’Académie des Scences francese (fondata a Parigi nel 1666) ha ammesso Marguerite Yourcenar come prima associata donna nel 1980 e il 24 gennaio 1911 aveva respinto l’associazione di Marie Curie, già vincitrice del Nobel per la Fisica nel 1903 e del Nobel per la Chimica nel 1911; la Royal Society (fondata a Londra nel 1660) ha ammesso le donne soltanto nel 1945.

In questo clima culturale l’Italia può vantare alcuni primati.

Eleonora Cornero Piscopia è stata la prima donna al mondo a conseguire una laurea (in Filosofia) a Padova nel 1678. Sotto l’influenza del Cardinale Prospero Lambertini, poi Papa Benedetto XIV, l’Università di Bologna apre le sue porte al mondo femminile: nel 1733 Laura Bassi, seconda donna al mondo a laurearsi, è la prima donna al mondo a ricoprire una cattedra universitaria (in Fisica) e nel 1751 Cristina Roccati è la terza donna al mondo a conseguire la laurea.

Dal 1650 al 1732 Napoli è depressa culturalmente, l’università è arretrata rispetto al resto d’Europa e i numerosi salotti scientifici e circoli culturali sono riservati a eminenti intellettuali, tra tutti Giambattista Vico. La situazione comincia a migliorare nel 1732 per l’azione modernizzatrice di re Carlo e di Monsignor Celestino Galiani, con la riforma dell’università, l’edificazione della reggia di Capodimonte e del teatro San Carlo, la fondazione dell’Accademia delle Scienze, sul modello di quelle inglese e francese, e di varie Accademie militari.

Tra luci e ombre anche Napoli può vantare almeno tre rilevanti personalità scientifiche femminili nel XVIII secolo: Giuseppa Eleonora Barbapiccola, Faustina Pignatelli e Maria Angela Ardinghelli.

Giuseppa Eleonora Barbapiccola (Salerno, 1700 circa–Napoli, 1740 circa) deve la sua formazione soprattutto allo zio domenicano Tommaso Alfani, fondatore dell’Accademia degli Arcadi nel 1690 per promuovere lo studio della matematica. Eleonora diventa assidua frequentatrice del circolo intellettuale di Vico grazie alla sua traduzione nel 1722 dal francese (la prima in italiano) dei Principi della filosofia di Cartesio. Nella prefazione scrive «Io m’invogliai di tradurla in italiano per farla ad altri molti partecipe, in particolare alle Donne, le quali al dire dello stesso Renato in una sua Pìstola, meglio che gli Uomini alla Filosofia atte sono». Eleonora annuncia di voler dare inizio a un programma formativo per il mondo femminile che superi il tradizionale percorso “catechismo, cucito, canto, danza, ecc.” e sostiene che la debolezza culturale delle donne è dovuta al pregiudizio e alla cattiva educazione e non certo alla natura.

Faustina Pignatelli (Napoli 1705 –Napoli 1785) sposa nel febbraio 1723 il principe di Colubrano Francesco Domenico Carafa da cui si separa nel 1731. Faustina è allieva del matematico Nicola Di Martino, che ha contribuito a diffondere le teorie newtoniane a Napoli. È ideatrice e animatrice del salotto scientifico tenuto a palazzo Carafa e impegnata a diffondere con rigore matematico la filosofia naturale di Newton e per questo ammirata dall’abate e fisico Jean-Antoine Nollet dell’Académie des Sciences di Parigi e apprezzata da Voltaire e da Joseph-Jérôme de Lalande. Intrattiene rapporti epistolari scientifici con prestigiosi intellettuali, come il segretario dell’Académie des Sciences, Jean-Jacques Dortous de Mairan, Émilie du Châtelet, traduttrice dei Principia di Newton, e con Francesco Maria Zanotti, autorevole segretario dell’Accademia delle Scienze di Bologna, di cui Faustina diventa socia onoraria il 20 novembre 1732, seconda donna dopo Laura Bassi. Nel 1734 pubblica i Problemata Mathematica su Nova Acta Eruditorum, una dissertazione contro le tesi leibniziane.

Maria Angela Ardinghelli (Napoli 1730-Napoli 1825), avviata dai genitori allo studio di retorica e latino, studia matematica e fisica a Napoli con il matematico Vito Caravelli ed il fisico Pietro Della Torre. Maria Angela si forma frequentando l’Accademia delle Scienze, fondata da monsignor Celestino Galliani nel 1732, e successivamente il prestigioso circolo newtoniano del principe di Tarsia, fondato nel 1747 nella Biblioteca di Palazzo Spinelli di Tarsia. Convinta sostenitrice del metodo sperimentale, pubblica nel 1756 “Statica de’ vegetabili ed analisi dell’aria. Opera del signor Hales … Tradotta dall’inglese con varie annotazioni”, traduzione del lavoro del parroco, teologo e botanico Stephen Hales (1677-1761), tra i fondatori della fisiologia vegetale, correggendo gli errori di calcolo di Hales e quelli di George-Louis Leclerc, conte di Buffon, nella sua traduzione francese. Ha una corrispondenza scientifica con il matematico e astronomo Claude Clairaut ed il fisico Jean-Antoine Nollet.

Ancora oggi in ambito scientifico il cammino per le donne è faticoso, ancora i pregiudizi e gli stereotipi di genere condizionano l’universo femminile fin dalla fanciullezza. L’atmosfera lentamente sta cambiando e questi esempi mostrano che anche in situazioni ostili si può emergere.

Autore

  • Nicola Melone

    Matematico, laureato con lode, tra i più giovani vincitori del concorso ad ordinario e professore di Geometria presso l’Università di Napoli prima, e successivamente a Caserta dove è stato anche Preside di Facoltà. Poeta e scrittore, è autore di saggi scientifici e pubblicazioni di bella letteratura. Vicino alla scuola e appassionato docente, ha svolto anche incarichi per conto del Ministero dell'Istruzione.

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