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Le amicizie matematiche di Cesare Pavese

Cesare Pavese a settant’anni dalla scomparsa. Il grande letterato e il suo rapporto con matematici. Le amicizie non riuscirono a colmare la sua solitudine, la sua sofferenza esistenziale.

A Cesare Pavese, una breve riflessione

Cesare Pavese (1908 – 1950)

Nel 1950, in pieno dopoguerra e a tre anni dalla sua istituzione, il Premio Strega viene assegnato a Cesare Pavese per la raccolta La bella estate, che oltre al romanzo omonimo include altri due romanzi brevi, Il diavolo sulle colline e Tra donne sole.

È il 24 giugno e sulla terrazza dell’Hotel de la Ville, luogo tra i più iconici al mondo nel cuore di Roma, si svolge la premiazione. Pavese riceve il più prestigioso riconoscimento letterario italiano appena due mesi prima di togliersi la vita in quella stanza dell’Hotel Roma, in piazza Carlo Felice a Torino.

Sono trascorsi settant’anni dalla sua scomparsa e da quella premiazione, e sessanta dalla pubblicazione del Il vizio assurdo, un libro che raccoglie la storia di Cesare Pavese e tenta di ricucirne le memorie. Una narrazione autentica, intima e realista, perché scritta da Davide Lajolo, amico sincero dello scrittore, nato nelle stesse brumose colline, che ripercorre la vita di Pavese,  ne testimonia la sofferenza esistenziale, il male di vivere, e ci racconta con profonda amarezza gli ultimi giorni del romanziere.

Davide Lajolo ricorda quelle che furono forse le parole di Pavese prima del suicidio:

“Vorrei parlare con Carlo, perché mi capirebbe, ma Carlo non c’è perché è in America”.  Giancarlo Albertini nel suo intervento al XXXVIII Convegno Nazionale della Società Italiana degli Storici della Fisica e dell’Astronomia, tenutosi a Messina nell’ottobre del 2018, ci spiega chi è Carlo Grillo, scrittore, giornalista, poeta e matematico italiano, personalità complessa alla quale si ispira Cesare Pavese nel suo romanzo breve Il diavolo sulle colline per ritrarre il Poli, personaggio a metà tra il tragico e il bizzarro, sospeso in una irrequietezza che finisce col renderlo inerte ed estraneo allo scorrere degli avvenimenti della vita.

Carlo Grillo, insieme a Mauro Picone prima e a Tina Pizzardo dopo, rappresentano, ciascuno in modo diverso, i tre incontri significativi dello scrittore con la matematica e il mondo delle scienze.

Pavese non ama queste discipline, ma pare quasi che subisca il fascino dei tre studiosi per la statura delle loro personalità complesse.

In Carlo, assente al momento del suo tragico gesto finale, lo scrittore rivede se stesso, il suo animo burrascoso e irrisolto.

Ma Carlo non c’è, è lontano dall’Italia in quel 27 agosto del 1950, è a Princeton, dove conosce e frequenta Albert Einstein, al quale sottopone il suo “Principio di meccanica numerica“, entusiasmando a tal punto il grande fisico da fargli dichiarare in una conferenza stampa:

“Il conte Grillo è l’unico uomo che possa risolvere da un punto di vista matematico il conflitto tra il quantum e il continuum’’.

Cesare e Tina

L’incontro con Mauro Picone avviene invece in quello che è per Cesare Pavese un significativo momento di passaggio dalla adolescenza all’età adulta, durante l’esame di maturità. Mauro Picone, matematico e accademico, professore incaricato di Analisi infinitesimale all’Università degli Studi di Catania, e successivamente, dopo una breve permanenza a Pisa,  all’Università di Napoli, fondatore dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, presiede la Commissione esaminatrice della classe terza B dello storico Liceo classico “Massimo d’Azeglio” di Torino, dove Pavese studia e sostiene l’esame. Siamo nel 1926, in pieno e sostanziale smantellamento dello stato liberale con l’emanazione delle leggi fascistissime, e la prova di greco esalta la grandezza dell’impero romano con un brano di Dionigi di Alicarnasso tratto da Antichità romane libro I.

Intenso e burrascoso è il legame sentimentale che lega lo scrittore Cesare Pavese alla matematica Tina Pizzardo. Donna anticonformista, pacifista e fortemente antifascista. Allieva di Giuseppe Peano, che la propone come sua assistente nell’ateneo torinese, salvo poi essere costretto a farla rinunciare a tale opportunità a seguito dell’interdizione dai pubblici uffici degli oppositori del regime. Battistina, detta Tina, indipendente, compagna di Altiero Spinelli negli anni prima di incontrare Pavese, quella donna dalle voce rauca, seducente, affascinante e appassionata.

*Sono stati consultati per la stesura di questa breve riflessione:

  1. Mauro Comoglio, La Maturità di Mauro Picone e Cesare Pavese, MatePristem
  2. Blog: Scienza a due voci – Le donne nella Scienza italiana dal Settecento al Novecento
  3. Marco Gasperini, Invito alla lettura: “Il diavolo sulle colline”

 

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