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L’iniziativa dei licei scientifici, primo resoconto

Il confronto sull’elaborato del colloquio di Matematica e fisica. Il risultato della tavola rotonda del giorno 8 aprile 2021. Prossimo incontro giorno 20 aprile.

I docenti di Matematica e Fisica dei Licei Scientifici di diverse province e realtà territoriali, si sono incontrati il giorno 8 Aprile 2021 dalle ore 16:00 alle 18:10.

L’incontro, programmato nell’ambito delle iniziative Matmedia.it tese ad instaurare un confronto sulle tracce da assegnare all’Esame di Stato 2020/21 [Vedi], è stato coordinato da Alessandra Silvestri, Dirigente Scolastica del Liceo Scientifico “Teresa Gullace Talotta” di Roma e da Maria Rosa Valente Dirigente scolastico del Liceo Scientifico “E. Fermi” di Gaeta (LT).

Ha introdotto i lavori Alessandra Silvestri

Ha sottolineato alcune novità caratterizzanti l’elaborato: deve essere presente un ragionamento alla base, anche sotto forma di Project Work, esperienza pratica o esperienza teorica. Ne consegue la necessità di impostare il lavoro dei ragazzi anche suggerendo loro la modalità di presentazione dello stesso. I candidati non possono limitarsi a raccontare la lezione, ma devono descrivere un’esperienza e per far ciò la narrazione deve essere efficace anche sotto il profilo concettuale delle conoscenze acquisite.

La differenza con lo scorso anno

Maria Rosa Valente ha sottolineato che rispetto allo scorso anno nella O.M. c’è una più esplicita apertura multidisciplinare, cosa che ha sollecitato più domande. C’è anche da rimarcare, però, che la griglia di valutazione dell’esame, fornita dal Ministero, non prevede una valutazione separata per l’elaborato, ma nella stessa è presente una valutazione complessiva delle fasi in cui si articola il colloquio: sarà la commissione a decidere che peso, anche “temporale”, attribuire alle varie parti.

Segue una discussione ampia e articolata che mette in luce le numerose perplessità e differenti interpretazioni dei dispositivi normativi. In particolare ci si è soffermati su:

Proposta di elaborato

Secondo la richiesta della normativa (art.18 c.1 lettera a) dell’O.M. 53 del 03/03/2021) il colloquio ha inizio con la “discussione di un elaborato concernente le discipline caratterizzanti [omissis] e in una tipologia e forma ad esse coerente, integrato, in una prospettiva multidisciplinare, dagli apporti di altre discipline o competenze individuali presenti nel curriculum dello studente, e dell’esperienza di PCTO svolta durante il percorso di studi.

L’argomento è assegnato a ciascun candidato dal consiglio di classe, tenendo conto del percorso personale, su indicazione dei docenti delle discipline caratterizzanti, entro il 30 aprile 2021”.

Pertanto il lavoro deve essere ampio e articolato, multidisciplinare e consentire il più possibile uno sviluppo personalizzato.

Ciò ha indotto molti docenti a pensare di assegnare a ciascun candidato un tema, che tenga conto del curricolo personali e delle  (eventuali) esperienze di PCTO.

D’altro canto la nota MI n. 359 del 05/0372021 cita testualmente “La tipologia è aperta, coerente con le discipline coinvolte; i consigli di classe possono scegliere se assegnare a ciascun candidato un argomento diverso, o assegnare a tutti o a gruppi di candidati uno stesso argomento che si presti a uno svolgimento fortemente personalizzato, ed eventualmente fornire indicazioni relative alle caratteristiche “tecniche” dell’elaborato, qualora esso non consista nella sola redazione di un testo scritto”.

Si riconosce però che sarà fondamentale verificare la consapevolezza dello svolgimento dell’elaborato, nonché, in sede di colloquio, quanto del lavoro il candidato abbia realmente acquisito e interiorizzato, le sue capacità espositive e di cogliere significativi collegamenti multidisciplinari oltre che le competenze specifiche maturate.

Fatto notevole: a differenza dell’anno scorso, i ragazzi hanno un mese di tempo per sviluppare il loro elaborato.

Gli indirizzi che sono emersi dalle varie realtà scolastiche sono diversi:

  • in alcune si è orientati all’attribuzione di un tema unico più generale che possa essere personalizzato e declinato con diversi approfondimenti personali;
  • in altre si pensa ad una traccia assegnata a ciascun alunno;
  • ancora in altre, si progetta  di assegnare un elaborato unico che parta da una situazione problematica di matematica e fisica con riferimento ad una sola altra disciplina.

Con riferimento alla presentazione/discussione dell’elaborato ci si chiede se i commissari possano intervenire con domande. Si conviene che la prova è un colloquio, pertanto, sicuramente possono essere richieste integrazioni su argomenti diversi ma collegati alle tematiche introdotte dal candidato.

Da più parti si è sottolineato che:

  • il fulcro dell’elaborato è rappresentato dalle discipline caratterizzanti, cioè da Matematica e Fisica.

La Dirigente Alberta Angelini non si stupisce delle varie interpretazioni delle norme e ribadisce che la personalizzazione si traduce in “semplicità” e non in “banalità”: la discussione deve essere comprensibile a chi ascolta.

Docenti di riferimento

L’O.M., art.18 c.1 lettera a), recita “Il consiglio di classe provvede altresì all’indicazione, tra tutti i membri designati per far parte delle sottocommissioni, di docenti di riferimento per l’elaborato, a ciascuno dei quali è assegnato un gruppo di studenti.”

Dalla discussione emergono diverse interpretazioni, da quella di attribuire il compito ai docenti delle materie di indirizzo a quella di distribuire il compito ai vari componenti della commissione per non sovraccaricare i docenti di Matematica e Fisica.

La dirigente Valente sottolinea che l’individuazione del/i docente/i di riferimento dipende dalle scelte personali delle singole istituzioni scolastiche. Nel suo istituto si è pensato di preparare prima gli argomenti e per non oberare di lavoro solo i docenti di matematica e fisica, se qualche argomento si presta ad un approfondimento con altre materie, di suddividere il lavoro di tutoraggio tra tutti i docenti che possono essere coinvolti negli approfondimenti.

In conclusione: ogni singola istituzione scolastica può decidere nella maniera che ritiene più opportuna.

La Dirigente Silvestri concorda e aggiunge che la funzione del “tutor” è quella del facilitatore, nel senso che si potrebbe anche assegnare una rosa di tematiche. Il suo suggerimento, però, è quello di far emergere dagli alunni gli argomenti di loro interesse perché è in questo modo che si vede la capacità di tradurre l’idea che loro hanno, trasformandola da idea astratta in qualcosa di concreto.

La Dirigente Laura Virli del Liceo “Pascal” di Pomezia sottolinea che è più giusto parlare di “docente di riferimento”, come indicato nella normativa, anziché di “Tutor”.

A suo parere non deve essere il docente delle discipline di indirizzo.

In effetti c’è una diversità di compiti.  il docente di riferimento deve accompagnare gli alunni nei tempi, nella tipologia di stesura e nella correttezza formale, mentre il docente delle materie di indirizzo deve seguire lo sviluppo dell’elaborato riguardo i contenuti, fermo restando che ogni scuola decide in autonomia.

Si conviene che il dibattito è solo aperto e necessita una ulteriore fase di riflessione collettiva.

È stato pertanto programmato per martedì 20 aprile un secondo e conclusivo incontro per raccogliere le proposte definitive degli istituti.

 

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