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Mathematics nell’Encyclopædia Britannica

La rassegna delle voci Matematica. La voce Mathematics nella prima edizione della Encyclopædia Britannica (1768-1771).

La notizia di traduzione in italiano della voce “Matematica” dell’Encyclopédie (1751-1772) data in “Newsletter Matmedia” del 15 aprile 2022 mi ha spinto a segnalare a Emilio Ambrisi la possibilità di pubblicare una traduzione della voce MATHEMATICS dell’edizione 1771 della “Encyclopædia Britannica”, disponibile anche nella ristampa anastatica 1973 (vedi Google: “Encyclopædia Britannica 1771”).

Anni fa aderii alla proposta della Encyclopaedia Britannica di acquisto della ristampa anastatica dei tre volumi della prima edizione: a  “Mathematics” è dedicata poco meno di una colonna alle pagine 30-31 del terzo volume con rimandi a “Arithmetick” (pp. 365-423 del primo volume), a “Geometry” (pp 684-710 e tavole XLIII-XLVI del secondo volume) e a voci di “matematiche miste”. Ritengo opportuno segnalare che ci sono anche voci non segnalate: per esempio “Algebra” (pp.79-118 del primo volume) e “Calculus differentialis” (quattro righe a pag. 8 del secondo volume).

Ben volentieri ho accettato la proposta di occuparmene: comincio segnalando dati dei tre volumi: A-C (pagine numerate fino a 697 + altre), D-L (pagine numerate fino a 1009 + altre), M-Z (pagine. numerate fino a 953 + altre): a “Mathematics” è dedicata poco meno di una colonna alle pagine 30-31 del terzo volume, con alcuni rimandi (v. traduzione).

Ritenevo e ritengo che sarebbe interessante considerare l’evoluzione nelle edizioni successive (v. “History of the Encyclopædia Britannica” in Google) riuscendo a trovare una soluzione ai problemi di accesso ai testi e di diritti d’uso.

Ovviamente, un passo che ognuno può compiere è il confronto con la sua idea di Matematica e con gli attuali piani di studio delle lauree italiane in Matematica (v. classi L-35 e LM-40, consultabili anche in Google): si può ritenere interessante considerare l’idea di matematica proposta 250 anni fa da “Encyclopedie” (1751-1772) e “Encyclopædia Britannica” (1768-1771).

Propongo una traduzione tendenzialmente letterale, con scelte personali per privilegiare il presumibile senso e, in coda, due mie note.

MATHEMATICHE originariamente indicava qualsiasi disciplina o apprendimento; ma, attualmente, denota quella scienza che insegna, o contempla, qualsiasi cosa che possa essere numerata o misurata in quanto numerabile o misurabile e di conseguenza è suddivisa in Aritmetica, che ha per argomento i numeri, e Geometria, che tratta della grandezza. V. ARITMETICA e GEOMETRIA.1

Le Matematiche sono comunemente distinte in pure e speculative, che considerano la quantità astrattamente, e mista, che tratta di grandezza come sussistente in corpi materiali e conseguentemente sono intrecciate con considerazioni fisiche. Le Matematiche miste sono molto ampie, poiché ad esse possono essere riferite Astronomia, Ottica, Geografia, Idrostatica, Meccanica, Fortificazione, Navigazione, eccetera. V. Astronomia, Ottica, eccetera.2

Le matematiche pure hanno un peculiare vantaggio, che non provocano dispute tra litigiosi contendenti come in altre branche della conoscenza, e la ragione è che le definizioni dei termini sono premesse, e chiunque legge una proposizione ha la medesima idea di ogni parte di essa. Quindi è facile porre fine a ogni controversia matematica mostrando che il nostro avversario o non si è attenuto alle sue definizioni, o non ha posto premesse vere, o ha tratto conclusioni false: e se non siamo capaci di fare alcuna di queste dobbiamo riconoscere la verità di ciò che egli ha dimostrato.

È vero che nelle matematiche miste, dove ragioniamo matematicamente su soggetti fisici, noi non possiamo dare definizioni come quelle degli studiosi di geometria; noi dobbiamo quindi essere coerenti con le descrizioni; ed esse dovranno essere usate come le definizioni, purché noi siamo coerenti con noi stessi e sempre intendiamo la stessa cosa con quei termini che abbiamo una volta spiegato.

Il dottor Barrow dà una descrizione molto elegante della eccellenza e utilità della conoscenza matematica nel suo discorso inaugurale per la nomina a professore di matematiche a Cambridge. Le matematiche, egli osserva, fanno fare efficacemente esercizio, non illudono vanamente, non tormentano vessatoriamente le menti studiose con oscure sottigliezze, ma dimostrano con chiarezza ogni cosa alla loro portata, traggono conclusioni certe, stabiliscono utili regole e spiegano piacevoli domande.

Queste discipline allo stesso modo abituano e corroborano la mente a una costante diligenza negli studi; esse ci liberano del tutto da una credulona ingenuità; molto fortemente ci fortificano contro la vanità dello scetticismo, ci trattengono efficacemente da una imprudente presunzione, facilmente ci inducono a un assenso dovuto, perfettamente ci assoggettano alla guida della retta ragione. Mentre la mente è astratta ed elevata dalla materia sensibile, contempla distintamente pure forme, concepisce la bellezza delle idee, indaga l’armonia delle proporzioni, le maniere stesse sono sensibilmente corrette e migliorate, le affezioni sono composte e corrette, la fantasia calma e tranquilla, la comprensione innalzata e stimolata a più sublime contemplazione.Mathematics nella prima edizione della Encyclopædia Britannica

NOTE

  1. ARITMETICA: pp. 365-423 del primo volume, GEOMETRIA: pp. 684-710 e tavole XLIII-XLVI del secondo volume.
  2. ASTRONOMIA: pp. 434-500 e tavole XXXIX-L del primo volume, OTTICA: pp. 416-441 e tavole CXXXVIII-CXLI del secondo volume.

Autore

  • Gabriele Lucchini (Milano 1939) è stato collocato a riposo come professore associato di Matematiche complementare dell'Università degli Studi di Milano. Continua a interessarsi di formazione degli insegnanti di Matematica e di proposte in internet. Cura le pagine web http://users.mat,unimi.it/userslucchini/gabl00.htm

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