Un commento ai Commenti

 

            I commenti fatti dai commissari d’esame sulla prova di matematica all’Esame di Stato, e pubblicati su Matmedia, stimolano qualche riflessione. 

  1. I giudizi sul grado di difficoltà della prova sono molto variegati. Vanno dal “abbastanza facile” al “molto difficile” passando per vari gradi di difficoltà ,” adeguato all’esame “, “difficoltà medio - alta”, “molto impegnativo”.  Questo significa che anche sulla prova di Matematica non è facile, come si potrebbe pensare, mettersi d’accordo: ciascuno giudica secondo i propri gusti, le proprie preferenze, la propria preparazione
  2. Una critica ricorrente è che i quesiti non sono omogenei per grado di difficoltà,  ma questo è inevitabile; è impossibile per chiunque elaborare quesiti che abbiano lo stesso grado di difficoltà anche perché sul livello di difficoltà le opinioni, come già visto, facilmente divergono. Inoltre questo, lungi dall’essere un fatto negativo è, invece, un fatto positivo perché un quesito semplice offre  possibilità di  risposta corretta anche agli studenti più deboli evitando scoramenti e frustrazioni.
  3. Alcune richieste sarebbero state ambigue: per esempio non era precisata la base del logaritmo e non era espressamente detto “derivata destra” e “ continuità a destra”  nel punto 1 del secondo problema del PNI.  Mi sembra che queste critiche siano abbastanza pretestuose: gia in qualche prova d’esame di qualche anno addietro il Ministero ha usato l’espressione log col significato, espressamente detto o lasciato intuire, di logaritmo naturale. Non si capisce perché debba “fare tendenza” il tasto delle calcolatrici e non il Ministero.  Inoltre che ci si riferisse alla derivata e continuità a destra di zero risultava implicito nel fatto che la funzione del problema non era definita a sinistra di zero. Uno studente deve avere la capacità di interpretare correttamente la domanda in relazione al contesto, dimostrando di saper cogliere anche le richieste e informazioni implicite.
  4. Ambiguo o addirittura fuorviante o errato sarebbe stato il quesito 10 dell’ordinario. Tale quesito, ancorché impreciso, è, invece, molto interessante come evidenziano le discussioni che ha suscitato  anche a distanza di giorni dalla prova, e comunque è il classico quesito che può far emergere le capacità di riflessione e approfondimento di uno studente.
  5. Alcuni quesiti sarebbero difficili, non in assoluto, ma perché inerenti a parti di programma trascurate per mancanza di tempo. Questo è un punto da approfondire magari in qualche convegno apposito: è troppo ambizioso il programma previsto per il liceo o il ritmo di studio dello studente dei nostri tempi non è adeguato alla severità della disciplina? Bisogna ridurre il programma o richiedere agli studenti un impegno più rigoroso per una disciplina rigorosa? Io credo che non vada abbassato il livello delle prove ma vada richiesto agli studenti un’impegno più serio che li metta in condizione di affrontare con esiti miglior la prova d’esame di matematica. Soprattutto in un liceo Scientifico
  6. Griglia di valutazione: alcuni vorrebbero che fosse elaborata dal ministero per avere una valutazione uniforme su tutto il territorio nazionale ( o per evitare un’ ultimo residuo di responsabilità?). Una griglia elaborata da ciascuna commissione offre la possibilità, invece,  di calibrare meglio i giudizi pesando differentemente i quesiti in relazione alla trattazione effettiva che nel corso dell’iter scolastico si è fatta dei vari argomenti 
  7. L’argomento inerente la  domanda n. 5 del primo problema del PNI, su cui si appuntano molte critiche, anche se non in tutti, è presente in alcuni testi come, per esempio, il testo di Maraschini - Palma “Format,Spe”( Vol.3 pag.312).
  8. Sono troppe 6 ore assegnate per la prova ? Non si richiede troppo alle capacità di concentrazione di uno studente ? Probabilmente si; forse il limite di 5 ore sarebbe più adeguato.