Il π di Wisława Szymborska, per una lettura matematica d’agosto: un numero che non finisce mai
Ci sono letture che vale la pena riprendere, anche a distanza di tempo. La Mini-antologia di liriche: matematica in poesia, proposta da Biagio Scognamiglio su Matmedia, è certamente una di esse.
Numeri, infinito, pi greco, zero, successioni, geometria: oggetti del pensiero matematico che, passando attraverso la parola poetica, acquistano immagini, suggestioni e significati inattesi. Da Carl Sandburg a Federico García Lorca, da Pablo Neruda a Wisława Szymborska, la breve antologia raccolta da Scognamiglio mostra quanto sia meno profondo di quanto comunemente si pensi il confine fra il rigore della matematica e la libertà della poesia.
Scognamiglio propone nell’articolo anche un esperimento che, a distanza di un anno e mezzo, è già interessante rileggere: mette alla prova diverse intelligenze artificiali, chiedendo loro di scrivere poesia matematica, fino agli haiku di ChatGPT. Un esperimento che oggi potrebbe essere ripetuto e, forse, riservare qualche sorpresa.
Fra le liriche proposte ce n’è una, in particolare, sulla quale vale la pena fermarsi: Pi greco di Wisława Szymborska, premio Nobel per la letteratura nel 1996.
La poesia comincia proprio da quelle cifre che tutti riconosciamo:
«È degno di ammirazione il
tre virgola uno quattro uno.»
Poi il numero si mette in cammino. Le sue cifre continuano, oltrepassano la pagina e sembrano non conoscere più confini:
«Il corteo di cifre che compongono il Pi greco
non si ferma sul bordo della pagina»
È forse questa l’immagine più bella che la matematica consegna alla poesia: un numero perfettamente definito che non potremo mai finire di scrivere.
Scognamiglio sceglie opportunamente di non accompagnare le liriche raccolte con analisi e commenti estetici, in modo che ciascun lettore possa incontrare la poesia senza mediazioni. Facciamo altrettanto.
Lasciamo dunque al lettore il piacere di proseguire nella lettura di Pi greco e, attraverso la Mini-antologia di liriche: matematica in poesia, di scoprire gli altri sorprendenti incontri fra matematica e poesia.
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