Riguardo al non sapere scrivere e allo scrivere bene in tema di norme scolastiche

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Riguardo al non sapere scrivere e allo scrivere bene in tema di norme scolastiche

In un recente incontro Mathesis alcuni studiosi provenienti da altri Paesi europei hanno trovato difficoltà nell’interpretare l’articolo 14 del decret

In un recente incontro Mathesis alcuni studiosi provenienti da altri Paesi europei hanno trovato difficoltà nell’interpretare l’articolo 14 del decreto 384  relativo al capo II , che modifica gli Esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado.

Il periodo iniziale dell’articolo è il seguente:

«L’esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado verifica i livelli di apprendimento conseguiti   da ciascun   candidato in relazione alle conoscenze, abilità e competenze proprie di ogni indirizzo di studi,  con riferimento alle Indicazioni Nazionali per i licei e alle Linee guida per gli istituti tecnici e gli istituti professionali, anche in funzione orientativa per il proseguimento degli studi di ordine superiore ovvero per l’inserimento nel mondo del lavoro».

Le perplessità degli studiosi stranieri  si sono appuntate sul significato di “verifica i livelli”  e soprattutto sul significato di “in relazione” e “con riferimento”. Il fatto sorprendente è che neppure gli esperti italiani presenti si sono trovati d’accordo nell’offrire una spiegazione comprensibile in merito  e nei loro tentativi hanno dato l’impressione di un uso della lingua italiana teso più a confondere che a chiarire. Eppure il desiderio degli osservatori stranieri era abbastanza semplice: capire quali siano le “conoscenze, abilità e competenze”  di cui l’esame dovrebbe “verificare  i livelli di apprendimento”! Dov’è che questo è precisato? Nelle Indicazioni Nazionali e nelle Linee Guida? In questo caso, perché  “in relazione” e “con riferimento”?

Il decreto è attualmente all’esame delle commissioni parlamentari e lo sarà, pare, fino al 17 di questo mese di marzo. Poiché tra gli onorevoli parlamentari non mancano persone di cultura e docenti universitari e secondari che conoscono sia la lingua italiana che la scuola, ci sono buone speranze di avere un testo più chiaro con espressioni più semplici,  adeguate a far capire a tutti cosa sono gli Esami, le Indicazioni Nazionali e le Linee Guida e cosa lega gli uni alle altre.

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