Sulla promozione indifferenziata come male peggiore.

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Sulla promozione indifferenziata come male peggiore.

Sulla promozione indifferenziata come male peggiore e la conseguente proposta di Silvio Maracchia. Promozione indifferenziata È possibile che la pre

Sulla promozione indifferenziata come male peggiore e la conseguente proposta di Silvio Maracchia.

Promozione indifferenziata

È possibile che la previsione del professore in tal senso si realizzi per i motivi da lui  indicati.

Proposta di usare il bimestre settembre-ottobre per la fine del presente anno scolastico

La proposta appare dettata dal buonsenso. Però gli studenti non devono essere sollecitati allo studio dal “pericolo di una eventuale bocciatura”. Bisogna riuscire a persuaderli che devono impegnarsi per non perdere dignità con una eventuale promozione immeritata.

Proposta di svolgere recuperi per studenti in bilico

La proposta appare dettata ancora dal buonsenso. Forse potrebbe essere estesa anche a quegli studenti che non avessero ancora compreso cosa significhi dignità.

Inizio ritardato del prossimo anno scolastico

Conseguenza necessaria e plausibile delle proposte precedenti.

Appellativo “vecchio professore”

Un professore non è mai vecchio, se gli studenti, anche quelli che non comprendano facilmente cosa significhi essere responsabili, lo sentono  desideroso con tutta la sua autorevolezza di essere sempre giovane con loro, perché come tale lo ricorderanno.

Considerazione sulla “cosa peggiore di tutte per la nostra scuola”

Su questo è meno facile essere d’accordo. Per la nostra scuola ci sono cose ben peggiori della “promozione assicurata”. Di queste non sono responsabili gli studenti.

Osservazioni conclusive

Evidentemente l’intervento del professore non riguarda le classi terminali. Altrimenti si dovrebbe spostare in avanti l’Esame di Stato, ipotesi non praticabile. Pertanto proprio in sede di Esame di Stato si potrebbe realizzare ciò che  il professore teme. Ciò detto, per le classi non terminali la  proposta appare dettata da intenzioni meritevoli di considerazione. Ancora una volta siamo di fronte alla prova che sarebbe importantissimo ascoltare le voci dei docenti piuttosto che di sedicenti esperti in materia scolastica, privi di esperienza sul campo e condizionati da fattori estranei all’essenza di una valida pedagogia.

La voce del professore merita attenzione non solo circa la fattispecie della conclusione dell’anno scolastico, ma anche per quanto attiene in generale  alla ricerca scientifica. La sua  proposta si fonda su una prospettiva di continuità nello svolgimento dei programmi, quindi su un andamento lineare dell’assimilazione dei contenuti disciplinari. Questo è un argomento che consente di ribadire la necessità di ripensare gli statuti epistemologici delle discipline. Ci si chiede se tutte le discipline comportino analoghe modalità di insegnamento-apprendimento lineare oppure sia possibile avanzare in esse secondo modalità diverse   in corso di avanzamento. Se la linearità  possa riguardare, ad esempio,  la matematica e non la filosofia, o viceversa, oppure addirittura nessuna materia di studio, per quanto quest’ultima ipotesi possa apparire di per se stessa assurda. Purtroppo c’è da disperare che si possa procedere oggi a praticare il metodo di ricerca di una nuova archeologia del sapere.

 

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