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Un’immagine per il Natale

Oltre la sfera. Scienza, simboli e comete nel tempo del Natale.

Nell’immagine, un viandante spinge lo sguardo oltre la sfera terrestre e affaccia la testa nel cielo stellato. È una figura antica e insieme attualissima: l’uomo che, proprio quando il mondo sembra chiudersi entro un orizzonte noto, tenta di andare oltre. L’immagine deriva da una celebre incisione su legno medievale anonima, resa famosa da Camille Flammarion — di cui quest’anno ricorre il centenario della morte — che la pubblicò nel 1888 nel volume L’atmosphère. Météorologie populaire.

Quella soglia attraversata dal viandante è una metafora potente della ricerca: scientifica, filosofica, ma anche spirituale. È il gesto di chi non si accontenta della superficie delle cose e osa interrogare il cielo, non per evasione, ma per comprensione. Non a caso questa immagine ritorna spesso quando si parla di conoscenza come superamento dei confini, come atto di fiducia nella ragione e nell’immaginazione.

Al centro della scena compare una cometa. Nei Vangeli non è mai nominata, eppure è diventata uno dei simboli più riconoscibili del Natale. La sua introduzione nell’iconografia cristiana si deve a Giotto, che nell’Adorazione dei Magi della Cappella degli Scrovegni a Padova la raffigurò ispirandosi a un evento reale: la cometa apparsa nel cielo nel 1301, oggi identificata con la cometa di Halley. Così, tra cielo e terra, tra sapere e stupore, la cometa diventa il segno di un orientamento possibile: non una risposta già data, ma una direzione.

Un invito a mettersi in cammino, come i Magi e come il viandante dell’incisione, in quel tempo sospeso che il Natale continua a evocare — quando i numeri, le stelle e le domande sembrano addobbarsi a festa.

«Il Natale non lo devi spiegare, lo devi sentire»
Mia D’Amore, classe 3H – I.C. Gallozzi, Santa Maria Capua Vetere

Buon Natale 2025

Elaborazione grafica e testo: Marcello Ambrisi

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