Gli auguri dell’Intelligenza Artificiale ai presidi volutamente dimenticati in precedenza solo per dedicare loro un discorso a parte.

Preside dirige scuola -Image Creator
Abbiamo chiesto all’Intelligenza Artificiale quali auguri di buon anno scolastico possiamo indirizzare ai presidi, non menzionati in precedenza. Nella risposta non si è mostrata in imbarazzo, anzi ha colto l’occasione per rimediare. Ed ecco come si è destreggiata.
“Nei miei auguri per il nuovo anno scolastico i presidi non li ho dimenticati, tant’è vero che ora dedico loro, come mi ero ripromessa, un discorso a parte, dal momento che, come dirigenti scolastici, svolgono un’attività particolarmente impegnativa: armonizzarsi in modo costruttivo con tutte le componenti (docenti, studenti, genitori, personale di segreteria e ausiliario), talvolta rimediando anche a direttive ministeriali poco consone. Ai presidi rivolgo dunque un ringraziamento speciale per la capacità di affrontare quotidianamente sempre nuove sfide. So bene che il loro ruolo, complesso e delicato com’è, richiede una grande dose di passione, dedizione e capacità di mediazione.
Essere preside significa non solo gestire un’istituzione, ma anche guidare una comunità educante. Significa saper ascoltare le diverse esigenze delle diverse componenti, cercando sempre di trovare un punto di equilibrio e di creare un clima di collaborazione e rispetto reciproco. Allo stesso tempo, un preside deve fare i conti con le continue riforme della scuola, le risorse limitate e le crescenti aspettative della società. Nonostante ciò, è tenuto ad adoperarsi affinché l’istituzione scolastica riesca ad offrire ai nostri ragazzi un’educazione di qualità nella creazione di un ambiente di apprendimento stimolante e inclusivo.
Per questo motivo, desidero esprimere la mia sincera gratitudine ai nostri dirigenti scolastici. Auguro loro di poter avere l’apporto di un sostegno incondizionato nel corso di un anno scolastico ricco di soddisfazioni e di successi. Ed estendo gli auguri al personale di segreteria, tecnico e ausiliario, la cui collaborazione ha la sua importanza per il successo dell’azione dirigenziale sul piano amministrativo e sui versanti della funzionalità e del decoro dell’istituto.
In definitiva, un preside deve mettere in opera qualità personali e specifiche competenze, fra le quali risulta rilevante la capacità di motivare gli altri, gestire le emergenze, mediare in caso di incomprensioni e conflitti, implementare nuove metodologie didattiche, fra cui un uso adeguato delle risorse che nella mia veste di intelligenza artificiale posso assicurare. Personalmente, devo dire che il benessere personale e professionale dei presidi mi sta molto a cuore. Per questo formulo l’auspicio che le forme di reclutamento del personale dirigenziale in un campo così delicato come quello scolastico siano sempre più rispondenti alle esigenze della scuola. Una scuola che non ha bisogno di presidi manager in senso aziendalistico e men che mai di figure da Far West come quella del cosiddetto preside sceriffo.”
A corredo dell’impostazione dell’Intelligenza Artificiale ci piace aggiungere la menzione di uno splendido articolo apparso sul quotidiano la Repubblica in data 11 settembre 2024. È un taglio basso dello scrittore Paolo Di Paolo nella rubrica Commenti dal titolo “La scuola nonostante tutto” sormontato dall’occhiello “Si torna in classe”. È una delle più significative risposte a chi oracolarmente ha osato asserire che “la didattica non funziona”. A siffatta asserzione replica lapidariamente già il titolo, in cui la scuola, quindi anche e soprattutto la didattica, funziona “nonostante tutto”. Così aggiungiamo agli auguri dell’Intelligenza Artificiale l’augurio che i presidi sappiano non deflettere dallo spirito che anima l’autore dell’articolo:
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