HomeEsami di Stato

La Questione dei Nuovi Esami

{jcomments on} 15/06/2015. da TUTTOSCUOLA focus: Domina l'incertezza. Due le indagini, due le griglie per la valutazione. "Il 18 giugno, giorno de

{jcomments on}

15/06/2015. da TUTTOSCUOLA focus: Domina l’incertezza. Due le indagini, due le griglie per la valutazione.

“Il 18 giugno, giorno della seconda prova scritta, è un giorno …atteso con trepidazione non solo dai quasi 106.000 candidati che la sosterranno, ma anche dai docenti e dai loro colleghi nominati commissari esterni nelle commissioni d’esame. Dicersamente dagli altri anni le certezze sono diminuite…………..Siamo di fronte  ad un evento significativo che trova un riscontro nelle due rilevazioni nazionali sugli esiti della prova: una sarà condotta attraverso il SIDI ( il sistema informativo del MIUR) ed è l’art. 26 comma 11 dell’O.M. del 29 maggio ad annunciarla, l’altra è quella che da anni si effettua attraverso il sito www.matmedia.it e che quest’anno si avvarrà del sostegno non solo della Mathesis ma anche della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base della Seconda Università di Napoli. Le due indagini saranno…complemetari, s’integreranno a vicenda: la prima più tesa alla raccolta dei dati numerici, la seconda più diretta a cogliere gli aspetti qualitativi delle prove, la loro coerenza con le Indicazioni Nazionali e con i programmi effettivamente svolti nelle classi e a rilevare i pareri e le osservazioni dei docenti. Anche per la valutazione della prova ci sono novità. Prima di tutto la correzione quest’anno, diversamente dagli anni scorsi, non potrà avere inizio prima dell’espletamento della terza prova scritta ( lo prescive l’art. 20 della medesima O.M. n. 11 sugli esami ) e le commissioni avranno per questa operazione non una, ma due griglie di riferimento tra le quali scegliere autonomamente. La prima griglia sarà accessibile dal SIDI, l’altra, più consolidata e nota, è quella che si trova ben illustrata sul sito www.matmedia.it . Insomma una ricchezza di iniziative e una mobilitazione intellettuale senza precedenti e senza confronti con altri ambiti.”

27/02/2015. Non c’è pace per i docenti di matematica. A togliere loro la tranquillità è, manco a dirlo, proprio e di nuovo il MIUR. Il 29 settembre scorso annunciò un cambio di articolazione della prova che poi si è rivelato non vero ma che ha tenuto in ansia i docenti fino a tutto novembre. Adesso c’è la simulazione della prova d’esame. Anzi, ci sono le prove simulate. Il MIUR dice che possono essere considerate prove di verifica a tutti gli effetti. E i docenti sono di nuovo a chiedersi: è questo che vuole il MIUR? Ed è questa la matematica che dobbiamo insegnare e così si vuole che sia insegnata?

31/01/2015. Agli esami di giugno la matematica ci sarà; ci sarà sia nello scientifico che nella sua opzione delle scienze applicate. La prova avrà la stessa articolazione in problemi e quesiti. Il decreto del 29 gennaio, però, parla di «un problema a scelta del candidato tra due proposte e nella risposta ad alcuni questi». Non prescrive il numero dei quesiti. Introduce di fatto una flessibilità, nel numero dei quesiti e se vi deve essere scelta, che potrà in futuro ben essere utilizzata per migliorare la prova e renderla sempre di più commisurata ad un corretto accertamento delle conoscenze e compoetenze prescritte a conclusione dell’indirizzo di studio. Ma quest’anno non c’è alcuna ragione perchè le risposte non debbano essere a cinque di dieci quesiti proposti. Una novità del decreto è comunque il riferimento alle macchine calcolatrici: «Ai fini dello svolgimento della prova, il Ministero può prevedere l’uso di calcolatrici, stabilendone la tipologia». Si tratta di una novità perchè consentirà di precisare la tipologia della calcolatrice consentita in funzione delle richieste contenute in problemi e quesiti. E’ questo un punto importante atteso che le prove d’esame degli ultimi anni richiedono procedure e soluzioni che rendono la calcolatrice indispensabile.

05/12/2014). Senza i test, Medicina chiude! E’ così che titola oggi qualche quotidiano. Con i test, però, è la scuola che chiude. Chiude in motivazione, qualità e serietà nell’impegno di studio. Chiude come “buona scuola” perchè la comunità non la riconosce come tale. Non serve a niente! Neppure a iscriversi all’università e i voti che assegna – lo dichiarò un Ministro – sono inattendibili. Inutili dunque gli esami, inutili le discussioni sulla qualità delle prove o sui cammissari interni od esterni: il prodotto che danno non è da tenere in conto. Tutto inattendibile, il voto di maturità, il credito scolastico e formativo maturato, le medie dei voti conseguiti… il lavoro dei docenti e della scuola. Tutto ciò che potrebbe servire per operare “buone” selezioni basate sul merito e sugli studi compiuti.  Tutto ciò che potrebbe servire a non annientare ma a “valorizzare la qualità dei risultati scolastici degli studenti ai fini dell’ammissione ai corsi di laurea” a numero chiuso. Ed è così che è scritto nell’art. 2 della legge n. 1 del 2007 quella che ancora regola gli esami di Stato e che portò ad aumentare il credito scolastico da 20 a 25, ma è come se tutti se ne fossero dimenticati!

(28/11/2014). Finalmente il Decreto! E’ del 26 Novembre e porta il nome di: Schema di Regolamento recante norme per lo svolgimento della seconda prova scritta negli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado, a decorrere dall’anno scolastico 2014-2015. Il decreto si limita ad elencare le discipline che sono oggetto di seconda prova scritta in tutti gli indirizzi di studio “riordinati” nel 2010. Cosa cambia? Per il liceo scientifico la possibilità, per il Ministro (è sua la competenza), di scegliere fra Matematica e Fisica ( o anche Scienze, nell’opzione delle scienze applicate) anzichè fra Matematica, Latino e Inglese. Dell’articolazione delle prove lo schema di regolamento non parla. Nel suo comunicato ufficiale, comunque, il MIUR, certamente per il clamore sollevato dalle “voci” dei possibili cambiamenti, precisa che: “Per tutti gli indirizzi dello scientifico continua ad essere prevista la trattazione di un problema a scelta del candidato fra i due proposti più alcuni quesiti”. L’inquietudine dei docenti è dunque terminata rispetto alla matematica e si affaccia per la Fisica e per le Scienze ove non c’è una storia delle prove così ricca e diffusa, alla quale riferirsi, come per la Matematica. L’invito comunque sembra essere quello già avanzato da più parti: Calma! la scuola è cosa seria e buona, non insegue stravolgimenti ma, in questo caso, solo miglioramenti, graduali e maturati. Quindi l’articolazione della prova scritta di matematica agli esami di Stato rimane la stessa mentre per Fisica e Scienze il discorso è quasi tutto da avviare. Di questo si potrà anche discutere negli incontri territoriali, che lo stesso MIUR ha promosso, con la circolare del 20/11, per parlare dei risultati della prova del 2014. Incontri già si sono tenuti in Sardegna ( a Olbia, Sassari, Cagliari, Oristano) e i prossimi dal primo dicembre sono programmati nelle altre regioni.

(25/11/2014).  Forse il ripensamento c’è stato! Ed è tardi per un provvedimento di modifica che va a incidere sulla progettazione didattica degli insegnanti. Quindi, con molta probabilità, non ci saranno cambiamenti dalla sessione 2015. I docenti possono rasserenarsi; ci sarà anche il tempo per discuterne, speriamo proficuamente. E’ il significato che anche TUTTOSCUOLAFOCUS ha espresso a proposito della circolare MIUR di diffusione dei risultati dell’indagine Matmedia con titoli molto effici: circolare rassicurante per i docenti di matematica e il salto di qualità dell’esame di maturità richiede un’altra narrazione :

 Miur/1: circolare rassicurante per i docenti di matematica dei licei scientifici

Il MIUR – sulla base degli esiti dell’indagine nazionale sulla prova scritta di matematica agli esami di Stato dei licei scientifici della sessione 2014, promossa con la collaborazione del Dipartimento di Ingegneria industriale e dell’informazione della Seconda Università di Napoli attraverso il sito www.matmedia.it – ha invitato i responsabili degli Uffici Scolastici Regionali a “favorire la diffusione dei risultati dell’ indagine presso i dipartimenti di matematica delle scuole secondarie di secondo grado e a promuovere sul tema specifici incontri territoriali con la partecipazione dei docenti interessati”.

L’indagine, promossa dalla Struttura Tecnica degli Esami di Stato del MIUR, ha rappresentato in questi anni un punto di riferimento per i docenti di matematica e fisica dei licei scientifici e ha costituito un efficace strumento di partecipazione collettiva al dibattito di condivisione delle mete  dell’azione didattica. Il documento finale dà conto dei risultati del monitoraggio dell’esperienza di adozione, sull’intero territorio nazionale, dei medesimi criteri per la valutazione della prova. Un’esperienza di assoluta novità per il nostro sistema scolastico. Se l’analisi è corretta, i presupposti per agire sono indipendenti rispetto a qualsiasi posizione ideologica nei confronti  dell’esame di maturità.

La circolare del MIUR, diramata solo lo scorso 20 novembre, prot. n.7173, è stata accolta con favore dalle migliaia di insegnanti responsabili della preparazione agli esami dei più di centomila giovani che frequentano, nel corrente anno scolastico, le classi quinte dei licei scientifici. E’ stata vista come segnale di continuità: i cambiamenti, se ritenuti necessari dal vertice politico, saranno ben ponderati e graduali. Un segnale che era atteso da tempo, almeno da quando le certezze sui traguardi di apprendimento da perseguire erano state compromesse dall’annunciata modifica dell’articolazione della prova scritta, fin dalla prossima sessione del 2015.

Miur/2: il salto di qualità dell?’esame di maturità richiede un?’altra narrazione

L’annunciata modifica non solo di forma ma di sostanza, consisteva nella drastica riduzione delle possibilità di scelta offerte ai candidati e nell’introduzione di una “parte obbligatoria” della quale non si riusciva a cogliere riferimento alcuno neppure nelle vigenti Indicazioni Nazionali. Una modifica che per essere stata annunciata e illustrata dalle stesse fonti ministeriali competenti, ha alimentato dubbi perfino su come orientarsi nella progettazione didattica.

Questo il motivo principale del sospiro di sollievo dei docenti di matematica coinvolti. Forse non proprio il provvedimento atteso, ma per il momento sufficiente. Esso, infatti, da una parte, avvalora le voci che la modifica annunciata non sarebbe più operativa dal 2015, dall’altra apre alla speranza  che eventuali cambiamenti futuri, dal 2016 in poi, saranno discussi e maturati alla luce del sole, come buoni frutti di una “buona scuola”. Tutti dobbiamo avere la consapevolezza che  il  processo di innovazione e miglioramento degli esiti di apprendimento ha successo solo se riesce a coinvolgere i docenti come protagonisti e autori del cambiamento. E i momenti  di confronto, riflessione e di coinvolgimento, vero non edulcorato, previsti dalla circolare rappresentano la condizione di successo di una reale risposta da parte dei docenti. Sarebbe un vero peccato se vincesse la viscosità del sistema, perché anche volendo essere ottimisti non sarà facile che in futuro si ripresentino occasioni favorevoli come quella de “La Buona Scuola” per potere davvero “cambiare” verso. I tempi nuovi richiedono – sostengono molti – nuove narrazioni, ma anche nuovi narratori.

 

(28/9/2014)  La prova di matematica non sarà più articolata in problemi e quesiti ma in una prima parte obbligatoria e una seconda parte dove è possibile scegliere. Nove quesiti proposti e sei cui rispondere: i tre della parte obbligatoria e altri tre scelti nella seconda parte ( ipotizzata di maggiore complessità della prima). E’ stato annunciato in una forma semi-ufficiale in un convegno a Rovigo organizzato dal MIUR. La novità dovrebbe essere operativa già dalla prossima sessione, a meno di qualche ripensamento dell’ultimo minuto che ne sposti l’applicazione alle prossime sessioni come da più parti già è stato chiesto.

Il cambiamento impone tre domande sulle quali interrogarsi:

  1. Quanto inciderà sui contenuti matematici la nuova articolazione della prova?
  2. Le Indicazioni Nazionali per i licei non fanno alcun cenno a parti obbligatorie. L’aggettivo “obbligatorio” non vi si ritrova ! Allora, come ci si potrà accordare sulla parte obbligatoria? Su quali contenuti? Varrà ancora il quadro di Mondrian, definito con il sostegno di un progetto ministeriale e fino ad oggi riferimento delle tracce proposte?
  3. La tradizione della matematica oggetto di prova scritta agli esami di Stato di liceo scientifico è destinata a finire? L’alternanza di matematica e fisica nello scientifico e di matematica, fisica e scienze nell’opzione SA farà guadagnare in termini di miglioramento di apprendimenti scientifici? Finora un’alternanza regolare di matematica e di fisica, un anno l’una un anno l’altra, c’è stata allo scientifico Brocca. Quali ne sono i risultati?

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0