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I paradossi di Zenone

Riflessioni su due paradossi di Zenone: il paradosso della dicotomia e il paradosso di Achille e la tartaruga.

L’autore analizza due paradossi di Zenone di Elea dal punto di vista della matematica, interpretandoli proprio nel linguaggio di questa disciplina. Si tratta precisamente del paradosso della dicotomia, descritto in una delle due versioni possibili, e del paradosso di Achille e la tartaruga.

L’autore fornisce delle dimostrazioni che sembrano sciogliere i due paradossi, ma al contempo ne fornisce altre che sembrano dimostrare il contrario.

La conclusione sarebbe che la Matematica non è in grado di sciogliere i due paradossi?

Velia – una frazione del comune di Ascea, in provincia di Salerno – è il nome che, fin dai tempi di Cicerone (106-43 a.C.), i Romani attribuirono alla città di Elea, antica polis della Magna Grecia. In quella città il filosofo Parmenide, vissuto nel VI sec. a.C., fondò una scuola che fu chiamata scuola eleatica. Uno dei maggiori rappresentanti di questa scuola fu Zenone.

Zenone è ricordato soprattutto per quattro celebri paradossi. Detto per inciso, in matematica un paradosso è una proposizione, eventualmente anche dimostrabile, che però contraddice la logica e il senso comune. Non bisogna confonderla con l’antinomia, che è invece una proposizione che porta sempre ad una contraddizione.

Tornando ai paradossi di Zenone, in questo articolo mi occuperò di due di essi: il paradosso della dicotomia e il paradosso di Achille e la tartaruga. […]

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Autore

  • Antonino Giambò

    Laureato in matematica presso l'Università di Messina. Ha insegnato matematica e fisica nei licei. Dal 1985 Dirigente superiore per i servizi ispettivi del MPI è stato responsabile della Struttura Tecnica Esami di Stato per il settore matematico e fisico. Ha tenuto corsi all'università e conferenze in numerosi convegni. È autore di saggi e libri di testo.

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