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I grandi problemi dell’educazione

I grandi problemi dell’educazione matematica di Hans Freudenthal, (1982) , in Sviluppi e tendenze internazionali in didattica della matematica, a c

I grandi problemi dell’educazione matematica

di Hans Freudenthal, (1982) , in Sviluppi e tendenze internazionali in didattica della matematica, a cura di Claudio Bernardi, Pitagora Editrice,1995 :

1.  Perché Jennifer non sa l’aritmetica ?

2.  Come dovrebbero imparare i bambini ?

3.  Come utilizzare la schematizzazione e la successiva formalizzazione insegnando un qualsiasi argomento matematico ?

4.  Come mantenere aperte le fonti dell’intuizione durante il processo di addestramento, come stimolare la conservazione dell’intuizione, in particolare il processo di schematizzazione ?

5.  Come stimolare la riflessione sulle proprie attività fisiche, mentali e matematiche ?

6.  Come sviluppare un comportamento matematico ?

7.  Qual è la struttura conforme ai livelli dell’apprendimento matematico e come si può usare questa struttura nei tentativi di differenziazione ?

8.  Come creare contesti idonei ad insegnare la matematizzazione ?

9.  Siete in grado di insegnare geometria facendo riflettere lo studente sulle sue intuizioni spaziali ?

10. Come si potrebbe usare il calcolatore per creare ed incrementare la comprensione della matematica ?

 

Commento

Molti di questi problemi conservano la loro attualità ; sono problemi di sempre ; sempre vivi e meritevoli di una risposta che forse non può essere esaustiva, per tutti e per sempre. E’ forse questo ciò che differenzia l’educazione dalla scienza.

J. Kilpatrick, in uno dei convegni internazionali (1984) , chiese : ” Che cosa sappiamo riguardo alla didattica della matematica nel 1984 che non sapevamo nel 1980 ?” quasi a negare la possibilità di un processo accrescitivo e cumulativo delle conoscenze nel campo della didattica della matematica. Cambia però certamente la prospettiva, vediamo cose vecchie sotto una luce nuova. Così il decimo problema ha decisamente una interpretazione diversa. Il “come” si potrebbe usare il calcolatore ha avuto così tante risposte che la massa di esempi e di esperienze, prodotte sono tali da fare apparire non più “nuovo” l’interrogativo e da aprire invece a problemi di scelta anche se la questione di fondo rimane quella di incrementare la comprensione della matematica, di renderla più chiara e sicura. Tutto ciò si è tradotto piuttosto nel problema di valutare ciò che Fadini ha definito “il valore aggiunto del software” e che è tra gli obiettivi del progetto “Matmedia”. (E. Ambrisi)

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