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La prima prova scritta fra consensi e dissensi

Esami di Stato 2024. La prima prova scritta fra consensi e dissensi. Tracce migliorative rispetto al passato ma in un clima privo di stimoli ad esprimersi in nome di nobili ideali.

Preambolo

DALL-E 3 Verso l’esame

Per questo Esame di Stato 2024 la strutturazione delle tracce della prima prova scritta non si è discostata da una formula ormai consolidata. Sulle tracce assegnate fervono come al solito le discussioni. I giudizi sono in prevalenza positivi. Lo dimostra anche l’Intelligenza Artificiale, che in rete ha potuto attingere a sperticati elogi delle scelte ministeriali. Ecco alcuni esempi dei consensi sintetizzati dalle applicazioni interpellate.

Per You.com “le tracce sono state incredibilmente stimolanti e attuali, in quanto gli argomenti proposti hanno permesso agli studenti di dimostrare le proprie conoscenze e abilità in modo completo e approfondito, affrontando tematiche rilevanti con una riflessione critica e creativa”. Per Chatsonic “le tipologie offrono varietà e ampiezza di scelta, permettendo agli studenti di esprimere le proprie competenze e offrendo loro l’opportunità di dimostrare competenze trasversali e conoscenze approfondite in ambiti multidisciplinari grazie alla vasta gamma di argomenti disponibili”.

Per ChatGPT “la prima prova scritta ha dimostrato un buon equilibrio tra complessità e accessibilità, giacché l’ampia scelta di tracce ha permesso a ciascuno di trovare quella più adatta alle proprie inclinazioni e competenze e si è resa un buono strumento di valutazione delle competenze acquisite dagli studenti, capace di mettere alla prova le loro capacità analitiche, critiche e argomentative in modo equo”.

L’Ansa – Agenzia Nazionale Stampa Associata riporta queste parole del Ministro dell’Istruzione e del Merito riferite ai candidati: “Devono affrontare la prova con entusiasmo; i ragazzi valgono tanto, è il momento di dimostrare il loro valore, è un momento importante, di passaggio verso la vita adulta, si troveranno presto a dover fare delle scelte”.  Per il Ministro competente ciò che importa è la serenità degli studenti: “Le tracce saranno interessanti e abbordabili. Credo che non ci saranno traumi o particolari preoccupazioni al termine di questi elaborati. I ragazzi devono affrontare questa Maturità con serenità”.

Ovviamente Paola Frassinetti nella sua qualità di sottosegretaria ministeriale nella scia del suo Giuseppe Valditara definisce “davvero azzeccate e stimolanti le sette tracce dei temi oggetto della prima prova dell’esame di maturità”, in quanto i maturandi “hanno avuto la possibilità di trattare argomenti coinvolgenti e attuali, oltre che di cimentarsi nell’analisi del testo di due grandi della nostra letteratura”. Inutile dire che ci troviamo di fronte a giudizi autoreferenziali. Lo ha messo in rilievo sul quotidiano Domani Simone Giusti, ricercatore e docente di Didattica della letteratura italiana all’Università di Siena, scrivendo che  “l’Italia dell’istruzione di Stato non sembra voler sfoggiare chissà quali virtù e si presenta al pubblico senza infingimenti, prudente e moderata, conservatrice senza ostentazione, opportunista ma non troppo, saldamente ancorata a una visione trasmissiva dell’educazione e tuttavia protesa verso i bisogni delle persone che devono affrontare le prove e che in fondo in fondo desiderano solo ricevere gli stimoli giusti per scrivere un testo ben fatto”.

Ritorniamo alle nostre applicazioni: invitate a mettere in luce eventuali difetti delle tracce, non hanno dato alcuna risposta in tal senso. Tuttavia, Simone Giusti non è rimasto affatto isolato. I dissensi non sono mancati. Ricordiamo, per l’occasione, un metodo che potrebbe  essere dirimente: Giulia Vettori dell’Università di Trento è fra quanti in altri contesti hanno riproposto lo schema retorico del “disputare in utramque partem”, riconoscendo “i suoi risvolti di assoluto interesse sotto il profilo epistemologico, etico e pedagogico”. Pertanto, cercheremo qui di mettere in luce aspetti negativi che l’Intelligenza Artificiale non ha voluto riconoscere. Non sarebbe il colmo se si elogiassero le tracce per la loro perfezione proprio quando una di esse presenta l’elogio dell’imperfezione?

Passando dunque in rassegna i diversi elementi strutturali che costituiscono l’architettura della prova, cercheremo di disputare alla ricerca di eventuali difetti.

DALL-E 3 Studenti alla prova

Le tipologie

La tipologia A (analisi e interpretazione di un testo letterario italiano) articolata in due proposte, la tipologia B (analisi e produzione di un testo argomentativo) articolata in tre proposte, la tipologia C (riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità) articolata in due proposte sono caratterizzate da una complessiva ridondanza che, mentre si presenta come ventaglio di scelte a favore delle propensioni individuali dei candidati, sembra piuttosto espressione di un narcisismo dei tecnici ministeriali, compiaciuti di rispecchiarsi nei risultati delle loro fatiche, in quanto sinceramente convinti di essere i depositari privilegiati di un sapere  epistemologico, etico e pedagogico  negato ai comuni mortali.

A chi ritiene di avere in tal modo abolito il tema, considerato da tempo obsoleto, si può obiettare che anche per le diverse tipologie e relative proposte si richiede al candidato pur sempre uno svolgimento, seppure articolato e incanalato secondo precise direttive. In altri termini, siamo di fronte a uno svolgimento sorvegliato nel suo farsi.  La differenza fra tema e tipologie consiste per l’appunto nel fatto che queste ultime comportano uno svolgimento guidato, tale da limitare in misura più o meno accentuata la creatività. Si ha l’impressione che le tipologie siano state escogitate più che altro per fare riempire ai candidati le sei ore concesse per la prova. Contro tutto ciò allo scrittore Diego De Silva si deve il provocatorio suggerimento di sostituire le tipologie con un tema a piacere.

Le proposte

Il testo letterario da analizzare e interpretare, precisa il dettato ministeriale, è “italiano”. Deve esprimere amor di patria. Bando a testi stranieri in traduzione. Nella fattispecie le proposte riguardano la lirica Pellegrinaggio di Giuseppe Ungaretti e un brano tratto dal romanzo Quaderni di Serafino Gubbio operatore di Luigi Pirandello. Sono proposte che possono avere valore di orientamento per i futuri svolgimenti di programmi e non incoraggiano certo i docenti a spingersi cronologicamente più avanti nella storia letteraria. Come testi argomentativi da analizzare e produrre si propongono un brano sulla “guerra fredda” tratto dalla Storia d’Europa di Giuseppe Galasso, un brano di Maria Agostina Cabiddu sulla bellezza dell’Italia tratto da un numero della Rivista AIC (Associazione italiana dei costituzionalisti), un brano di Nicoletta Polla-Mattiol tratto da Riscoprire il silenzio. Arte, musica, poesia, natura fra ascolto e comunicazione. Per quanto attiene alle tematiche di attualità, come se le precedenti tematiche fossero inattuali, sono proposti testi tratti dallo Elogio dell’imperfezione di Rita Levi-Montalcini e da Profili, selfie e blog di Maurizio Caminito.

All’ampiezza dei testi argomentativi e di attualità proposti ci sarebbe un’alternativa provocatoria: ridurli al minimo come nei seguenti esempi di possibili tracce.  “La guerra non è che la prosecuzione della politica con altri mezzi” (Carl von Clausewitz). “In Italia abbiamo perso la capacità di sentire il bello, quel bello che per secoli abbiamo dato al mondo e che adesso non sentiamo più” (Riccardo Muti). “Mi piace pensare la musica come una scienza emozionale” (George Gershwin). “Man mano che le macchine diventano sempre più efficienti e perfette, diventerà chiaro che l’imperfezione è la grandezza dell’uomo” (Ernst Fischer). “Solo perché la tecnologia digitale rende possibile la connessione non significa che stai effettivamente raggiungendo le persone” (Maureen Dowd).

In ogni caso le tracce ministeriali appaiono concepite per lasciare gli studenti in un’area protetta, nella quale le aperture a quanto accade al di fuori delle aule scolastiche rischiano di esaurirsi in mere esercitazioni retoriche. Nonostante le apparenze, una serie di problemi reali con cui i giovani dovranno confrontarsi continua a restare esclusa. L’enumerazione è drammatica. Procediamo in ordine alfabetico.

Avversione agli immigrati. Baby gang. Bullismo. Calo della partecipazione elettorale. Censura contro la libertà di stampa. Città deturpate dai writers. Contrasto fra ricchezza e povertà. Crimini di guerra e guerra come crimine. Crisi della civiltà. Difficoltà di realizzarsi pienamente. Disprezzo dell’altro da sé. Evasione fiscale. Femminicidio. Incognite degli sviluppi informatici. Inquinamento ambientale. Mutamenti nelle forme di comunicazione indotti dal progresso. Operai caduti sul lavoro. Ritorno di dittatori travestiti da statisti. Sfruttamento del lavoro. E così via.

Perché non invitare i candidati a esprimersi su tematiche del genere?

Si dirà che nelle varie tracce ministeriali spunti di riflessione su qualcosa di analogo sono presenti. La lirica di Ungaretti offre il destro di riflettere sulla guerra. Dal brano di Pirandello proviene l’impulso a trattare i pericoli dello sviluppo tecnologico. Il testo di Galasso sollecita ad affrontare l’argomento dell’equilibrio del terrore nel contesto politico internazionale. Il brano della Gabiddu comporta riflessioni sul consumismo in contrasto con la fruizione disinteressata del bello. Il brano della Polla-Mattiot spinge fra l’altro ad affrontare il problema del dialogo. Con la Levi-Montalcini siamo coinvolti nella riflessione sul senso dei propri limiti. E Caminito ci spinge ad affrontare il problema delle nuove modalità di espressione diaristica del proprio io. Però la drammaticità dei problemi resta diluita per l’ampiezza delle tracce e il carattere prescrittivo delle consegne.

Le consegne

È necessario soprattutto riflettere sulla connessione fra le tracce ministeriali e le consegne che le accompagnano a sviluppo di quanto inaugurato col Documento di lavoro per la preparazione delle tracce della prima prova scritta dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione (elaborato dal gruppo di lavoro nominato con DM n. 499/2017) all’epoca del MIUR.

Chi può essere sicuro che le consegne siano pienamente rispettate dai candidati nello svolgimento delle tracce e dai commissari nel momento della valutazione? Sono consegne destinate ad essere disattese sia dagli studenti nell’elaborare le prove che dai docenti in sede di correzione e valutazione. Il tutto si risolve nello sfociare in qualcosa di approssimativo, diversamente da quanto accade per la matematica. Il valore del sapere umanistico va incontro alla sua svalutazione.

DALL-E 3 Studenti promossi

Un’inchiesta   

Anna Rosa Guerriero, docente esperto membro del CTS nel progetto PON Educazione linguistica in un’ottica plurilingue (Poseidon), in uno speciale sulla Rivista Insegnare del CIDI – Centro Italiano Democratico Insegnanti ha preso in esame il Documento di lavoro per la preparazione delle tracce, osservando fra l’altro che le indicazioni protocollari e i criteri concernenti la definizione delle consegne “oscillano tra compiti di scrittura piuttosto discordanti”, in quanto “da un lato prefigurano un tipo di prova vincolata”, mentre “dall’altro, lasciano immaginare una prova senza vincoli particolari, qualcosa che rischia di trasformare la funzione del testo proposto in una sorta di lunga citazione da cui poter sviluppare una prevedibile dinamica discorsiva da tema”.

Nello stesso speciale Filippo Ronchi, docente di Italiano e Storia nella scuola secondaria di secondo grado, stigmatizza una “patologia del cambiamento”, ravvisabile nel sopra citato documento di lavoro con riguardo alle diverse tipologie: nella tipologia A (Analisi testuale) non riscontra quasi “nulla di nuovo” rispetto al passato; nella tipologia B (Analisi e produzione di un testo argomentativo) ravvisa un “colpo mortale all’esperienza quasi ventennale della scrittura documentata, che esce di fatto azzerata” perché, fra l’altro, i candidati saranno messi  in estrema difficoltà dal non poter “prendere in esame antitesi con relative argomentazioni e confutarle con altre contro-argomentazioni, privi come saranno di qualsiasi supporto documentale”; nella tipologia C (Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità) individua la “restaurazione dell’antichissimo tema” con in più una mortificante “scaletta da seguire per sviluppare il testo”.

Nello stesso speciale Lina Grossi, che si occupa di valutazione degli apprendimenti in ambito europeo e ha svolto attività di ricerca, formazione e insegnamento, nel passare in rassegna le indicazioni ministeriali concernenti le varie tipologie, osserva fra l’altro che “l’importanza assegnata al processo logico sotteso alla capacità di sintesi sembra assumere un minore rilievo, mentre sarebbe necessario che gli studenti sviluppassero e consolidassero il possesso di abilità logiche di analisi e sintesi attraverso attività mirate all’interno del curricolo, verificate poi in uscita con prove mirate” e osserva inoltre che “la costruzione di un curricolo verticale orientato nella direzione dello sviluppo della complessità cognitiva e testuale della scrittura argomentativa rischia di perdere la spinta propulsiva già presente nella didattica testuale a scuola e nelle sezioni dedicate alla scrittura argomentativa  in buona parte dei manuali scolastici”.

Conclusione

Sul piano del consenso possiamo considerare le tracce proposte migliorative rispetto al passato, mentre sul piano del dissenso si ravvisa un clima di buonismo paternalistico tale da escludere che i ragazzi in occasione della prova scritta possano esibire atteggiamenti antagonistici, esprimendo proteste contro gli aspetti malsani della società e dichiarandosi pronti a combatterli in nome di nobili ideali. La scuola è separata dalla politica. L’educazione civica resta priva di inveramento democratico. Ciò che importa è evitare tutto ciò che possa arrecare turbamento all’establishment. Invece epistemologia, etica e pedagogia necessitano di un impegno che possa anche risolversi in una civile contestazione di un mondo adulto ove va dilagando l’indecenza.

Documentazione

Autore

  • Biagio Scognamiglio

    Biagio Scognamiglio (Messina 1943). Allievo di Salvatore Battaglia e Vittorio Russo. Già docente di Latino e Greco e Italiano e Latino nei Licei, poi Dirigente Superiore per i Servizi Ispettivi del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Ha pubblicato fra l’altro L’Ispettore. Problemi di cambiamento e verifica dell’attività educativa.

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