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Professione docente oggi

Come diventare docenti: istruzione e merito. Professione docente oggi tra bilanci e investimenti.

«Sono i triennalisti, cioè insegnanti con almeno tre anni di servizio ma senza abilitazione. Si sono dovuti iscrivere ai corsi per ottenerla, senza avere informazioni sul programma delle lezioni. E se non verranno ammessi finiranno in fondo alle graduatorie», riportava su L’Espresso Chiara Sgreccia nell’articolo del 12 giugno 2024.

Se fino a qualche settimana fa erano una categoria di serie B i “triennalisti”, che rischiavano di non rientrare nelle graduatorie sia per accedere ai percorsi abilitanti banditi dalle università, come da dm del 22/04/2024, che per ottenere un nuovo incarico annuale per i prossimi anni scolastici, da qualche giorno potranno iniziare a correre anche loro lungo il complesso tracciato dei percorsi.

Come ormai noto, il nuovo sistema di ingaggio per i docenti precari è diventato ancora più lungo e dispendioso.

«E’ del 14 maggio 2023 la nota MIUR n. n. 9171 “Indicazioni operative sulle procedure di attivazione dei percorsi di formazione insegnanti a.a. 2023/2024 e 2024/2025” che pone come termine ultimo per la conclusione dei primi percorsi il mese di novembre /dicembre 2024 al fine di consentire la partecipazione al secondo concorso della fase straordinaria PNNR degli aspiranti che avranno conseguito almeno 30 CFU». (Orizzonte scuola, 16 giugno 2024).

Ottenere l’abilitazione per accedere alla titolarità di una cattedra non è più una spesa a carico dello Stato ma è ormai un autofinanziamento da parte dei docenti stessi che hanno deciso di intraprendere questa carriera professionale. I 24 CFU sono storia passata e ora 30, 30 e 60 CFU (corsi confezionati sulla base delle diverse situazioni dei docenti) richiedono ai precari del mondo scuola un impegno consistente sotto diversi punti di vista, specie quello economico.

La sola domanda di preiscrizione alle selezioni per il conseguimento dei crediti formativi universitari necessari all’abilitazione dei docenti prevede, da bando, una quota base apparentemente modesta rispetto al costo totale del corso richiesto.

Ma a quanto ammonta la spesa per accedere alla carriera di docente?

Sulla bilancia del mercato dei CFU questi ultimi pesano quasi quanto grammi di oro. Pertanto le università accettano di buon grado di pubblicare bandi per numeri esigui di posti – per alcune classi di concorso anche inferiori alla decina- destinati ai pochissimi eletti che sulla base della valutazione dei titoli e del servizio prestato riusciranno a rientrare nelle graduatorie di accesso ai corsi e a conseguire i CFU utili sia in vista dei prossimi concorsi che per passare dalla seconda alla prima fascia delle GPS. I percorsi abilitanti possono richiedere agli aspiranti docenti un impegno economico pari anche a 2500 euro.

Uno sforzo organizzativo considerevole da parte delle università così come da parte dei fortunati partecipanti che saranno chiamati a seguire parte dei percorsi in presenza (il 50% delle attività potrà essere in modalità telematica ad esclusione di tirocini e laboratori) presso sedi lontane dal luogo di lavoro e di residenza. È insomma una rete a maglie sempre più strette in cui si rischia facilmente di rimanere incastrati nel tentativo di realizzare il proprio futuro lavorativo.

Alla oggettiva difficoltà di accesso ai corsi, definita dal numero chiuso, si affiancano nella realtà dei fatti diversi livelli di preparazione e qualità dei percorsi offerti se si considera l’autonomia dell’offerta formativa degli enti organizzatori, tra cui sono incluse le università private telematiche. Con un sistema così organizzato e destinato apparentemente al mero acquisto di titoli utili all’accesso a abilitazioni e concorsi, pare che si stia creando più un meccanismo di beneficenza a vantaggio delle università che un percorso formativo unitario e funzionale.

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