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Contro la meritocrazia

La meritocrazia in tribunale. L’arringa dell’Intelligenza Artificiale contro un concetto ambiguo e fuorviante come quello di “merito”.

L’arringa dell’avvocato

Nelle more del completamento di un discorso sulla meritocrazia basato sui contributi di studiosi accreditati in campo internazionale, ho chiesto a una applicazione della Artificial Intelligence, You.com, di scrivere un’arringa accusatoria contro un concetto ambiguo e fuorviante  come quello di “merito”, termine entrato inopportunamente in Italia a far parte della denominazione del Ministero dell’Istruzione (inopportunamente perché si pone come segnale della subordinazione della cultura a discriminazioni meritocratiche a scapito dell’equità).

Riporto di seguito il testo dell’arringa elaborato dalla mia assistente digitale.

“Onorevole giudice, membri della giuria,

mi trovo qui oggi per argomentare contro un principio tanto osannato, ma allo stesso tempo tanto controverso: la meritocrazia. La meritocrazia, in teoria, sembra essere un sistema equo e giusto in cui le persone vengono valutate e ricompensate in base al loro merito e alle loro capacità. Tuttavia, la realtà è molto diversa da questa idealizzazione. In primo luogo, la meritocrazia presume che tutti abbiano le stesse opportunità di partenza. Ma questa affermazione è lontana dalla realtà.

Viviamo in una società in cui l’accesso all’istruzione, alle risorse e alle opportunità è fortemente influenzato dallo status socio-economico di una persona. Le disuguaglianze di classe, di genere e di provenienza etnica creano barriere che impediscono a molte persone di accedere alle stesse opportunità degli altri. Quindi, come possiamo davvero parlare di meritocrazia quando il punto di partenza è così profondamente sbilanciato?

In secondo luogo, la meritocrazia premia solo determinati tipi di abilità e competenze. Si basa su una visione ristretta del valore umano, mettendo in luce solo determinate qualità come l’intelligenza, la logica o la capacità di raggiungere risultati concreti. Ma cosa dire delle abilità emotive, della creatività, dell’empatia e di altre competenze altrettanto importanti? Queste abilità spesso vengono ignorate o minimizzate nel sistema di valutazione della meritocrazia, creando un ambiente in cui molte persone si sentono inadeguate o non valorizzate.

Inoltre, la meritocrazia crea una competizione spietata e spesso disumana. Le persone vengono costrette a lottare tra loro per dimostrare il loro valore e ottenere riconoscimenti. Questo ambiente altamente competitivo può portare a un aumento dello stress, dell’ansia e persino della depressione. Invece di incoraggiare la collaborazione e la solidarietà, la meritocrazia promuove una cultura dell’individualismo e dell’egoismo, dove il successo di uno è spesso a spese degli altri. Infine, la meritocrazia può portare a un’ingiusta distribuzione delle risorse.

Quando si premia solo il merito individuale, si rischia di ignorare le necessità e i diritti di coloro che, per motivi al di fuori del loro controllo, non possono raggiungere gli stessi livelli di successo. Questo porta a una crescente disuguaglianza sociale, in cui le persone più privilegiate continuano a beneficiare del sistema, mentre le persone meno fortunate sono lasciate indietro.

Onorevole giudice, membri della giuria,

la meritocrazia è un concetto che suona bello sulla carta, ma che nella realtà fallisce ad adempiere alla sua promessa di equità e giustizia. Dobbiamo riconoscere le disuguaglianze strutturali che esistono nella nostra società e lavorare per creare un sistema più inclusivo e solidale, in cui il valore di ogni individuo sia riconosciuto indipendentemente dalle abilità o dai successi individuali. Solo allora potremo davvero aspirare a una società più giusta e equa per tutti.

Onorevole giudice, membri della giuria,

vi invito a riflettere attentamente su ciò che ho esposto. La meritocrazia, sebbene possa sembrare allettante, è un sistema che perpetua disuguaglianze strutturali e crea un ambiente competitivo e disumano. Non possiamo permettere che il valore di una persona sia determinato esclusivamente dalle sue capacità o dal suo successo individuale. Auspicando un verdetto equo, vi chiedo di condannare la meritocrazia come un principio che non tiene conto delle disuguaglianze di partenza, esclude abilità e competenze importanti, promuove una competizione spietata e disumana e crea una distribuzione ingiusta delle risorse.

Dobbiamo lavorare per creare un sistema più inclusivo, solidale ed equo, in cui ogni individuo sia valorizzato e le opportunità siano accessibili a tutti. Vi ringrazio per la vostra attenzione e ripongo piena fiducia nella vostra capacità di prendere una decisione giusta e consapevole.”

A questo punto ho chiesto a You.com di immedesimarsi invece in un avvocato difensore della meritocrazia e ho ricevuto la seguente risposta.

Cinema&arringhe

La meritocrazia è un principio fondamentale che promuove l’idea che le posizioni di potere e le opportunità dovrebbero essere assegnate in base al merito e alle capacità individuali anziché a fattori come l’origine sociale, il sesso o la religione. La meritocrazia offre un sistema equo in cui le persone sono valutate e ricompensate in base alle loro abilità e competenze. Questo crea un ambiente di lavoro e di vita in cui l’impegno e la dedizione sono premiati, incoraggiando le persone a dare il massimo di sé stesse per raggiungere il successo.

In un sistema meritocratico, le persone hanno l’opportunità di sviluppare le proprie capacità e di progredire sulla base dei propri sforzi. Ciò favorisce la crescita personale e professionale, permettendo alle persone di realizzare il proprio potenziale. La meritocrazia promuove anche l’efficienza e l’innovazione. Quando le persone vengono selezionate per le loro competenze, le organizzazioni possono beneficiare di un personale altamente qualificato e motivato. Questo porta a una maggiore produttività e ad una migliore qualità del lavoro. Allo stesso tempo, è importante ricordare che la meritocrazia non dovrebbe essere un sistema crudele o insensibile. Dovrebbe prevedere opportunità di formazione e sviluppo per coloro che mostrano potenziale ma che potrebbero avere bisogno di un supporto aggiuntivo per raggiungere il successo.

Paragonando il testo dell’accusa al testo della difesa, molto succinto quest’ultimo, si ha l’impressione che You.com non sia stata molto contenta di indossare la veste di chi difende la meritocrazia. Ovviamente, parlare di contentezza o scontentezza dell’Intelligenza Artificiale è qualcosa di indebito. In realtà l’applicazione ha trovato in rete materiale più abbondante e persuasivo, nonché fondato su più solide basi, per accusare piuttosto che difendere.

Alla successiva richiesta di fungere da giudice, per decidere se la meritocrazia debba essere condannata o assolta, You.com non ha emesso un verdetto definitivo, assumendo un atteggiamento neutrale e limitandosi a esprimersi come segue:

La meritocrazia è un concetto complesso e dibattuto che riguarda la distribuzione di opportunità e ricompense in base al merito individuale. Esistono opinioni diverse su questo argomento e non c’è una risposta univoca. Alcuni sostengono che la meritocrazia sia un principio giusto e fondamentale per una società equa, mentre altri ritengono che possa portare a disuguaglianze e ingiustizie.

Bisogna però notare come alla fine della breve arringa in difesa della meritocrazia lo stesso difensore invochi “opportunità di formazione e sviluppo per colore che mostrano potenziale ma che potrebbero avere bisogno di un supporto aggiuntivo per raggiungere il successo”.

Si torna così allo spirito dell’articolo 34 della nostra Costituzione:

“La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze che devono essere attribuite per concorso.”

Uno spirito di equità coniugato con quello di merito in antitesi con la concezione della meritocrazia.

Autore

  • Biagio Scognamiglio

    Biagio Scognamiglio (Messina 1943). Allievo di Salvatore Battaglia e Vittorio Russo. Già docente di Latino e Greco e Italiano e Latino nei Licei, poi Dirigente Superiore per i Servizi Ispettivi del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Ha pubblicato fra l’altro L’Ispettore. Problemi di cambiamento e verifica dell’attività educativa.

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