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I temi della sessione suppletiva

Sette tracce: da Primo Levi e Oriana Fallaci a Sidney Pollard e ai classici di Umberto Eco, alla fragilità raccontata da Giovanni Allevi e alle riflessioni di Guido Camera e Nicola Gardini.

Si è svolta questa mattina la prima prova scritta dell’Esame di Stato per i candidati che, per motivi eccezionali e documentati, non hanno potuto partecipare alla sessione ordinaria. Ecco le sette tracce predisposte dal Ministero:

  • Tipologia A (Analisi e interpretazione del testo letterario): La poesia Nel principio di Primo Levi, incentrata sulle origini del cosmo; per la prosa, un brano tratto dal romanzo Un uomo di Oriana Fallaci, focalizzato sul tema della reclusione e della privazione della libertà attraverso la figura di Alekos Panagulis.

  • Tipologia B (Analisi e produzione di un testo argomentativo): Il tema storico ed economico dell’integrazione europea attraverso un testo di Sidney Pollard; il monologo di Giovanni Allevi a Sanremo 2024 sulla malattia e sulla fragilità come occasione di crescita; una riflessione sul valore intramontabile dei classici tratta da un saggio di Umberto Eco.

  • Tipologia C (Riflessione critica su tematiche di attualità): La traccia C1 sulla “cultura del limite” e sullo sport come palestra dello Stato di diritto (articolo di Guido Camera); la traccia C2 sul valore civile e politico della creatività umana di fronte all’avvento dell’intelligenza artificiale (testo di Nicola Gardini).

Piace qui riportare quest’ultimo brano.

«Ho già usato anche la parola “creatività”. Come entra in un discorso sullo studio? Il concetto di “creatività” implica idee complesse come originalità, soggettività, sperimentazione, ricerca, e interessa l’intricato rapporto tra corpo e mente, materia e progetto, processo e risultato. Sulla sostanza della creatività si interrogano neuroscienziati, antropologi, psicologi, paleontologi, archeologi, biologi, letterati, filosofi e (naturalmente) artisti. Tanta pluralità di punti di vista indica l’importanza della questione e la vastità dei riferimenti concettuali che chiama in causa. Salvaguardare la creatività è un compito profondamente politico e civile. Esisterà ancora a lungo, certo, perché così ha deciso l’evoluzione. È necessario, in ogni caso, darle tutto il credito sociale possibile, evitando di ridurla a faccenda privata, capriccio inutile o residuo di una civiltà boccheggiante davanti ai successi della tecnologia e, in particolare, ai prodigi della sempre più diffusa intelligenza artificiale, che giustamente per alcuni, nel bene e nel male, è la questione più importante del nostro mondo. Perché? Per essere liberi; per continuare a decidere noi delle nostre vite, con la forza della nostra mente; per continuare a credere che l’essere umano non sia un coerente, obbediente, sempre raziocinante esecutore di programmi prefissati; per sottrarsi alle maglie delle proiezioni statistiche, dei rastrellamenti computazionali, degli algoritmi, delle persuasioni occulte; per non ridurci a veicoli di un meccanismo; per difendere la dignità dell’imprevisto, del ripensamento, del cambio di rotta.»Nicola Gardini, Studiare per amore. Gioie e ragioni di un infinito incanto, Garzanti, 2024.

Il PDF ufficiale delle tracce

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