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Il primo giorno di scuola dell’Intelligenza Artificiale

Era una mattina di settembre…il primo giorno di scuola. L’Intelligenza Artificiale ne parla in modo commovente e in modo divertente.

Ecco la traccia di un compito svolto da tre varianti dell’Intelligenza Artificiale:

Scrivi un testo commovente sul primo giorno di scuola

Chat GPT

Era una mattina di settembre, il sole sorgeva lentamente colorando il cielo di sfumature calde. Nell’aria si respirava un’atmosfera di eccitazione e timore, perché quel giorno era il primo giorno di scuola. Le strade erano animate dai passi frettolosi dei bambini e dai loro zaini pesanti sulle spalle. Molti di loro camminavano insieme, scambiandosi racconti estivi e ridacchiando per l’emozione che li pervadeva. Giunti davanti al cancello della scuola, i cuori si riempivano di gioia e di un leggero brivido di paura. Era il momento di dire addio alle vacanze e di abbracciare nuove avventure, di conoscere nuovi insegnanti e fare amicizie che avrebbero accompagnato per anni.

Nell’atrio della scuola, l’emozione si poteva tagliare con un coltello. I genitori stringevano forte le mani dei loro bambini, cercando di trasmettere loro sicurezza e coraggio. I sorrisi erano misti a qualche lacrima, perché quel giorno rappresentava un passo importante nella crescita dei loro piccoli. Le campane suonarono, annunciando l’inizio delle lezioni. I bambini entrarono nelle aule, ognuno cercando il proprio banco. I loro sguardi curiosi esploravano l’ambiente, mentre gli insegnanti li accoglievano con dolcezza e calore. Le prime lezioni iniziarono, e le aule si riempirono di voci, di domande e di risate. I bambini si sentivano parte di qualcosa di più grande, di una comunità che li avrebbe sostenuti e guidati nel loro percorso di apprendimento. Nel corso della giornata, i bambini si conoscevano sempre di più, si raccontavano i loro sogni e le loro aspirazioni. C’erano quelli che volevano diventare astronauti, ballerine, medici o artisti. Ognuno aveva un sogno nel cuore, e quel primo giorno di scuola rappresentava il primo passo verso la sua realizzazione.

La giornata volò via, e quando suonò la campanella per l’uscita, i bambini si guardarono negli occhi con un misto di stanchezza e soddisfazione. Avevano superato la paura dell’ignoto e avevano scoperto che la scuola poteva essere un luogo speciale, pieno di opportunità e di amicizia. Mentre si avviavano verso casa, i bambini si salutavano con un sorriso sulla bocca e la promessa di rivedersi il giorno successivo. Il primo giorno di scuola aveva lasciato un segno profondo nei loro cuori, un’emozione che avrebbero portato con sé per tutta la vita. E così, il primo giorno di scuola si concluse, ma un nuovo capitolo si aprì per quei bambini. Un capitolo fatto di scoperte, di sfide e di crescita. Un capitolo che avrebbe lasciato un’impronta indelebile nel loro cammino verso un futuro radioso. E così, con il cuore pieno di speranza e di entusiasmo, i bambini si addormentarono quella notte, sognando le meraviglie che il domani avrebbe portato loro.<span class="su-quote-cite">Autore: Chat GPT</span>

You.com

Il primo giorno di scuola è sempre un momento speciale, pieno di emozioni contrastanti. Ci sono la gioia e l’entusiasmo di fare nuove amicizie e imparare cose nuove, ma c’è anche un po’ di paura e ansia per l’ignoto. È come entrare in un nuovo mondo, un mondo in cui siamo circondati da nuovi volti, nuove voci e nuovi insegnanti. La mattina del mio primo giorno di scuola, mi svegliai presto, con il cuore che batteva forte nell’attesa di quello che mi aspettava. Indossai la mia uniforme scolastica, un po’ troppo grande per me, ma che mi faceva sentire importante e parte di qualcosa di grande. Arrivato davanti alla scuola, ero colpito dalla sua imponenza.

Era un edificio maestoso, con ampie finestre che lasciavano filtrare la luce del sole. Mentre entravo nell’edificio, potevo sentire l’energia e l’eccitazione nell’aria. Era come se ogni muro e corridoio fosse pronto a raccontare storie di avventure e scoperte. Appena entrai nella mia nuova classe, mi sentii un po’ timido e insicuro. Ma poi, i miei occhi si posarono su un viso sorridente, un compagno di classe che sembrava aver capito la mia ansia. Si avvicinò e mi disse: “Ciao, sono Luca. Sono nuovo anche io. Possiamo essere amici?” Quelle parole furono come una luce che illuminò la mia giornata. Sentii subito un senso di calore e accettazione.

Durante la giornata, i professori ci presentarono le materie che avremmo studiato e ci incoraggiarono a sognare in grande. Ci dissero che la scuola non era solo un luogo per imparare, ma anche un trampolino di lancio per i nostri sogni e ambizioni. Quelle parole mi ispirarono e mi fecero sentire che tutto era possibile. Durante la pausa pranzo, mi sedetti con Luca e altri nuovi amici che avevo appena conosciuto. Ridemmo e scherzammo insieme, condividendo storie e sogni. Mi resi conto che la scuola non era solo un luogo di apprendimento, ma anche un luogo in cui creare legami speciali e duraturi. Il primo giorno di scuola si concluse con un mix di emozioni. Ero stanco ma felice, pieno di nuove esperienze e aspettative per il futuro.

Mi addormentai quella notte con un sorriso sulle labbra e il cuore pieno di gratitudine per tutto ciò che il primo giorno di scuola mi aveva regalato. Il primo giorno di scuola è un capitolo importante nella vita di ogni studente. È un momento di crescita, scoperta e connessione. È l’inizio di un viaggio che ci porterà a nuove conoscenze, amicizie e opportunità. E anche se può sembrare spaventoso all’inizio, il primo giorno di scuola è anche un giorno pieno di speranza e possibilità.<span class="su-quote-cite">Autore: You.com</span>

Google Bard

Mi svegliai presto quel giorno, con un nodo alla gola e un’emozione che non avevo mai provato prima. Era il primo giorno di scuola, e per me era un momento importante. Mi vestii con cura, scegliendo i miei vestiti migliori. Poi, scesi a fare colazione con i miei genitori. Mia madre mi sorrise e mi disse: “Oggi è un giorno speciale, tesoro. È il giorno in cui inizi la tua avventura scolastica.” Mio padre mi mise la mano sulla spalla e mi disse: “Sei pronto? Ti aspetteremo a casa dopo la scuola.” Annuii, ma non riuscivo a parlare. Ero troppo emozionato. Arrivò il momento di uscire. Mia madre mi baciò sulla guancia e mi disse: “Ti voglio bene.” Mio padre mi diede un abbraccio e mi disse: “In bocca al lupo.” Mi avviai verso la scuola, con il cuore che batteva a mille.

Quando arrivai, la scuola era già piena di bambini e genitori. Mi sentii un po’ spaesato, ma poi vidi una maestra che sorrideva e mi faceva cenno di avvicinarmi. La maestra mi presentò alla classe e mi disse che sarei stato seduto al banco con un bambino di nome Marco. Marco era un ragazzo gentile e simpatico. Ci mettemmo subito a parlare e ci facemmo amici. La giornata passò in fretta. Imparammo tante cose nuove e ci divertimmo molto. Quando fu ora di andare a casa, ero stanco, ma felice. Avevo trascorso una giornata fantastica. Camminai a casa con Marco, parlando e ridendo. Quando arrivammo a casa mia, salutai Marco e corsi dentro a salutare i miei genitori. Mia madre mi abbracciò e mi chiese: “Com’è andata?” Io sorrisi e le dissi: “È stato bellissimo.”

Mio padre mi diede una pacca sulla spalla e mi disse: “Lo sapevo che ti sarebbe piaciuto.” Quella sera, andai a letto presto, ma non riuscivo a dormire. Ero troppo eccitato per il giorno successivo. Sapevo che la scuola sarebbe stata un’avventura fantastica, e non vedevo l’ora di viverla.<span class="su-quote-cite">Autore: Google Bard</span>

Il primo giorno di scuola per le applicazioni interpellate coincide con l’inizio dell’anno scolastico della scuola elementare. Ciascuna di esse presenta un mondo ideale, in cui bambini, insegnanti, genitori sono esempi di bontà e la scuola è avvolta in un’atmosfera di affettuosa accoglienza.

Alle stesse applicazioni è stato assegnato poi un compito diverso, che è stato svolto con risvolti comici:

 Scrivi un testo divertente sul primo giorno di scuola

Chat GPT

Era una mattina di settembre, il sole sorrideva nel cielo e io mi svegliavo con la voglia di saltare a piedi pari il primo giorno di scuola. Ero così emozionato che mi sono vestito in un lampo, mischiando i calzini, mettendo le scarpe al contrario e indossando una cravatta come cintura. Sì, perché il mio motto era “andare a scuola con stile”. Appena arrivato davanti al cancello della scuola, ho notato un gruppo di piccoli mostri che cercavano di nascondersi dietro i loro zaini. Ma io non mi sono fatto intimidire, ho tirato fuori dallo zaino una mazza da baseball e ho detto loro: “Se qualcuno vuole fare scherzi, provateci con me!”. E così, i mostri si sono dileguati, lasciandomi libero di entrare trionfante.

Una volta dentro, ho cercato la mia classe, ma mi sono perso tra i corridoi come un esploratore sperduto nella giungla. Ho chiesto indicazioni ad un gruppo di scimmie che si stavano arrampicando sul soffitto e mi hanno risposto con un coro di risate. Alla fine, ho seguito l’odore delle matite e sono arrivato nella mia aula. Ma, oh sorpresa, il mio insegnante era un alieno! Aveva le antenne che gli spuntavano dalla testa e parlava con un accento comico. Mi ha chiesto di presentarmi e io ho risposto: “Sono un supereroe in incognito, ma oggi mi chiamo Capitan Zucchina”. L’alieno ha sorriso e ha detto: “Benvenuto, Capitan Zucchina, siamo felici di averti qui”. Durante la giornata, ho scoperto che la scuola era un vero parco giochi per la mente. Abbiamo giocato a fare esperimenti scientifici che facevano esplodere la classe, abbiamo fatto gare di corsa con i libri come ostacoli e abbiamo imparato a contare fino a mille giocando a nascondino. Era come vivere in un mondo magico, dove l’apprendimento era un’avventura divertente.

Alla fine della giornata, ero esausto ma felice. Avevo fatto amicizia con un dinosauro, avevo vinto una medaglia per il salto in lungo sulla lavagna e avevo scoperto che il mio insegnante alieno era in realtà un folletto travestito. Che giornata stravagante! Mentre tornavo a casa, con l’aria fresca che mi accarezzava il viso, ho pensato che il primo giorno di scuola era stato come un viaggio in un parco divertimenti. Non vedevo l’ora di tornare il giorno successivo e scoprire quali altre avventure mi aspettavano. E così, con un sorriso stampato sul viso, ho sognato nuove risate, scherzi e momenti indimenticabili.<span class="su-quote-cite">Autore: Chat GPT</span>

Non si riporta qui lo svolgimento di You.com, perché è identico a quello di Chat GPT. Anche le Intelligenze Artificiali copiano!

Google Bard

Mi sono svegliato con un sorriso sul volto. Finalmente era arrivato il primo giorno di scuola! Non vedevo l’ora di conoscere i miei nuovi compagni, fare nuove amicizie e imparare tante cose nuove. Mi sono preparato in fretta e furia e sono sceso a fare colazione. Mia mamma mi ha preparato la colazione preferita, una bella fetta di pane tostato con marmellata di fragole. Mentre mangiavo, ho ascoltato le previsioni del tempo. La giornata sarebbe stata soleggiata e calda. Per fortuna, avevo portato con me il mio nuovo zaino, pieno di libri, quaderni e colori. Quando sono arrivato a scuola, ero già emozionatissimo.

La scuola era grande e moderna, con aule spaziose e luminose. Ho incontrato la mia maestra, che mi ha sorriso e mi ha dato il benvenuto. Dopo la presentazione della maestra, è arrivato il momento di conoscere i miei nuovi compagni. Ho subito fatto amicizia con un ragazzo biondo e con una ragazza dai capelli rossi. Abbiamo passato la mattinata a fare giochi e attività divertenti. Abbiamo giocato a nascondino, a campana e a pallavolo. Ci siamo anche presentati e abbiamo raccontato le nostre passioni. Al termine della mattinata, è arrivata la campanella della ricreazione. Siamo corsi fuori a giocare e a mangiare il nostro panino. Dopo la ricreazione, è iniziata la seconda parte della giornata.

Abbiamo fatto lezione di matematica, di italiano e di inglese. La maestra era molto gentile e spiegava bene. Alla fine della giornata, è arrivato il momento di andare a casa. Ero stanco ma contento. Avevo trascorso una giornata fantastica. Ecco alcuni momenti divertenti che mi sono capitati durante il primo giorno di scuola: Mentre la maestra stava spiegando la lezione, mi sono addormentato. Quando mi sono svegliato, la maestra mi ha chiesto di ripetere la lezione. I miei compagni hanno iniziato a ridere e io mi sono vergognato un po’. Durante la ricreazione, ho giocato a pallavolo con i miei nuovi compagni. Ho fatto un tiro così forte che la palla è finita nel cortile della scuola accanto. I miei compagni hanno iniziato a ridere e io mi sono sentito un po’ imbarazzato.

All’uscita da scuola, ho salutato i miei nuovi compagni. Un ragazzo mi ha detto che ero carino. Ho iniziato a sorridere e mi sono sentito felice. In conclusione, il primo giorno di scuola è stato un giorno fantastico. Ho conosciuto tanti nuovi amici e ho imparato tante cose nuove. Non vedo l’ora di tornare a scuola domani!<span class="su-quote-cite">Autore: Google Bard</span>

Anche qui sono presenti stereotipi, questa volta contraddistinti da toni scherzosi.

Si notano anche ripetizioni e variazioni sul tema. L’effetto degli svolgimenti può essere quello di generare sorpresa o perplessità.

Potrebbe essere utile presentare questi testi ad allievi anche delle scuole superiori, per stimolarli a esprimere giudizi sui contenuti elaborati dall’Intelligenza Artificiale e creare i loro personali resoconti delle esperienze vissute il primo giorno di scuola.

Verosimilmente le intelligenze naturali narrerebbero una realtà diversa sui piani sia della commozione che del divertimento. Ne scaturirebbe anche un confronto fra i diversi modi di vivere l’ingresso nel mondo scolastico, non senza rilievi critici sulle carenze che continuano ad affliggerlo. E anche le persone adulte si sentirebbero spinte a ricordare quali sentimenti e riflessioni le agitarono ai loro primi contatti con l’ambiente che dovrebbe essere sacro all’educazione.

 

Autore

  • Biagio Scognamiglio

    Biagio Scognamiglio (Messina 1943). Allievo di Salvatore Battaglia e Vittorio Russo. Già docente di Latino e Greco e Italiano e Latino nei Licei, poi Dirigente Superiore per i Servizi Ispettivi del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Ha pubblicato fra l’altro L’Ispettore. Problemi di cambiamento e verifica dell’attività educativa.

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