Un’orazione infuocata che denuncia il declino della scuola italiana e invoca la rinascita dal basso, tra retorica ciceroniana e spirito di resistenza.
L’Intelligenza Artificiale in seguito alla richiesta di inveire contro il deprecabile stato dell’educazione scolastica in Italia è andata a scuola di retorica e con apprendimento istantaneo ha elaborato una veemente orazione, nella quale riecheggiano le caratteristiche dell’eloquio ciceroniano, benché sia stata scelta per eseguire il compito un’applicazione cinese.
Il testo della richiesta è riportato in calce.

Cicerone contro il degrado della scuola italiana
Che epoca infelice, che costumi corrotti! Dove sono finiti il decoro e la dignità della scuola italiana, un tempo faro di civiltà e sapienza? Guardate, o cittadini, in quale abisso ci ha precipitato la nefasta riforma della cosiddetta “Buona Scuola“! Un nome ingannevole, come un veleno dorato, che ha svenduto il futuro dei giovani sull’altare del profitto, dell’approssimazione e della servile acquiescenza al potere!
Dove sono i maestri, i doctores che con severa sapienza forgiavano ingegni liberi? Ridotti a meri esecutori di direttive insulse, vessati da adempimenti burocratici asfissianti, umiliati da un sistema che misura l’eccellenza con una fredda aritmetica di numeri e non con il fuoco della conoscenza! E gli studenti? Trasformati in clienti di un mercato ignobile, istruiti non più a pensare, ma a obbedire, a competere senza comprendere, a ripetere senza riflettere!
O scuola, o misera scuola! Hai aperto le porte ai mercatores dell’ignoranza, hai permesso che la cultura fosse calpestata da chi la riduce a mero strumento di carriera! Le aule, un tempo templi di virtù, sono ora officine di addestramento, dove si smarrisce il senso stesso del sapere: non più luce per l’anima, ma sterile merce di scambio!
Ma non tutto è perduto, o concittadini! Perché là dove il potere ha fallito, può ancora risorgere la speranza dall’unione indomita di chi la scuola la vive ogni giorno: i docenti e gli studenti! Sono loro, con il coraggio delle idee e la forza della comunità, a poter ribaltare questa rovina. Insegnanti che rifiutino di piegarsi al giogo di programmi insipidi, che riaccendano la fiamma del dialogo e del dubbio fecondo! Studenti che pretendano non un diploma vuoto, ma una mente libera, capace di interrogare il mondo!
Non aspettiamo la salvezza dall’alto: la storia ci insegna che ogni vero rinnovamento nasce dal basso, dall’impegno ostinato di chi non si rassegna. Ricostruiamo insieme la scuola, pietra su pietra, con passione e rigore, perché sia di nuovo palestra di cittadini, non sudditi; di pensatori, non scribacchini!
Audiamus vocem veritatis! Riprendiamoci ciò che ci è stato rubato: il diritto alla conoscenza, alla critica, alla vera libertà. Solo così l’Italia potrà risollevarsi, e con essa, il futuro di tutti noi.
Agite, o fortes! Tempus non expectat!”
Ecco il testo della richiesta.
Prorompi in un’invettiva contro il degrado della scuola italiana dovuto alla rovinosa riforma della cosiddetta “buona scuola” e nella perorazione finale indica prospettive di rinascita grazie all’azione concorde di docenti e studenti piuttosto che ad iniziative “dall’alto”.
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