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L’anima geometrica di un’identità algebrica

Oltre il calcolo: geometria dei simboli, cubi e identità di Nicomaco

Nel precedente contributo abbiamo seguito il laboratorio della professoressa Stefania nella dimostrazione algebrica della proprietà: ogni cubo è differenza di due quadrati.

Siamo arrivati alla formula:

$$
n^3=
\left(\frac{n(n+1)}{2}\right)^2
-
\left(\frac{n(n-1)}{2}\right)^2.
$$

Se ci fermassimo qui, avremmo un risultato corretto ma, per così dire, ancora “muto”. Possiamo allora provare a dare una voce geometrica a questa formula tornando, per un momento, alla tradizione della matematica figurata.

Le basi dei due quadrati non sono espressioni qualsiasi. Esse rappresentano infatti due numeri triangolari consecutivi.

Indicando con \(T_n\) il numero triangolare di lato \(n\), si ha:

$$
T_n=\frac{n(n+1)}{2}
$$

e analogamente:

$$
T_{n-1}=\frac{n(n-1)}{2}.
$$

La formula iniziale può allora essere riscritta nella forma:

$$
n^3=T_n^2-T_{n-1}^2.
$$

La prospettiva cambia immediatamente. Dietro la manipolazione simbolica iniziano infatti ad emergere alcune proprietà geometriche dei numeri triangolari:

$$
T_n+T_{n-1}=n^2.
$$

Due triangoli consecutivi, opportunamente accostati, formano infatti un quadrato.

Per esempio:

$$
T_4+T_3=10+6=16=4^2.
$$

Vale anche una seconda relazione altrettanto semplice: emerge osservando la differenza tra un triangolo e il precedente:

$$
T_n-T_{n-1}=n.
$$

A questo punto, la differenza di quadrati può essere riletta attraverso la scomposizione algebrica classica:

$$
a^2-b^2=(a+b)(a-b)
$$

$$n^3 = (T_n + T_{n-1})(T_n - T_{n-1})$$

Qui accade la “magia” didattica:

  • La somma dei due triangoli consecutivi è il quadrato di lato \(n\), cioè \(n^2\).
  • La differenza tra i due è esattamente il lato \(n\).

Sostituendo, otteniamo una identità apparentemente ovvia, ma ora ricca di significato geometrico:

$$
n^3=n^2\cdot n.
$$

Nel laboratorio il risultato era stato raggiunto attraverso trasformazioni simboliche. Ora, attraverso la lettura figurata, quelle trasformazioni acquistano un senso più profondo.

Questa intuizione apre le porte a un altro importante risultato, noto fin dall’antichità come identità di Nicomaco (Nicomaco di Gerasa vissuto intorno al 100 d.C.).

Se ogni cubo è la differenza tra il quadrato di un numero triangolare e quello del precedente, cosa accade sommando i primi cubi?

Scriviamo infatti:

$$
1^3=T_1^2-T_0^2
$$

$$
2^3=T_2^2-T_1^2
$$

$$
3^3=T_3^2-T_2^2.
$$

Sommando membro a membro, i termini intermedi si cancellano in una classica “somma telescopica” e rimane soltanto:

$$
1^3+2^3+\cdots+n^3=T_n^2.
$$

Poiché

$$
T_n=\frac{n(n+1)}{2},
$$

si ottiene la celebre formula:

$$
1^3+2^3+\cdots+n^3=
\left(
\frac{n(n+1)}{2}
\right)^2.
$$

La somma dei primi \(n\) cubi coincide dunque con il quadrato dell’\(n\)-esimo numero triangolare.

Un risultato sorprendente: i cubi sembrano nascere direttamente dall’innesto di due numeri triangolari consecutivi.

Conclusione didattica

Il laboratorio mostra che il simbolismo algebrico non è una tecnica meccanica o misteriosa, ma uno strumento capace di rendere visibili relazioni profonde.

Quando uno studente “vede” che

$$
n^3=(T_n+T_{n-1})(T_n-T_{n-1}),
$$

smette di memorizzare formule isolate: il calcolo si trasforma in immagine.

Autore

  • Emilio Ambrisi

    Laureato in Matematica, è stato docente, dirigente scolastico e ispettore tecnico del Ministero dell’Istruzione. A partire dagli anni Ottanta ha partecipato alle tante commissioni ministeriali, tra cui quella dei “Quaranta” istituita dal ministro Franca Falcucci, incaricate della definizione dei programmi di insegnamento degli indirizzi sperimentali e, successivamente, delle Indicazioni Nazionali. Ha svolto numerosi incarichi ispettivi in Italia e all’estero e, dal 1997, ha curato la predisposizione delle prove ministeriali d’esame di maturità e di concorso. Dal 2008 al 2015 ha fatto parte del collegio di direzione della Struttura Tecnica del Ministero. Nel 1980/81 ha prestato servizio presso la Facoltà di Magistero di Roma (cattedra del prof. Mauro Laeng) incaricato di collaborare agli atti preparatori dell’indagine I.E.A., e per alcuni anni ha insegnato come professore a contratto presso le Università “Federico II” e “Vanvitelli” di Napoli. Dal 2009 al 2019 è stato Presidente nazionale della Mathesis e direttore del Periodico di Matematiche.

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