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L’anno scolastico che finisce

Lettera a Matmedia: studenti e docenti vivono l’emozione dell’anno scolastico che finisce. Gli studenti delle quinte ancora legati dall’impegno degli esami di maturità.

Chiudere l’anno scolastico è sempre stato molto commovente, tanto più se si tratta della fine di un ciclo di cinque anni di una classe.

L’altro giorno, aspettando l’ultima campanella che stava per suonare, i miei studenti erano emozionati al pensiero che non avrebbero più potuto incontrarsi tutti insieme dalle 8 del mattino.

Hanno fatto mille promesse di vedersi ed incontrarsi, ma non per tutti sarà possibile, perché la vita li porterà altrove a fare altre conoscenze ed esperienze di vita.

E mentre commossa e triste li vedevo andar via tra mille abbracci, pensavo, con tanta stanchezza, di aver fatto tanto per loro, nonostante li abbia avuti solo per due anni, di non essermi mai assentata, ma anche di non essere riuscita a completare ciò che mi ero prefissata due anni fa.

Ma la cosa non mi meraviglia più, perché, nonostante l’impegno, ciò accade già da qualche anno a questa parte, forse da prima ancora del periodo del covid.

Dobbiamo ricordare che, nonostante la ripresa della normalità, questi ragazzi hanno alle spalle un percorso scolastico segnato dalla pandemia: il covid ha avuto senz’altro la colpa di aver indebolito la didattica e di conseguenza la preparazione scolastica, ma ciò è stato solo l’inizio di un gioco di domino a schede che, con le novità scolastiche successive introdotte, ha portato ad una continua interruzione delle spiegazioni e quindi ad una seria difficoltà per riprendere il discorso e completarlo, nonché un impegno scolastico quotidiano, da parte degli studenti, più superficiale.

Inoltre le assenze e i ritardi, le ore dedicate all’educazione civica, le ore dedicate al cinema e al teatro, le gite, le assemblee d’Istituto, la mancanza di un biennio solido privo della geometria euclidea, e per non parlare dell’ultima novità del cosiddetto CAPOLAVORO[1], tutto ha contribuito ad una preparazione a mio parere poco soddisfacente, tanto che, per far sì che siano in grado di affrontare un compito scritto di Matematica proveniente dal ministero, ho dovuto fare delle ore eccedenti pomeridiane.

Concludendo, spero che la scuola sia riuscita comunque a dar loro delle buone radici su cui poter costruire la propria storia personale e poter credere nei propri sogni, perché il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni (Eleanor Roosvelt).

Auguro un “In bocca al lupo!” a tutti i ragazzi.

NOTA

[1] Il cosiddetto Capolavoro non è obbligatorio ma è consigliabile per il colloquio orale. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha diffuso la Nota MIM Prot. n. 1616 del 17 maggio 2024, che tratta delle “Linee operative per la compilazione della Sezione ‘Capolavoro’” dell’E-Portfolio, come previsto dalle Linee Guida per l’orientamento di cui al Decreto Ministeriale n. 328 del 22 dicembre 2022 del 26 maggio 2024.

Il capolavoro è, dunque, una delle sezioni dell’E-Portfolio e viene descritto come uno strumento che permette agli studenti di riflettere e identificare una realizzazione che considerano la migliore e più rappresentativa dei progressi e delle competenze acquisite durante l’anno scolastico.

Autore

  • Serenella Iacino

    Serenella Iacino è docente di Matematica e Fisica al liceo scientifico “Newton” di Roma. Appassionata di musica e esperta pianista è autrice di articoli sul rapporto matematica-musica nonchè di di pubblicazioni sulla didattica della matematica e sulla valutazione. E' consigliere nazionale della Mathesis.

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