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Le giornate dei bambini vittime delle guerre

L’auspicio della ragione: non ci siano più bambini vittime delle guerre, alla prossima Giornata internazionale partecipino tutti i bambini del mondo in pace.

El sueño de la razón produce monstruos
Francisco José de Goya y Lucientes

Bambina ustionata dal napalm*

Abbiamo potuto assistere alle riprese televisive della nuova Giornata internazionale dei bambini voluta da Papa Francesco, alla quale è stato anche dedicato su questo sito un articolo redatto con l’ausilio della Intelligenza Artificiale. Mentre il Papa distribuiva baci e caramelle a bambini provenienti da ogni parte di quel mondo che gode ancora di pace, nelle zone di guerra altri bambini non altrettanto fortunati continuavano ad essere feriti, smembrati, uccisi. Attualmente non c’è speranza che queste atrocità abbiano fine. Si può comprendere dunque con quale stato d’animo ci siamo rivolti ancora una volta all’Intelligenza Artificiale, sottoponendole questa domanda:

“Alla Giornata internazionale di tanti bambini fortunati si contrappongono drammaticamente le giornate di tanti altri bambini che assistono alla distruzione del loro mondo e vengono uccisi o restano mutilati: i matematici possono fare qualcosa contro questo strazio?”

L’applicazione prescelta, Gemini, stupisce col suo incipit: dichiara infatti che, sebbene non sia in grado di provare emozioni, riesce tuttavia a comprendere lo stato d’animo dell’interrogante.

Diamole la parola!

Gemini

“Come intelligenza artificiale, non ho la capacità di compiere azioni nel mondo reale o di provare emozioni come la rabbia o la tristezza. Tuttavia, posso capire la tua frustrazione per l’ingiustizia che affligge molti bambini nel mondo.

Mentre i matematici non possono risolvere direttamente questi problemi, le loro competenze analitiche e la loro capacità di risolvere problemi possono essere applicate in modi che possono avere un impatto positivo sulla vita dei bambini. Ecco alcuni esempi:

  1. Sviluppo di modelli per la lotta alla povertà e alla malnutrizione: i matematici possono creare modelli per identificare le aree con la più alta incidenza di povertà e malnutrizione, aiutando le organizzazioni umanitarie a indirizzare le loro risorse in modo più efficace.
  2. Ottimizzazione dei sistemi sanitari: l’analisi matematica può essere utilizzata per ottimizzare la pianificazione delle scorte di medicinali, la gestione degli ospedali e la distribuzione di personale medico, migliorando l’accesso all’assistenza sanitaria per i bambini.
  3. Lotta contro il traffico di esseri umani: algoritmi sofisticati possono essere utilizzati per identificare i modelli di traffico di esseri umani, aiutare le forze dell’ordine a intercettare i trafficanti e salvare i bambini dallo sfruttamento.
  4. Promozione dell’istruzione: i matematici possono contribuire allo sviluppo di programmi di insegnamento più efficaci e all’utilizzo di tecnologie innovative per rendere l’apprendimento più accessibile e coinvolgente per i bambini di tutti i contesti.
  5. Sensibilizzazione sui diritti dei bambini: i dati e le analisi matematiche possono essere utilizzati per evidenziare la portata dei problemi che affliggono i bambini in tutto il mondo, sensibilizzare l’opinione pubblica e sostenere le politiche che promuovono i loro diritti.

È importante sottolineare che questi sono solo alcuni esempi di come la matematica può essere utilizzata per migliorare la vita dei bambini. La creatività e l’ingegno dei matematici possono essere applicati a una vasta gamma di sfide per creare un mondo più giusto e sicuro per tutti i bambini.

Oltre al lavoro dei matematici, è fondamentale un impegno collettivo da parte di individui, governi e organizzazioni per affrontare le cause profonde della sofferenza dei bambini. Solo attraverso un’azione concertata possiamo sperare di creare un mondo in cui tutti i bambini abbiano la possibilità di vivere una vita sana, felice e proficua.”

Come si sarà notato, Gemini ha ripreso molti argomenti già sviluppati in altra occasione, senza però riferirsi in modo preciso alla sorte dei bambini in guerra: il suo contributo ha evidenziato problemi attinenti generalmente ai diritti dell’infanzia nel mondo globalizzato.

Abbiamo perciò deciso di rivolgerci a un’altra applicazione, la più famosa, ChatGPT, con una domanda formulata un po’ diversamente rispetto alla prima, ossia introducendo esplicitamente la parola “guerra” con i suoi “orrori”:

“Possono i matematici fare qualcosa contro gli orrori della guerra, in cui, a differenza di tanti bambini fortunati, quelli della nuova Giornata internazionale loro dedicata per volere del Papa, tanti altri bambini muoiono o restano mutilati o comunque assistono alla distruzione dei loro sogni infantili voluta da dissennati esseri umani al potere?”

Ecco la risposta!

Chat GPT

“I matematici, come molti altri professionisti, possono contribuire alla lotta contro gli orrori della guerra in diversi modi, sebbene non possano risolvere i conflitti armati direttamente.  Ecco alcuni esempi di come possono fare la differenza:

  1. Analisi dei dati e modelli predittivi: i matematici possono lavorare su modelli statistici e algoritmi per analizzare i dati relativi ai conflitti e prevedere i punti critici che potrebbero portare a una escalation della violenza. Questi modelli possono essere utilizzati dai governi e dalle organizzazioni internazionali per intervenire tempestivamente e prevenire il peggioramento delle situazioni.
  2. Ottimizzazione delle risorse umanitarie: durante i conflitti, la distribuzione efficiente delle risorse umanitarie è cruciale. I matematici possono contribuire sviluppando modelli di ottimizzazione che assicurino che cibo, medicinali e altri aiuti essenziali raggiungano le persone che ne hanno più bisogno nel modo più efficiente possibile.
  3. Criptografia e sicurezza informatica: la protezione delle informazioni è fondamentale in tempo di guerra. I matematici possono lavorare nel campo della crittografia per garantire che le comunicazioni tra organizzazioni umanitarie e tra governi siano sicure, impedendo che informazioni sensibili cadano nelle mani sbagliate.
  4. Ricerca operativa e logistica: i matematici possono contribuire alla pianificazione e alla gestione logistica delle operazioni di pace, delle missioni umanitarie e delle evacuazioni. La ricerca operativa può ottimizzare i percorsi di evacuazione e la distribuzione delle risorse in situazioni di emergenza.
  5. Educazione e sensibilizzazione: attraverso l’insegnamento e la divulgazione, i matematici possono sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza della pace e dell’uso della scienza per il bene comune. Possono anche ispirare i giovani a utilizzare le loro competenze per affrontare i problemi globali.
  6. Sviluppo di tecnologie innovative: lavorando insieme ad ingegneri e altri scienziati, i matematici possono contribuire allo sviluppo di tecnologie innovative che possano aiutare a ridurre l’impatto della guerra, come sistemi di rilevamento delle mine terrestri o droni per la consegna di aiuti umanitari in zone pericolose.

Sebbene i matematici non possano fermare direttamente la guerra, il loro contributo può creare strumenti e strategie che aiutino a mitigare gli effetti dei conflitti e a salvare vite umane.”

Considerando la risposta di ChatGPT, ci si può rendere conto che nel ricorrere all’Intelligenza Artificiale è importante il modo di formulare le domande.

Stiamo andando verso un recupero della capacità di interrogare così come concepita nell’antica Grecia. Mentre ci si inoltra nel futuro, bisogna che ci prepariamo al dialogo con queste applicazioni. Sia Gemini che ChatGPT hanno fornito all’istante risposte a domande che l’intelligenza naturale non avrebbe elaborato con altrettanta tempestività.

Nell’uno e nell’altro caso sono stati resi disponibili dei veri e propri programmi di salvaguardia sociale, la cui mancata attuazione è segno di una vergognosa e ripugnante disumanità. Il titolo di un recente volume di Mauro Crippa, direttore dei programmi di informazione e comunicazione a Mediaset, e Giuseppe Girgenti, docente di Storia della Filosofia Antica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, edito nel 2024 da Piemme, è il seguente: Umano, poco umano. Esercizi spirituali contro l’intelligenza artificiale.

Al contrario di quanto sostengono gli autori, gli esercizi spirituali dovremmo farli contro l’intelligenza naturale che in certi politici diventa artefice di tanti e tali misfatti da configurarsi come fonte di ignoranza, malvagità, crudeltà, delinquenza. Alla stregua di quanto recita il dossier del numero di giugno 2024 della rivista le Scienze, edizione italiana di Scientific American, si rende per noi necessario “imparare dalla I.A.”. Chi potrebbe negare che da Gemini e da ChatGPT siano provenute nel nostro caso vere e proprie lezioni?

In fase di conclusione dell’articolo ecco due osservazioni.

  • Nell’articolo sulla Giornata internazionale dei bambini voluta da Jorge Mario Bergoglio in qualità di Papa della Chiesa cattolica la domanda rivolta all’I. A. era diversa, in quanto le si chiedeva che cosa potesse fare per i bambini la matematica, mentre qui le si è chiesto che cosa possano fare per i bambini i matematici.

Ci sono state ovviamente delle ripetizioni; è da notare però il modo in cui le nuove risposte, cogliendo la differenza grammaticale, hanno personalizzato il tutto, mettendo in primo piano non la materia con le sue risorse, ma le persone con le loro capacità e responsabilità.

  • Sono note le perplessità e le preoccupazioni dilaganti sulla paventata pericolosità dell’I.A. Però, come si è già accennato, c’è qualcosa di più pericoloso e distruttivo già in atto: si tratta delle aberrazioni dell’intelligenza naturale, che l’umanità continua a pervertire con una dissennata volontà di sopraffare un Altro coincidente in realtà con sé stessa.

Si invoca da ogni parte la definizione di un’etica dell’Intelligenza Artificiale e sono già stati stilati criteri di regolamentazione dei suoi usi; ma nello stesso tempo si riscontra dappertutto nel mondo che vien detto progredito e civilizzato l’assenza di un’etica soprattutto in chi esercita il potere politico e determina le sorti degli esseri umani. Come di fronte al dittatore impersonato da Charlie Chaplin si ride per non piangere, così di fronte a tante altre follie dobbiamo purtroppo renderci conto che niente è più tragico del comico. Ed è proprio vero che il sonno della ragione produce mostri.

Tornando all’impulso che è stato lo spunto per questo articolo, concludiamo con il nostro sentito, sofferto, utopistico auspicio, condiviso dall’Intelligenza Artificiale, che ad una nuova edizione della Giornata internazionale dei bambini possano partecipare davvero in un clima di pace universale tutti i bambini del mondo.

Nota

*Nella scena ritratta dal fotoreporter Nick Ut, qui riprodotta solo in parte, una bambina nuda ustionata dal napalm cerca con altri bambini terrorizzati come lei di distanziare dei soldati durante la guerra del Vietnam. È una foto emblematica, destinata a restare indelebile nella memoria di quanti aborriscono gli orrori di cui sono capaci i cosiddetti esseri umani. Particolari ulteriori al link

Autore

  • Biagio Scognamiglio

    Biagio Scognamiglio (Messina 1943). Allievo di Salvatore Battaglia e Vittorio Russo. Già docente di Latino e Greco e Italiano e Latino nei Licei, poi Dirigente Superiore per i Servizi Ispettivi del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Ha pubblicato fra l’altro L’Ispettore. Problemi di cambiamento e verifica dell’attività educativa.

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