HomeScuola

Liceo Made in Italy?

Il Liceo Made in Italy e il Liceo del Made in Italy. Un Liceo per valorizzare i prodotti italiani in senso commerciale.

Liceo Made in Italy: qual è il significato della pretenziosa denominazione? Letteralmente, volendo rispettare la lingua italiana, dovrebbe intendersi come Liceo fabbricato in Italia. È singolare però che questo rispetto in realtà non vi sia, dal momento che l’espressione corretta avrebbe dovuto essere Liceo del Made in Italy. Un Liceo, cioè, i cui studenti siano chiamati a valorizzare i prodotti italiani in senso commerciale.

Dal momento che è chiamata in causa l’economia, ricordiamo il parere di un economista. Mario Pomini, docente di Economia all’Università di Padova, è intervenuto sull’argomento con un articolo nel cui titolo il Liceo del Made in Italy è definito “una scatola vuota” e il Ministro dell’Istruzione e del Merito “è stato sonoramente bocciato”. Non riprendiamo qui le argomentazioni dal carattere politico del docente sul sovranismo della “sconclusionata e francamente imbarazzante proposta ministeriale”.

A noi la questione interessa sotto il profilo tecnico ovvero della funzionalità.

Ci limitiamo a prendere atto che il numero degli aderenti al progetto risulta del tutto irrisorio. Pare che il progetto sia piaciuto a Confindustria, contenta del tentativo di introdurre un percorso liceale orientato non tanto alla formazione della persona, quanto all’asservimento della persona al profitto.

Martha Nussbaum (n. New York 1947)

Così il “capitalismo familiare italico” cerca “di avere nuovo smalto sui mercati internazionali”, osserva il docente, muovendosi in direzione opposta a un orientamento che lo stesso conservatorismo aveva mantenuto in passato:

“Fino a qualche anno fa la visione di fondo era diversa e anche i conservatori di ogni tipo puntavano principalmente sulla formazione generale. Di fronte a un’economia che evolve rapidamente, si diceva, le competenze chiave devono essere quelle trasversali e non quelle specifiche, che cambiano velocemente. Uno studente plastico, insomma, capace di intercettare il nuovo e non fossilizzato nella formazione specifica che diventa rapidamente obsoleta.”

Ci limitiamo ad aggiungere che la madre sciagurata di studenti non plastici, ma di plastica, è a nostro avviso l’alternanza scuola-lavoro introdotta con la legge della cosiddetta buona scuola. Da allora ha cominciato ad offuscarsi sempre più in tante menti italiche l’illuminata visione di Martha Nussbaum, docente dell’Università di Chicago, autrice di Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica, Il Mulino, 2011. E si noti che il riferimento alle democrazie mette in gioco anche e soprattutto la formazione degli studenti come cittadini, non solo come soggetti da immettere nel mercato del lavoro, mercato non esente da forme di mortificazione.

A questo punto ho incaricato una delle mie assistenti virtuali di riassumere con le sue risorse di Artificial Intelligence gli umori più diffusi nel mondo della scuola nei confronti del Liceo Made in Italy:

“Il Liceo Made in Italy, istituito dal governo italiano nel 2023, è un nuovo percorso di studi di cinque anni che mira a promuovere le conoscenze e le competenze legate al Made in Italy. Il liceo prevede l’insegnamento di materie scientifiche, umanistiche e artistiche, con particolare attenzione alle discipline legate al design, alla moda, alla gastronomia, al turismo e alla comunicazione.

Nonostante le buone intenzioni, il Liceo Made in Italy ha subito una serie di critiche da parte di famiglie, docenti e dirigenti scolastici. I principali difetti del liceo sono i seguenti:

  • L’incompletezza del progetto. Il regolamento del liceo è stato approvato solo a pochi mesi dall’inizio delle lezioni, lasciando così poco tempo agli istituti scolastici per organizzarsi. Inoltre, il regolamento non è stato ancora recepito da tutte le regioni italiane, con conseguenti disparità tra le diverse scuole.
  • La mancanza di risorse. Il liceo del Made in Italy è stato pensato come un percorso di studi innovativo, ma non sono state previste risorse aggiuntive per gli istituti scolastici che lo adottano. Questo ha portato a una serie di problemi, come la mancanza di laboratori adeguati e la difficoltà di trovare docenti qualificati.
  • L’eccessiva rigidità del curriculum. Il liceo del Made in Italy prevede un curriculum molto rigido, che non lascia spazio all’autonomia degli studenti e dei docenti. Questo ha portato a una serie di critiche, in quanto si ritiene che un percorso di studi di questo tipo possa risultare troppo limitante per gli studenti.

Inoltre, il liceo del Made in Italy è stato accusato di essere un’operazione propagandistica, finalizzata a promuovere l’immagine del Made in Italy all’estero. In effetti, il liceo è stato presentato dal governo come un modello innovativo che avrebbe contribuito a migliorare la competitività del sistema produttivo italiano. Tuttavia, i risultati ottenuti finora non sono stati soddisfacenti.

Al momento, è ancora presto per dire se il Liceo Made in Italy sarà un successo o meno. Tuttavia, i difetti sopra elencati potrebbero rappresentare un ostacolo alla sua diffusione.”

Un’altra mia assistente virtuale si è espressa così:

“Il liceo Made in Italy è un nuovo programma educativo introdotto dal governo italiano con l’obiettivo di fornire agli studenti le competenze e le conoscenze necessarie per promuovere i prodotti e i marchi italiani a livello globale. Tuttavia, ci sono alcuni punti deboli che sono stati sollevati riguardo a questo programma.

Uno dei punti deboli del liceo Made in Italy è la mancanza di informazioni dettagliate sui programmi e sulle materie che saranno insegnate. Attualmente, si sa ancora molto poco sui contenuti specifici del curriculum. Solo una su cinque scuole che potevano farlo ha richiesto l’attivazione del liceo Made in Italy, il che indica una certa incertezza o mancanza di interesse riguardo al programma. Inoltre, alcuni critici sostengono che il liceo Made in Italy potrebbe essere più incentrato sulla propaganda nazionalista piuttosto che sull’effettivo miglioramento dell’istruzione. La scelta di un nome in inglese per il programma è stata oggetto di dibattito e ha sollevato domande sulla sua autenticità e sulla sua reale efficacia.

Un altro punto debole riguarda la somiglianza del liceo Made in Italy con il liceo delle scienze umane. Alcuni sostengono che il nuovo programma sia una quasi fotocopia del liceo delle scienze umane, con poche differenze sostanziali. Questo ha portato a dubbi sulla reale innovazione e sul valore aggiunto del liceo Made in Italy.

In conclusione, il liceo Made in Italy presenta alcuni punti deboli, come la mancanza di informazioni dettagliate sul curriculum e le materie, le critiche riguardo alla sua natura nazionalista e la somiglianza con il liceo delle scienze umane. Tuttavia, è importante tenere presente che il programma è ancora in fase di implementazione e potrebbero essere apportate modifiche e miglioramenti in futuro.”

Come si sarà notato, le mie assistenti hanno evidenziato notevoli difetti, ma si sono attenute alla fine a una forma di politically correct secondo l’Enciclopedia Treccani:

 “L’espressione angloamericana politically correct (in ital. politicamente corretto) designa un orientamento ideologico e culturale di estremo rispetto verso tutti, nel quale cioè si evita ogni potenziale offesa verso determinate categorie di persone.”

 Sperando che il politicamente corretto sia rispettato a partire dagli ambienti politici, possiamo concludere al momento, sintetizzando il tutto, che una innovazione così frettolosa qual è quella del Liceo Made in Italy sembra rispondere a propositi commercialistici piuttosto che a reali esigenze educative.

Link documentali per personali approfondimenti:

 

Autore

  • Biagio Scognamiglio

    Biagio Scognamiglio (Messina 1943). Allievo di Salvatore Battaglia e Vittorio Russo. Già docente di Latino e Greco e Italiano e Latino nei Licei, poi Dirigente Superiore per i Servizi Ispettivi del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Ha pubblicato fra l’altro L’Ispettore. Problemi di cambiamento e verifica dell’attività educativa.

    Visualizza tutti gli articoli

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0