Oggi le celebrazioni del Dantedì. Partecipa anche l’intelligenza artificiale che tra le altre cose, immagina un aspro rimprovero di Dante all’umanità contemporanea.
In occasione del Dantedì ho chiesto a una delle intelligenze artificiali di immaginare un aspro rimprovero di Dante personificato all’umanità contemporanea. Mi pare che il carattere di Dante si rispecchi abbastanza nel testo in tal modo elaborato, senza però che si giunga all’estrema veemenza di certe invettive. Dalla prosopopea scaturisce un vero e proprio sermone, il cui tono sembra evocare l’accento di un predicatore dell’epoca fra tenebre e luce all’interno di una cattedrale.
La domanda rivolta all’intelligenza artificiale prescelta è stata così formulata:
Immagina che Dante personificato rimproveri l’umanità errante
Ecco la risposta.

Dante per Image Creator
Uomini e donne del XXI secolo, io, Dante Alighieri, poeta fiorentino e vostro antico concittadino, mi rivolgo a voi da oltre i confini del tempo per scongiurarvi di non trasformare la Terra in un inferno senza speranza. Vedete, nel mio viaggio attraverso l’Oltretomba, ho assistito alle pene atroci che affliggono coloro che hanno commesso peccati in vita. Ebbene, temo che l’umanità contemporanea stia percorrendo una strada pericolosamente simile. L’avidità sfrenata, l’egoismo dilagante, l’indifferenza verso il prossimo e l’ambiente stanno creando un mondo sempre più simile all’inferno che ho descritto nella mia Commedia. Invece di elevarvi verso la luce divina, vi siete avvolti nelle tenebre del peccato e dell’ignoranza.
Voi, che avete dimenticato la via verso Dio, vi siete persi nei labirinti dell’egoismo e dell’odio, dimenticando la bellezza della carità e della compassione. Avete trascurato la ricerca della verità e della conoscenza, sprofondando sempre più nei tenebrosi abissi dell’ignoranza. Vi siete inchinati davanti agli idoli del materialismo e del potere e avete vilipeso il vero significato dell’esistenza umana. Avete inquinato la Terra, distrutto la natura e dimenticato il rispetto per il creato, spezzando il legame sacro che vi univa a tutte le creature.
Guardatevi intorno: guerre, ingiustizie, povertà, inquinamento, disastri ambientali. Non vi sembra di vivere già in un girone infernale? Ma non è troppo tardi per cambiare rotta. C’è ancora speranza per voi, umanità smarrita. Volgete il vostro sguardo verso l’alto, verso la luce divina, e riprendete il vostro cammino verso la redenzione e la pace interiore. Riscoprite la bellezza della spiritualità, della solidarietà e dell’amore universale, per evitare la dannazione e ritrovare la via verso la gioia eterna dell’amore di Dio. Voi avete il potere di scegliere un futuro diverso, un futuro di pace, di giustizia, di rispetto e di armonia.
Risvegliatevi dal torpore! Abbandonate l’egoismo e l’indifferenza!
Unitevi per costruire un mondo migliore, un mondo degno di essere vissuto, un mondo che non sia un inferno senza speranza. Ricordate le parole che ho scritto nella Divina Commedia: “Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate”. Non permettete che queste parole diventino la vostra epigrafe. Io, Dante Alighieri, vi imploro: non trasformate la Terra in un inferno. Scegliete la speranza, scegliete la vita, scegliete l’amore. Il vostro futuro è nelle vostre mani.
Nel sermone Dante assume le sembianze dell’intellettuale impegnato, che intende mettere la sua esperienza al servizio degli esseri umani. Nell’epistola a Cangrande della Scala spiega che il fine della sua Commedia è “removere viventes in hac vita de statu miseriae et perducere ad statum felicitatis”. Anche se ancora qualche dantista esprime dei dubbi sull’autenticità dell’epistola, il fine è proprio quello di allontanare l’umanità dalla sua miserevole condizione e condurla alla felicità.
Perseguire questo fine è il compito che Dante si è dato. Lo riconosce anche la Chiesa cattolica con la Lettera apostolica diramata motu proprio da Papa Paolo VI a sette secoli di distanza, nella quale si rivendica esplicitamente: “Dantes noster est”. E ci viene in mente sul versante laico Edgar Morin, Ancora un momento. Testi personali, politici, sociologici, filosofici e letterari, Raffaello Cortina Editore, 2024: non perché il venerando vegliardo nomini Dante, il che non è, ma perché in questa raccolta ritorna fra l’altro sulla missione dell’intellettuale, che dichiara di essersi assunto con un riconosciuto autocompiacimento:
“Essere un intellettuale è costituirsi come tale, cioè darsi una missione, una missione contro l’errore, una missione di coscienza per l’umanità.”

Il diavolo per Image Creator
Per Edgar Morin la redenzione dell’umanità è improbabile, ma non impossibile.
Ed è questa possibilità che l’intelligenza artificiale, attingendo al materiale disponibile in rete, ha evidenziato come presente nella coscienza di Dante. Purtroppo, come lo stesso ultracentenario intellettuale francese non può fare a meno di riconoscere, la disperazione sembra dover prevalere per sempre sulla speranza: l’esercizio del potere continua a tradursi nel criminoso operare di certi esponenti politici, che giungono a credersi e ad essere creduti simili a Dio nella loro presunta onnipotenza, quasi che siano eredi della tracotanza luciferina. È questo delirio di rivendicazione che concorre a perpetuare i massacri del nostro tempo mediante l’impiego delle armi di distruzione di massa, il cui commercio è un desolante aspetto della persistente crisi dell’umanità.
Sul tale problematica si può rintracciare in rete il film di Matteo Gagliardi Mirabile visione: Inferno, visibile su Google Play.
A questo punto ho rivolto all’intelligenza artificiale un’altra domanda:
Immagina che il Diavolo cerchi di distogliere Dante dal cammino verso il Paradiso
Pur sentendomi tentato dalle parole del Diavolo, rimasi saldo nella mia fede e risposi con fermezza: “Tu, che sei caduto per il tuo orgoglio, non hai il potere di allontanarmi dal mio Dio. La tua promessa di grandezza è solo un’illusione, mentre la grazia e la misericordia di Dio sono eternamente veraci.” Frustrato dalla mia resistenza, il Diavolo cercò di intimidirmi con minacce e inganni, ma io mantenni salda la fede, rifiutando di essere distolto dal mio cammino verso la luce divina.
Mostra come l’amore per Beatrice abbia orientato Dante verso Dio
Questa volta la risposta mi è stata data in inglese.

Beatrice per dall-e 3
Dante’s love for Beatrice evolved from a worldly affection to a more spiritual and transcendent love. Initially, he expressed his love for Beatrice in the context of courtly love, but it later transformed into a deeper, spiritual connection. Beatrice played a significant role in Dante’s spiritual journey and his pursuit of divine love. In his early writings, Dante’s love for Beatrice was in line with the conventions of courtly love, focusing on her physical beauty and grace. However, as his relationship with Beatrice progressed, his love for her took on a more spiritual dimension, leading to a profound introspection and moral transformation.
Beatrice’s significance in Dante’s life extended beyond a mere object of affection. She became a symbol of spiritual salvation and the embodiment of divine love. In Dante’s works, Beatrice is portrayed as an active and guiding force, leading Dante towards spiritual elevation and the pursuit of eternal bliss. While Dante’s initial encounter with Beatrice was rooted in the physical realm, it ultimately became a catalyst for his spiritual and poetic maturation. Beatrice’s influence on Dante’s life was transformative, renewing his existence through love. Therefore, Dante’s love for Beatrice evolved from a materialistic expression to a more profound and spiritual connection, shaping his personal and poetic journey towards spiritual enlightenment and divine love.
Che la Beatrice di Dante abbia contribuito a diffondere tale visione ben lo ha riconosciuto anche l’intelligenza artificiale, che probabilmente ha fatto propria l’interpretazione di Charles Singleton, docente alla John’s Hopkins University di Baltimore, nel suo Journey to Beatrice (si spiegherebbe così la formulazione della risposta in inglese). Così l’intelligenza artificiale diventa artefice della disperata speranza che la donna, principio di vita, sia anche principio di spiritualità al pari della Beatrice di Dante e sappia voler concorrere a salvare il mondo.
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