Abolito il sistema dei “test opachi e non qualificati” per l’iscrizione al primo anno. Nuove modalità di accesso alla facoltà di Medicina.
La novità legislativa
Dopo l’approvazione da parte del Senato della proposta di legge intesa ad abolire il numero chiuso per l’accesso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, avvenuta il 27 novembre 2024, la Camera dei deputati nella seduta dell’undici marzo 2025 ha approvato in via definitiva la delega al Governo per la revisione delle modalità di accesso ai corsi di laurea in Medicina e chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria, Medicina veterinaria. Il Consiglio dei ministri ha poi recepito le indicazioni in un decreto legislativo.
Il sistema dei test d’ingresso al primo anno è stato abolito.

Hippocrates
L’accesso alla Facoltà medica sarà libero per ogni studente in possesso di diploma di scuola secondaria superiore. Aboliti quei quiz, fra cui ve n’erano diversi che nulla avevano a che fare con la professione ippocratica, resterà comunque uno sbarramento alla fine di un periodo denominato “semestre-filtro”, finalizzato a selezionare gli studenti ritenuti adatti a proseguire il percorso universitario nel campo medico-chirurgico, mentre gli studenti non ammessi al secondo semestre potranno vedere loro riconosciuti crediti utili per proseguire in altri percorsi considerati attinenti. Restano i problemi dei tempi e dei tipi di esame da superare nel “semestre-filtro”, che potrà essere frequentato fino a un massimo di tre tentativi. Altri dettagli restano affidati ad appositi decreti del Governo.
Soddisfazione della Ministra
Anna Maria Bernini, Ministra dell’Università e della Ricerca, si è detta finalmente soddisfatta per la fine del sistema dei “test opachi e non qualificati”, ritenuti tali da ostacolare ogni vocazione. D’ora in poi sarà lecito attendersi che in un arco settennale sia colmato l’attuale fabbisogno di trentamila medici. La prosecuzione dell’itinerario universitario sarà assicurata a quegli studenti che, dopo aver frequentato tre corsi di materie comuni e avere superato i relativi esami, abbiano ottenuto i necessari crediti formativi e si siano collocati in posizione utile in una graduatoria nazionale conforme a un Syllabus creato per armonizzare i piani di studio, purché non risultino in esubero rispetto al fabbisogno di medici stabilito dai Ministeri dell’Università e della Salute.
In conferenza stampa la Ministra si è espressa fra l’altro in questi termini:
“Il decreto legislativo riguarda l’abolizione del test di accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, in Odontoiatria e Protesi Dentaria e in Medicina Veterinaria, e la definizione dei contenuti del cosiddetto semestre caratterizzante: un semestre in cui ci si forma sulla base di tre insegnamenti dotati ciascuno di un certo numero di crediti formativi all’esito dei quali si avranno due sessioni di esami di profitto che consentiranno la valutazione programmata e sostenibile di chi può entrare al corso di laurea in Medicina e Chirurgia […] Il numero chiuso, come lo abbiamo concepito finora, non esiste più.Il numero sarà aperto, progressivamente, sulla base dei fabbisogni […] Con il semestre caratterizzante noi facciamo entrare tutti gli studenti che si iscrivono, e soprattutto eliminiamo quell’orribile e squallido mercato della formazione privata sui test […]”
Nel corso della trasmissione televisiva “Che tempo che fa” la Ministra ha ribadito la sua soddisfazione:
“L’abolizione del numero chiuso a medicina? Non c’è sicuramente più il test. Quando sono arrivata ho trovato una situazione un po’ iniqua, ossia un test che non era particolarmente selettivo sulla base del merito. Io non ho voluto fare il colpo di teatro di portarle alcune delle domande che immagino tutti conosciate a memoria (quella della gazza, eccetera). Ecco, l’iniquità stava nel fatto che alcune studentesse e alcuni studenti non hanno passato il test di medicina per questo motivo”.
Di fronte all’innovazione sopra descritta si è aperta una polemica fra quanti se ne sono dichiarati soddisfatti e quanti invece hanno esternato in proposito forti riserve.
Sostenitori della riforma

Galeno
Riassumiamo di seguito le ragioni addotte dai sostenitori della riforma. L’abolizione dei test d’ingresso era necessaria per varie ragioni: quei quiz ben poco, per non dire nulla, avevano a che vedere con le attitudini degli aspiranti rispetto alla realtà della professione medica; mortificavano vocazioni sincere, come riconosciuto da luminari nel campo; spingevano un gran numero di studenti a rivolgersi a Facoltà private compiacenti oppure a Università estere; comportavano non lievi esborsi per l’acquisto di libri di test proliferanti sul mercato a scopo non tanto formativo quanto di lucro.
Per essere degni di esercitare la professione medica, non si può fare a meno di evidenziare e inverare una vocazione posta alla base di ogni sacrificio. Di una tale vocazione il sistema dei test, nozionistico come ad esso è congeniale, non consentiva di ottenere alcun indizio, mentre il cosiddetto “semestre-filtro”, detto anche “semestre-caratterizzante”, comporta incontri tra persone, durante i quali le valutazioni possono assumere il rilievo di incontri fra esistenze ispirate ai valori etici del giuramento ippocratico.
Per quanto riguarda la capienza delle aule e le difficoltà degli esaminatori, sono le istituzioni a doversi adeguare alle nuove necessità. Per giungere a esercitare una professione così delicata come la professione medica, una forma di selezione si rende indispensabile. Il criterio meritocratico non può essere disatteso. Scegliere i migliori in base ai risultati di un certo numero di esami qualificanti è il modo più idoneo per rispettarlo. Il periodo temporale ristretto al semestre iniziale è tale da non consentire che andando avanti con gli anni si creino false aspettative, le quali potrebbero comportare malaugurate battute d’arresto, dovute all’impatto con esami di notevole difficoltà.
Detrattori della riforma
Secondo i detrattori della riforma resta lo sbarramento del “semestre-filtro”, la qual cosa posticiperebbe il numero chiuso a sei mesi dopo l’immatricolazione alla Facoltà medica. Sul sito fanpage.it si legge che “la riforma del test d’ingresso a Medicina è un bluff e il numero chiuso non sarà davvero superato”. Un numero “aperto, progressivamente, sulla base dei fabbisogni” resta pur sempre un numero chiuso: un aspirante medico può trovarsi in una posizione lusinghiera in graduatoria, ma non rientrare nel numero programmato.
Le lamentele studentesche riguardano il carattere competitivo del “semestre-filtro”, che perpetuerebbe un criterio meritocratico e manterrebbe gli aspiranti medici in una condizione di stress. Anche negli ambienti universitari si manifestano perplessità, che riguardano la capienza delle aule destinate ad accogliere un numero presumibilmente troppo elevato di studenti e le difficoltà in cui potrebbero trovarsi i docenti chiamati a esaminarli.
Forti riserve sulla riforma tanto decantata dalla Ministra dell’Università e della Ricerca sono state formulate anche da un campione rappresentativo di studenti ormai vicini al conseguimento della laurea in Medicina, appartenenti alla generazione degli iscritti alla Facoltà in seguito al superamento dei test di accesso. Gli studenti intervistati nono sono d’accordo con la Ministra, la quale ha dichiarato:
Non è vero che non ho abolito il numero chiuso, ho abolito il numero chiuso così come lo si conosce ora e non ho posticipato il test a sei mesi, ma ho creato un semestre caratterizzante in cui si studiano tre materie, a cui vengono attribuiti crediti formativi, e sto aumentando progressivamente il numero; quindi, non è chiuso in questo momento, ma è aumentato in maniera programmata, sostenibile e irreversibile”.
Gli studenti intervistati, che hanno ribadito la necessità di una selezione, da effettuare però propedeuticamente all’iscrizione al primo anno, continuano d’altronde a sostenere in contrapposizione a quanto dichiarato dalla Ministra che il numero chiuso non è stato abolito, ma riproposto in forma dissimulata con lo sbarramento del “semestre filtro”. Quale dunque il sistema più adatto per selezionare gli aspiranti all’esercizio di una professione così delicata qual è la professione medica? Il sistema dei test, secondo gli studenti sopra citati, non è certo la soluzione ideale, ma resta preferibile, purché non si ricada negli errori del passato, quelli deprecati dalla stessa Ministra Anna Maria Bernini.
L’accesso a Medicina in Europa
Qual è la situazione in Europa per quanto riguarda l’accesso a Medicina? I sistemi di accesso a Medicina in Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, pur presentando aspetti peculiari a seconda delle nazioni, hanno in comune la necessità di una selezione degli aspiranti. In Francia gli studenti in possesso di un Baccalaureato scientifico, dopo essere stati selezionati inizialmente con procedure universitarie, sono ammessi a un semestre di studi comuni attinenti agli ambiti di Medicina, Farmacia, Odontoiatria, Ostetricia. Al secondo anno sono ammessi coloro che abbiano superato gli esami del primo semestre, che corrisponde a quello italiano.
In Germania vige il numero chiuso. Si tiene conto dei voti riportati dagli studenti delle scuole secondarie superiori. I testi di ammissione, facoltativi, sono utili per migliorare il punteggio in vista di un’intervista finale. In Spagna la prova di accesso all’Università comprende una prova generale per l’accesso a tutte le Facoltà e una prova sulle materie caratterizzanti la Medicina. Gli aspiranti medici sono selezionati in base alla somma dei voti del diploma, dell’esame generale e della prova specifica.
In Inghilterra vige il Servizio di Ammissione alle Università e ai Collegi. Si tiene conto dei risultati degli esami conclusivi dei corsi di studio secondari superiori con particolare riguardo alle materie scientifiche. È necessaria una conoscenza approfondita della lingua inglese. I candidati sono sottoposti a test, superati i quali sono esaminati da una apposita Commissione che conduce un’intervista per accertare non solo le conoscenze in biologia, chimica, fisica, ma anche le motivazioni.
Caratteristiche a livello europeo non presenti in Italia sono quindi le seguenti: l’importanza data ai risultati delle scuole secondarie superiori (Germania, Spagna, Inghilterra); l’esigenza di sondare una preparazione non solo specifica, ma anche in termini di cultura generale (Spagna); il colloquio per l’accertamento delle conoscenze scientifiche e delle motivazioni alla base della scelta di un possibile percorso nel campo della formazione medica (Inghilterra); la conoscenza approfondita della lingua nazionale (Inghilterra).
Una nuova ipotesi di riforma
Si può ipotizzare che in Italia, per accedere al primo anno degli studi di Medicina, gli aspiranti medici debbano cimentarsi in prove concernenti le loro conoscenze in settori disciplinari strettamente attinenti alla professione: Biologia, Chimica, Fisica, Matematica, Intelligenza Artificiale, mostrando anche capacità di ragionamento logico e problem solving, come accade in un Paese quale la Finlandia, il cui sistema scolastico è considerato eccellente.
Sarebbe importante che gli aspiranti mostrassero un’adeguata conoscenza della lingua nazionale, nonché la conoscenza della lingua inglese approfondita a livello scientifico come titolo preferenziale. Sarebbero inoltre necessari colloqui attitudinali e motivazionali, intesi a valutare la personalità degli aspiranti anche con riguardo alle relazioni interpersonali e all’adattamento ai cambiamenti. In questi termini l’accesso diverrebbe troppo difficoltoso? Certamente, se si dovesse cominciare da zero, ma non necessariamente, se ci fosse stata una preparazione remota a livello secondario superiore in campo sia umanistico che scientifico, assicurata da un corso di studi come quello che si è andato diffondendo su scala nazionale ed è stato così descritto:
“Il Liceo Classico con curvatura biomedica consiste in un Liceo Classico tradizionale all’interno del quale è stato inserito un potenziamento dell’area scientifica. Il principale obiettivo di tale sperimentazione è quello di consentire agli studenti di acquisire specifiche competenze in campo matematico, fisico, biologico e chimico. Tale indirizzo permette di accedere con maggiore facilità agli studi universitari di ambito scientifico e di affrontare, con maggiori conoscenze e un miglior metodo risolutivo, i test di accesso alle facoltà per le quali sono previsti. La presenza del potenziamento scientifico non determina in alcun modo l’impoverimento della formazione umanistica.”
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