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Voci poetiche che cantano il Natale

Il Natale nel mondo. Da Quasimodo a Gandhi, un coro poetico contro la guerra.  Dov’è la pace?

Non sia questo un Natale consumistico, ma un rammemorare il perdurante mistero dello scaturire dell’Essere, che continua a rinnovarsi di giorno in giorno, scandendo il passare del tempo fino alla celebrazione di questa festività che spinge a interrogarsi su un bilancio. L’umanità è riuscita finalmente a convivere in pace sulla Terra? Ancora oggi questa domanda ottiene una risposta negativa. Mentre il mondo è funestato da governanti che restano al potere nonostante la salute mentale offuscata dal declino delle capacità cognitive, oppure in un delirio di onnipotenza si ostinano a ordinare perversamente devastazioni, massacri, crimini, forse solo la poesia riesce a esprimere in profondità il silenzio di anime dimidiate fra speranza e disperazione. Da tutto il mondo provengono voci poetiche che cantano il Natale. Nell’augurare un felice Natale a tutti i nostri lettori, riportiamo alcuni esempi di liriche dalla tematica natalizia, tenendo presente in particolar modo quanto viene riconosciuto anche dall’Intelligenza Artificiale:

“Le abilità mentali e la sensibilità estetica sviluppate nello studio della matematica spesso predispongono i matematici a riconoscere e apprezzare la bellezza strutturale e l’eleganza concettuale che si trovano nella poesia.”

Natale
(Salvatore Quasimodo)

Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

Natale
(Alda Merini)

A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.

Natale, un giorno
(Hirokazu Ogura)

Perché
dappertutto ci sono così tanti recinti?
In fondo tutto il mondo è un grande recinto.
Perché
la gente parla lingue diverse?
In fondo tutti diciamo le stesse cose.
Perché
il colore della pelle non è indifferente?
In fondo siamo tutti diversi.
Perché
gli adulti fanno la guerra?
Dio certamente non lo vuole.
Perché
avvelenano la terra?
Abbiamo solo quella.
A Natale – un giorno – gli uomini
andranno d’accordo in tutto il mondo.
Allora ci sarà un enorme albero di Natale
con milioni di candele.
Ognuno ne terrà una in mano, e nessuno
riuscirà a vedere l’enorme albero fino alla punta.
Allora tutti si diranno “Buon Natale!”
a Natale, un giorno.

Natale sulla Terra
(Arthur Rimbaud)

Dallo stesso deserto, nella stessa notte,
sempre i miei occhi stanchi si destano
alla stella d’argento, sempre,
senza che si commuovano
i Re della vita, i tre magi,
cuore, anima, spirito.
Quando ce ne andremo di là
dalle rive e dai monti,
a salutare la nascita del nuovo lavoro,
la saggezza nuova,
la fuga dei tiranni e dei demoni,
la fine della superstizione,
ad adorare – per primi! –
Natale sulla terra.

Alla Vigilia di Natale
(Bertolt Brecht)

Oggi siamo seduti, alla vigilia
di Natale, noi, gente misera,
in una gelida stanzetta,
il vento corre fuori, il vento entra.
Vieni, buon Signore Gesù, da noi, volgi lo sguardo:
perché tu ci sei davvero necessario.

C’era
(Juan Ramón Jiménez)

L’agnello belava dolcemente.
L’asino, tenero, si allietava
in un caldo chiamare.
Il cane latrava
quasi parlando alle stelle.
Mi svegliai…Uscii. Vidi orme
celesti sul terreno
fiorito
come un cielo capovolto.
Un soffio tiepido e soave
velava l’alberata:
la luna andava declinando
in un occaso d’oro e di seta
apersi la stalla per vedere se Egli
era là
C’era.

Dov’è la pace?
(Mahatma Gandhi)

Quando sento cantare:
“Gloria a Dio e Pace sulla terra”
mi domando dove oggi
sia resa gloria a Dio
e dove sia pace sulla terra.
Finché la pace
sarà una fame insaziata
e finché non avremo sradicato
dalla nostra civiltà la violenza,
il Cristo non sarà nato.

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