Verso la Maturità 2025. La seconda prova scritta allo scientifico: c’è ancora un interesse didattico e culturale a discuterne?
Quanto segue prende spunto da una nota dal titolo «Matematica o Fisica? Bisogna proprio scegliere?» pubblicata dal Periodico di Matematiche nel n.3/2016.
La soluzione, saggia, la vedono in molti, ma sopravanzano gli sprovveduti: una caratteristica dei tempi. La soluzione consiste, continuando nella linea dei cambiamenti degli ultimi anni, nell’assegnare prove con una presenza sempre più marcata di questioni di Fisica nei quesiti e, progressivamente, nei problemi. Qualcosa, cioè, di graduale che non faccia gridare allo scandalo e corrisponda sia al legame profondo tra le due discipline, sia alla crescente aspirazione alla “contestualizzazione”, sia al rispetto dello spirito interdisciplinare che è tra le poche cose chiare delle Indicazioni Nazionali. Quanto sopra è stato rappresentato al MIUR dalla Mathesis nella lettera aperta del 15 Novembre 2016 che sottolinea tra l’altro: “E’ poi decisamente rilevante, ma forse sfugge, l’importanza culturale e scientifica della questione che così posta è percepita quasi in un’ottica di antagonismo se non separazione tra Fisica e Matematica, una volta ‘sorelle’ (la definizione è del Leopardi) e ciò in forte controtendenza rispetto all’integrazione dei saperi che è la vera sfida dell’educazione di oggiMichelangelo Di Stasio In particolare, venivano indicate le discipline caratterizzanti ciascun indirizzo di studi e, pertanto, oggetto della seconda prova scritta. La prospettiva di una prova scritta di fisica per il liceo scientifico fu accolta con una certa preoccupazione da parte degli studenti e dei docenti, soprattutto dopo le prime simulazioni che, nei contenuti e nella formulazione, apparivano ben lontane dagli esercizi dei libri di testo e anche dalle prove di fisica assegnate nei corsi sperimentali a indirizzo Brocca. L’alternativa alla prova di matematica (ormai quasi secolare), come anche la novità di una prova pluridisciplinare, ebbero sostanzialmente un riscontro positivo ma mettevano in luce alcuni problemi legati al quadro orario delle due discipline, alle Indicazioni nazionali ancora in fase di interpretazione e ai Quadri di riferimento non abbastanza efficaci nel loro compito di orientare docenti e studenti nella preparazione agli esami. La nota di Michelangelo Di Stasio, Segretario della Mathesis in quegli anni, ci ricorda il dibattito in cui si inserirono le associazioni di insegnanti (Mathesis e AIF) per salvaguardare la validità e la valenza culturale delle prove d’esame e supportare la professionalità dei docenti . La scelta di un cambiamento graduale, da parte delle istituzioni, rimase limitata ad un rinvio di qualche anno dell’introduzione della fisica nella seconda prova della maturità scientifica, mentre la problematica legata ai rapporti tra le due discipline proponeva vari spunti di discussione, al di là dell’opportunità della loro presenza nella medesima prova d’esame :differenze e punti comuni nell’insegnamento della matematica e della fisica, riforme scolastiche, formazione dei docenti, punti di forza e criticità dell’abbinamento dei due insegnamenti. Nel mese di novembre del 2018 il MIUR adottò i nuovi quadri di riferimento di matematica e di fisica per la seconda prova scritta dei licei scientifici, seguiti, nel mese successivo, da tre esempi di prove d’esame, rispettivamente di matematica, di fisica, di matematica e fisica. Quando furono rese note le materie oggetto della seconda prova scritta e si ebbe la certezza di una prova «mista» di matematica e fisica nel liceo scientifico, l’attenzione e l’interesse si concentrano sull’esempio 3, di carattere interdisciplinare. Per la maggioranza dei docenti o esperti, che espressero il loro parere, si trattava di una prova sostanzialmente di Fisica. La tesi è stata poi avvalorata dalla scoperta che ben 6 degli 8 quesiti erano stati presi da un testo universitario di fisica degli anni ’70, Igor E. Irodov -Problems in General Physics. In effetti, i quesiti tratti dal testo di Irodov sono per lo più quesiti di «allenamento» in cui il contesto di fisica è solo un pretesto per ripassare, o potenziare gli strumenti matematici da utilizzare nel corso di studi. Il contenuto matematico dell’intera prova era di tutto rispetto, la prova aveva una sua validità e coerenza interna ma lasciava alla matematica solo una funzione strumentale, trascurando alcuni aspetti caratteristici del pensiero matematico e limitandone la scelta dei contenuti. Le simulazioni proposte in seguito presentavano una diversa struttura della prova, una certa continuità rispetto alle precedenti prove d’esame e soprattutto un maggiore equilibrio nel peso assegnato alle due discipline, in base al monte ore disponibile per il loro insegnamento. La stessa struttura è stata mantenuta nelle prove d’esame: una sezione di matematica e una di fisica tra loro separate. Un problema articolato in una situazione fisica collegata alla matematica e un altro in cui, viceversa, una questione di matematica veniva poi portata in un contesto fisico. Nel questionario erano presenti cinque quesiti di matematica e tre di fisica. I testi dei problemi coinvolgevano, ciascuno, entrambe le discipline onde evitare una eventuale scelta unilaterale da parte del candidato ( 1 problema e 4 quesiti tutti di matematica). Purtroppo, però, non sempre si riusciva ad armonizzare i due contesti e i collegamenti sembravano forzati. Non sembrava facile neppure predisporre le prove in modo “da proporre situazioni problematiche dalla risoluzione delle quali la Commissione potrà evincere il livello di raggiungimento degli obiettivi di apprendimento di ciascun indirizzo” ( QdR del 2018), senza tener conto delle potenziali scelte del candidato riguardo il procedimento risolutivo. Si è trattato, come è stato confermato dal MIUR, di una scelta contingente, per non ignorare completamente il disagio manifestato dai docenti attraverso gli appelli e le petizioni condivise anche da alcune associazioni scientifiche . Purtroppo, come è noto, l’emergenza sanitaria del COVID -19 impose, negli anni successivi, una modifica transitoria delle prove d’esame. La seconda prova scritta è stata sostituita da un elaborato da discutere in sede di colloquio orale, multidisciplinare nel 2020, centrato sulle prove di indirizzo nel 2021. I docenti hanno accettato la sfida, in molti casi con risultati encomiabili. Come si evince dai Report di Matmedia, i contenuti erano adeguati alla serietà della prova e, in molti casi, di alto livello. L’interdisciplinarità è stata ben organizzata e gestita. Il ripristino della prova scritta, nel 2022, si è rivelata un’altra interessante esperienza: i docenti di matematica di ciascun istituto scolastico sono stati chiamati a formulare collegialmente la seconda prova scritta del liceo scientifico. Anche in questa occasione Matmedia ci ha proposto una raccolta di tracce elaborate dai docenti e somministrate ai candidati, dalle quali si evincono alcuni dati significativi. Ebbene, mentre nelle esperienze dell’elaborato i docenti hanno affrontato e valorizzato la didattica interdisciplinare, nella tracce della prova scritta di matematica hanno privilegiato l’approccio monodisciplinare, limitando anche la tanto decantata «contestualizzazione». Le difficoltà di una prova scritta «mista» non sono, a quanto sembra, di natura didattica. Impongono, piuttosto, una maggiore attenzione nel definire i Quadri di Riferimento, in modo chiaro e funzionale, eventualmente in un confronto aperto con la classe docente. Andrebbero anche, realisticamente, ridimensionati gli obiettivi, specialmente per quanto riguarda la fisica. Potrebbero esserci delle proposte più drastiche per una riforma della struttura della seconda prova o dell’intero esame, ma, per il momento, è necessario assicurare una certa stabilità ai docenti e agli studenti. Rileggendo, però, le tracce ministeriale dell’ultima sessione d’esame (del 2024) osserviamo che in due quesiti, rispettivamente della sessione ordinaria e della sessione suppletiva, si ritorna a parlare di Fisica. Il contesto è interdisciplinare, anche se le principali competenze richieste riguardano la matematica.
All’inizio dell’anno scolastico 2014-15, anno in cui su tutte le classi entrò a regime il Riordino della secondaria di II grado (Riforma Gelmini), Il MIUR aveva emanato uno schema di regolamento per lo svolgimento dell’esame di Stato.Un cambiamento graduale, come è suggerito nella Nota?
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