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Guglielmo Marconi 150° dalla nascita

Guglielmo Marconi non visionario, ma veggente. Oggi ricorre il 150° anniversario della nascita di Marconi, il testardo papà del wi-fi.

Guglielmo Marconi (1874 – 1937)

Nell’avvicinarsi del 25 aprile 2024, a 150 anni dalla nascita di Guglielmo Marconi, è stato intervistato da Francesco Mannoni per Il Mattino di Napoli Marc Raboy, Professore emerito in Comunicazione e New Media presso la Mc Gill University di Montreal. Titolo dell’intervista: “Marconi, il testardo papà del wi-fi”. Con le sue risposte lo studioso tratteggia una essenziale figura del nostro genio, al quale ha dedicato una monumentale biografia edita in inglese nel 2016 e solo ora in traduzione italiana.

Per celebrare qui Guglielmo Marconi, ci siamo rivolti all’intelligenza artificiale, prescindendo da questioni di una certa complessità quali le altrui rivendicazioni sulla priorità delle scoperte in campo scientifico e i rapporti col fascismo in campo politico. Sugli aspetti dell’invenzione della telegrafia senza fili è stata interpellata Gemini, mentre a You.com sono state rivolte richieste concernenti gli aspetti sia positivi che negativi della comunicazione a distanza, ottenendo dall’una e dall’altra essenziali sintesi di materiale esistente in rete.

Gemini

“L’invenzione del telegrafo senza fili da parte di Guglielmo Marconi non fu un singolo evento, bensì il risultato di un processo graduale di sperimentazione e innovazione basato su solide basi fisiche. Ecco alcuni dei principi chiave della fisica che hanno permesso a Marconi di realizzare la sua rivoluzionaria invenzione:

  1. Onde elettromagnetiche: le teorie di James Clerk Maxwell, pubblicate nella metà del XIX secolo, descrivevano la natura unificata della luce e delle altre onde elettromagnetiche. Marconi comprese che queste onde potevano essere utilizzate per trasmettere segnali a distanza senza bisogno di fili di collegamento.
  2. Coesore: dispositivo inventato da Temistocle Calzecchi Onesti, il coesore era un elemento sensibile alle onde elettromagnetiche. Marconi lo utilizzò come ricevitore nel suo sistema di telegrafia senza fili, ottenendo di rilevare i segnali trasmessi.
  3. Antenna: un’antenna è un dispositivo che irradia o riceve onde elettromagnetiche. Marconi sviluppò antenne di diverse forme e dimensioni per ottimizzare la trasmissione e la ricezione dei segnali.
  4. Messa a terra: la messa a terra era un elemento cruciale per il sistema di Marconi, in quanto permetteva di completare il circuito elettrico e propagare le onde elettromagnetiche nello spazio.

Combinando questi principi fisici con la sua ingegneria e la sua tenacia, Marconi riuscì a costruire un sistema di telegrafia senza fili che rivoluzionò la comunicazione a distanza. La sua invenzione ebbe un impatto profondo su svariati settori, dalla navigazione marittima e dall’aviazione alla radiodiffusione e alle telecomunicazioni. Oltre alle sue applicazioni pratiche, l’invenzione di Marconi aprì la strada a nuove frontiere nella ricerca scientifica. Le sue scoperte sulle onde elettromagnetiche posarono le basi per lo sviluppo di tecnologie come la radio, la televisione, il radar e i satelliti per le telecomunicazioni, che hanno trasformato il modo in cui il mondo comunica e condivide informazioni.

Riassumendo, il successo di Marconi nel creare il telegrafo senza fili derivò dalla sua abilità di applicare i principi fisici delle onde elettromagnetiche a problemi pratici di comunicazione. La sua invenzione ha avuto un impatto duraturo sulla società e ha aperto la strada a innumerevoli innovazioni tecnologiche che continuiamo a utilizzare oggi.”

You.com

“Guglielmo Marconi è stato un genio che ha aperto nuove vie alla comunicazione a distanza tra gli esseri umani. La sua invenzione della telegrafia senza fili ha rivoluzionato il modo in cui le persone comunicano a livello globale. Ciò ha permesso di superare le limitazioni imposte dalle distanze e ha reso possibile trasmettere segnali e messaggi attraverso lo spazio, contribuendo a rendere più intense le relazioni tra i popoli e a rendere più sicura la vita umana.

Nonostante l’immensa portata delle sue invenzioni, non tutti gli esseri umani ne sanno trarre i benefici. Marconi aveva forse intuito che la sua invenzione avrebbe potuto essere utilizzata per rendere più facili le intese internazionali dirette a raggiungere la pace universale, abolendo le distanze e rendendo più sicura la vita umana. Tuttavia, non gli fu possibile prevedere completamente come la sua invenzione sarebbe stata utilizzata alle porte del terzo millennio. Ad esempio, non poteva sapere che ogni dispositivo elettronico sarebbe stato in grado di essere controllato a distanza. Ciò fa comprendere come non tutti i benefici delle sue invenzioni siano stati sfruttati a fin di bene.

Inoltre, nonostante il suo contributo straordinario alla comunicazione a distanza, non tutti conoscono appieno l’importanza e l’impatto delle sue invenzioni. La sua figura e il suo lavoro sono ancora oggi celebrati, ma potrebbe essere necessaria una maggiore consapevolezza dell’eredità lasciata da Marconi e del potenziale delle sue invenzioni per il progresso umano.

In conclusione, mentre il genio di Guglielmo Marconi ha aperto nuove vie alla comunicazione a distanza tra gli esseri umani, non tutti ne sanno trarre tutti i benefici, e alcune delle potenzialità delle sue invenzioni potrebbero non essere state completamente sfruttate.”

Due Premi Nobel

Diamo ora la parola a Marconi in persona, avvalendoci di una conferenza tratta dai suoi scritti, da lui tenuta alla Royal Institution of Great Britain nel 1932 sul tema “Radiocomunicazioni a onde cortissime”.

Dopo aver documentato il successo di conversazioni sulla distanza prima di circa 29 chilometri e poi di circa 85 chilometri fra l’impianto della stazione di Santa Margherita trasferito all’Osservatorio Sismografico di Rocca di Papa e il Panfilo Elettra e dopo successive prove che col cambiare dei luoghi videro il progressivo ampliamento della ricezione a distanza fino a 269 chilometri, lo scienziato fu in grado di trarre queste sue  conclusioni:

“Sento di potere dire che con queste esperienze sono state investigate per la prima volta alcune delle pratiche possibilità di una gamma di onde elettriche finora inesplorata, e una nuova tecnica, destinata a estendere considerevolmente il già vasto campo delle applicazioni delle onde elettriche alle radio-comunicazioni, è stata creata. […]

Debbo aggiungere, però, che in merito alla limitata portata di tali micro-onde, l’ultima parola non è stata ancora pronunziata. È stato già dimostrato che esse possono propagarsi intorno a una porzione della curvatura terrestre a distanze maggiori di quelle previste e a tal proposito non posso fare a meno di ricordare che nel 1901, proprio quando io stesso riuscii per primo a provare che le onde elettriche potevano essere trasmesse e ricevute attraverso l’Oceano Atlantico, degli insigni matematici erano di opinione che la distanza che poteva essere raggiunta dalle onde elettriche sarebbe stata limitata a solo circa 300 chilometri”.

Considerato come un visionario dagli “insigni matematici” dei suoi tempi, Marconi si è rivelato in realtà un veggente, come risulta da questa sua conclusione:

“Altre applicazioni, come quelle relative alla radiodiffusione circolare e alla televisione, sono attualmente allo studio. Sono sicuro che la ricerca di nuovi campi di applicazione di queste onde elettriche, finora inutilizzate, porterà alla realizzazione di metodi e di apparecchi assai perfezionati.”

 

Indicazione bibliografica:

 Marc Raboy, Guglielmo Marconi. L’uomo che ha connesso il mondo, Hoepli, 2024 (The Man who Networked the World, Oxford University Press, 2016)

Guglielmo Marconi in una voce enciclopedica: treccani.it/enciclopedia/guglielmo-marconi_

 

Autore

  • Biagio Scognamiglio

    Biagio Scognamiglio (Messina 1943). Allievo di Salvatore Battaglia e Vittorio Russo. Già docente di Latino e Greco e Italiano e Latino nei Licei, poi Dirigente Superiore per i Servizi Ispettivi del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Ha pubblicato fra l’altro L’Ispettore. Problemi di cambiamento e verifica dell’attività educativa.

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