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La dedica all’imperatrice

Femminismo nel Settecento. Maria Gaetana Agnesi dedica le Instituzioni Analitiche ad uso della Gioventù Italiana a Maria Teresa d’Austria Regina d’Ungheria e di Boemia, ec., ec. ec..

Fra quanti pensieri ho io ravvolto nell’animo per sollevarmi a sperare, che Voi poteste, SACRA CESAREA REAL MAESTA’, con estrema degnazione accogliere quest’opera mia, che va superba del Vostro Augustissimo Nome, e de’ Vostri Fortunatissimi Auspici, un solo mi conforta, ed è questo la considerazione del Vostro Sesso, che da VOI illustrato per bella sorte è pur mio.

Questo pensiero mi ha sostenuta nella fatica, e non mi ha lasciato sentire il rischio dell’impresa; e veramente se in qualche tempo poteva giustificarsi l’ardimento di una Donna, che tentasse seguire i rapidi voli di una Scienza, che spazia mai sempre negli Infiniti, in quel tempo essere ciò doveva, nel quale regna una DONNA, e regna con universale ammirazione.

Parmi infatti, che in questa età, che fra tutte le venture chiara, ed altera avrà da VOI il nome, debbano le Donne tutte servire alla gloria del loro Sesso, e ciascuna, per quanto le può venir fatto, contribuire all’accrescimento dello Splendore, nel quale VOI lo avvolgete; Voi, che sparso avendo d’ogni intorno alta meraviglia di Vostre Azioni, costringete gli Uomini a dir di VOI con più ragione, che non fu detto di alcuno degli antichi Cesari, che colla Giustizia, e Clemenza dell’Imperio onorate l’umana natura, e rappresentate la divina. Lascio a quelle, che gelose delle glorie del nostro sesso conserveranno ai Posteri le Vostre Gesta, l’esprimere, come all’esimia bellezza del corpo rimirinsi in VOI accoppiate ad una, ad una tutte le virtù, e sopra tutto lascio loro il celebrare la forza del Vostro Ingegno, l’Incomparabile Vostro Valore, l’ampia Vostra Sufficienza, e quella invitta Costanza, che ristorata, dirò così, dalle stesse sventure, e da pericoli stessi, le cose Vostre nel principio del regno da nemico Fato travagliate, e quasi oppresse ritornò liete, e felici.

Maria Teresa d’Austria

Non si rimarranno esse pure di far conoscere la dolcezza de’ Vostri costumi, l’Umanità Vostra, e la generosa Attenzione, colla quale fra lo strepito ancora, e il tumulto dell’armi proteggete, e ravvivate gli studi, e l’arti, onde si nutre il pubblico bene, e si accendono utilmente gli animi degli Uomini. Sin da primi anni occuparono le Scienze la Vostra Mente, e nessuna fra queste è a VOI straniera. Vi ha ora da quelle distolto la cura de’ Popoli, ed è sembrato poco al Cielo, che foste la più dotta del Vostro Secolo. Ma non è in Voi però men fervido l’amore del Vero, e perciò chi lo ricerca sommamente distinguete, e favorite.

Degnatevi adunque, SACRA CESAREA REAL MAESTA’, clementissimamente riguardare questa mia fatica, e come opera, che in se raccoglie tutti i più luminosi progressi dell’Intelletto umano, e come quel tributo, che per me poteva offrirsi maggiore alla gloria del Vostro Regno, che non per altro par, che richiami la memoria delle Eroine, che altrove regnarono, che per maggiormente al confronto esaltare la MAGNANIMITA’, PRUDENZA, E FORTUNA VOSTRA; e se il Musico Volume, che la Sorella mia ha avuto l’onore di presentarvi, è stato tanto avventuroso di sciogliere al canto la Vostra Voce, abbia questo la sospirata sorte di addoprare alcuna volta la Vostra Penetrazione, e Sagacità. altro non rimanendomi, che d’implorarvi dal Cielo lunghissima Vita, onde deriverà la stabile felicità di tante a VOI soggette Nazioni, al Vostro Trono umilissimamente mi prostro  DELLA S.C.R. MAESTA’ VOSTRA.

Umilissima, obbedientissima, fedelissima Serva, e Suddita Maria Gaetana Agnesi

 

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