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La notte nazionale del Liceo classico

La celebrazione della notte nazionale del Liceo classico. Un dialogo interpretato dall’intelligenza artificiale anche nella veste di paziente moderatore oltre che di detrattore e di sostenitore.

In occasione della Notte Nazionale del Liceo classico, che si celebra il 4 aprile, l’Intelligenza Artificiale ha voluto dire la sua. ChatGPT ha elaborato un dialogo fra un sostenitore e un detrattore di questo tipo di scuola. Nel dialogo si contrappongono i luoghi comuni con cui oggi si discute sull’attualità o meno degli studi umanistici, dei quali il Liceo classico, assaltato dalle discipline STEM – Science, Technology, Engineering, Mathematics, si pone come baluardo. Comunque, la conclusione a cui giungono gli antagonisti, dopo avere duellato coi loro rispettivi pro e contro, è conciliante, secondo uno standard caratteristico dell’IA, che a tale scopo ha introdotto la figura di un moderatore.

Sostenitore – Il Liceo classico è la culla della cultura, il cuore pulsante del pensiero critico. Studiare il latino e il greco non significa solo imparare lingue antiche, ma acquisire strumenti per analizzare, comprendere e interpretare il mondo in profondità. È la base di tutto ciò che ha formato la nostra civiltà!

Detrattore – Mi sembri anacronistico. Viviamo nel XXI secolo, e continuare a studiare lingue morte come il latino e il greco non è pratico. Il mondo di oggi richiede competenze tecniche, digitali, e uno sguardo verso il futuro, non verso il passato.

Sostenitore – Ma è proprio guardando al passato che possiamo capire il presente e costruire il futuro! Gli studenti del Liceo classico sviluppano una capacità di pensiero critico e di problem solving unica. E poi, le competenze linguistiche e culturali che si acquisiscono sono fondamentali in qualsiasi campo.

Detrattore – Ma il mondo del lavoro oggi non apprezza chi sa tradurre Cicerone; apprezza chi sa programmare o parlare cinese. Il Liceo classico rischia di isolare gli studenti da ciò che è realmente utile.

Sostenitore – E chi dice che uno studente del Liceo classico non possa imparare a programmare o a parlare cinese? La formazione umanistica dà una base solida per qualsiasi altra conoscenza. La flessibilità mentale che si ottiene al Liceo classico è un vantaggio competitivo.

Detrattore – Forse hai ragione sulla flessibilità mentale, ma resta il fatto che servirebbero aggiornamenti nel programma. Più scienze, più tecnologia, meno accanimento su testi millenari. Non possiamo ignorare i cambiamenti del mondo.

Sostenitore – Su questo potrei essere d’accordo: un equilibrio è necessario. Ma guai a perdere il cuore e l’anima della nostra identità culturale. Il Liceo classico non è solo istruzione: è formazione dell’anima e della mente.

Moderatore – Amici miei, vedo che il dibattito si è acceso! Da una parte abbiamo il sostenitore del Liceo classico che accoglie l’idea di introdurre più scienze, dall’altra il detrattore che … sembra avere altre priorità. Ma vogliamo davvero polarizzarci o possiamo trovare una via di mezzo?

Sostenitore – Sono aperto al dialogo. Credo fermamente nel valore della cultura classica, ma non nego che un aggiornamento nel programma potrebbe avvicinare il Liceo classico al mondo contemporaneo.

Detrattore – Io dico solo che la vita è troppo breve per passare ore a tradurre Tucidide. Divertirsi, vivere il presente … questo è quello che conta!

Moderatore – Capisco la tua prospettiva, ma non credi che una solida formazione possa arricchire il tuo modo di vivere il presente? E tu, sostenitore, non credi che gli studenti trarrebbero beneficio da un percorso più multidisciplinare che includa competenze digitali e pratiche?

Sostenitore: – Sì, ha senso. Preservare il cuore del classico, ma integrarlo con strumenti moderni potrebbe essere la chiave per renderlo ancora più rilevante.

Detrattore – Forse, ma finché non mi costringono, io resto fuori! Tuttavia, lo ammetto … magari se al Liceo ci fossero state materie più moderne, avrei trovato qualcosa che mi appassionava.

Moderatore – Allora siamo giunti a un compromesso? Mantenere ciò che il Liceo classico ha di prezioso, ma renderlo più accessibile e versatile per il mondo di oggi? Forse questo dibattito non è stato vano, dopotutto.

Raffaello, Scuola di Atene (1509)

A questo punto ChatGPT ha accettato l’invito a mettere in scena un monologo del Liceo classico personificato, che nel prendere la parola si è espresso con orgoglio, rivendicando i propri meriti.

Lasciate che gli studenti vengano a me! In me troveranno il sentiero per una conoscenza profonda, un’intelligenza che non si limita a rispondere alle domande del presente, ma che apre le porte della mente verso l’eternità. Ogni lezione è un invito a pensare criticamente, a riflettere sulla storia, sulla filosofia, sulle lingue antiche che sono le radici stesse della nostra civiltà. Qui, non si formano solo cittadini consapevoli, ma individui capaci di interrogarsi, di mettere in discussione, di costruire un futuro in cui la democrazia possa prosperare. Sono io il luogo in cui il sapere è venerato e ogni disciplina è una palestra per la mente e il cuore. Venite a me, giovani menti, e vi condurrò sulla via della conoscenza, senza paura di guardare il mondo con occhi sempre curiosi e critici.

Questa personificazione vuole evidenziare la missione educativa del Liceo classico, che non solo trasmette conoscenze, ma forma il pensiero critico, la cultura del dibattito e il rispetto per i principii democratici.

La personificazione ideata da DeepSeek, l’IA cinese, si è rivelata invece ironica, sarcastica, irriverente.

“Ah, sì, mi chiamano ‘baluardo della democrazia’, ‘faro della cultura’, ‘officina di pensiero’… E io, modestamente, annuisco. Lasciate che gli studenti vengano a me! Che affrontino il greco come un ostacolo olimpico, che dibattano di Platone come se fosse un tweet virale, che traducano Cicerone scoprendo che, in fondo, anche lui aveva le sue deadlines. Li plasmerò non con algoritmi, ma con paradigmi; non con like, ma con versi esametri. Li farò sudare sui gerundi come atleti della mente, e forse, un giorno, mi ringrazieranno … dopo avermi maledetto nelle lingue morte. Democrazia? Solo se sanno declinare ἀλήθεια. Il Classico accetta gli elogi con orgoglio umanistico, ma ricorda a tutti che la sua vera forza è trasformare gli studenti non solo in cittadini critici, ma anche in maestri dell’arte del ‘Come ho fatto a sopravvivere a questo?’ Purtroppo, è una maestria tardiva.”

Francisco Goya, Il sonno della ragione genera mostri

Un lavoro particolare sul valore formativo del Liceo classico è stato svolto da Gemini, l’IA di Google, che ha fondato il suo discorso sulla base di una capillare ricerca dei websites afferenti all’argomento, ragionando passo dopo passo, non senza evitare ripetizioni, ovvietà e una certa prolissità, per la qual cosa riportiamo soltanto la parte concernente il rapporto fra studi umanistici e democrazia:

Sto riflettendo su come l’educazione umanistica, in particolare quella offerta dal Liceo Classico, possa contribuire a formare cittadini capaci di pensiero critico, un elemento fondamentale per una democrazia sana […] Ho identificato un forte legame tra l’educazione umanistica offerta dal Liceo Classico e i principi della democrazia […] Ho notato come l’esposizione a diverse prospettive culturali e storiche promuova l’empatia e la capacità di comprendere punti di vista differenti. Questo è fondamentale per una società democratica che valorizzi il dialogo e il rispetto reciproco […]

Abbiamo chiesto inoltre a Gemini di sintetizzare le critiche su cui aveva preannunciato di volersi concentrare.

Ecco un’analisi sintetica delle critiche principali rivolte al Liceo Classico:

  • Elitarismo
    • Una delle critiche più frequenti è che il Liceo Classico sia un percorso di studi elitario, riservato a una ristretta cerchia di studenti provenienti da contesti socio-culturali privilegiati.
    • Si sostiene che questo indirizzo scolastico non sia accessibile a tutti, creando disuguaglianze nell’istruzione.
  • Preparazione al mondo del lavoro
    • Un’altra critica riguarda la percezione che il Liceo Classico non fornisca una preparazione adeguata al mondo del lavoro contemporaneo, in particolare nei settori scientifico-tecnologici.
    • Si evidenzia la carenza di competenze pratiche e tecnico-scientifiche, considerate essenziali nel mercato del lavoro attuale.
  • Rilevanza delle materie di studio
    • C’è chi mette in dubbio la rilevanza dello studio delle lingue classiche e di altre materie umanistiche nel contesto moderno.
    • Si sostiene che queste discipline siano obsolete e poco utili per affrontare le sfide del mondo contemporaneo.
  • Metodi di insegnamento
    • Inoltre, vengono criticati i metodi di insegnamento tradizionali, considerati troppo teorici e poco interattivi.
    • Si auspica un approccio didattico più orientato allo sviluppo di competenze trasversali e alla promozione del pensiero critico.
  • Necessità di un aggiornamento
    • Viene posta l’esigenza di un aggiornamento dei programmi di studio, in modo da renderli più in linea con le esigenze del mondo contemporaneo, senza però perdere di vista il valore formativo delle discipline umanistiche.”

Nel concludere col ricordare il sito dedicato specificamente a questa istituzione scolastica al centro di tante polemiche, esprimiamo altresì l’auspicio che alla notte così celebrata possa seguire una nuova alba umanistica, spuntata a rischiarare il mondo di oggi dopo millenni ancora così ottenebrato.

Ecco il link: www.nottenazionaleliceoclassico.it

Altri Riferimenti:

Contro i detrattori del Liceo classico

Elogio del Liceo Classico

 

 

Autore

  • Biagio Scognamiglio

    Biagio Scognamiglio (Messina 1943). Servizio militare di leva obbligatorio prestato nel corpo dei Bersaglieri. Allievo di Salvatore Battaglia e Vittorio Russo. Già docente di Latino e Greco e Italiano e Latino nei Licei, ricevuto al Quirinale dal Presidente Sandro Pertini con i suoi alunni vincitori del primo premio nazionale per una ricerca su Virgilio, poi Dirigente Superiore per i Servizi Ispettivi del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Ha pubblicato fra l’altro L’Ispettore. Problemi di cambiamento e verifica dell’attività educativa.

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