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Un’iniziativa sperimentale di orientamento

Rapporti scuola-mercato del lavoro: un’iniziativa sperimentale di orientamento degli studenti verso gli sbocchi professionali.

Riceviamo dalla Professoressa Alberta Schettino una sua relazione sull’iniziativa attivata presso l’Istituto di Istruzione Superiore “G.Ruffini” di Imperia in ordine all’orientamento degli studenti verso gli sbocchi lavorativi più consoni alle loro attitudini e aspirazioni. Sono da apprezzare nella relatrice da una parte la competenza e l’entusiasmo, dall’altra la sottolineatura delle difficoltà che l’impresa comporta. Infatti la dettagliata esposizione è seguita dal riconoscimento della necessità di adoperarsi in misura davvero notevole “per quanto concerne le interazioni con enti e aziende del territorio” ed è seguita anche dalla consapevolezza che “gli effetti del sistema […] potranno essere monitorati e valutati solo a medio-lungo termine”.

Siamo infatti in campo economico oltre che scolastico, cosicché si pone in primo piano la problematica della mancata corrispondenza (mismatching) fra domanda e offerta di lavoro. Occorrerebbe però tener presente che la crescita della persona non va valutata soltanto in vista dell’inserimento del mercato del lavoro, ma anche e soprattutto sotto il profilo umano: a questo proposito, deve essere il mondo lavorativo ad assicurare alla scuola il dovuto rispetto, liberandosi dalla propensione a considerare i giovani come meri strumenti al servizio del profitto.

L’iniziativa dell’ IIS “Ruffini” s’inserisce nella recente “Riforma del sistema di orientamento”e nella conseguente adozione delle Linee Guida per l’Orientamento (DM 22/12/2022) che costituiscono «una enorme opportunità per il mondo della scuola di adeguare la formazione e l’orientamento dei ragazzi alle nuove prospettive, di fornire risposte efficaci alle loro esigenze e ai loro sogni e di contribuire ad arginare il fenomeno dei NEET (Not in Employment, Education or Training) che secondo gli ultimi dati pubblicati nel corso dell’anno da Eurostat e Istat, rappresentano il 25,1% della popolazione compresa tra i 15 e i 34 anni (circa tre milioni di giovani)».

Ciò premesso, nell’astenerci da ulteriori citazioni o considerazioni critiche, presentiamo ai nostri lettori il testo della citata relazione affinché ciascuno possa maturare un proprio personale giudizio su quanto in essa riportato e si va progettando.

La relazione

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