Un’Antologia dei «sentimenti di autori illustri intorno alla eccellenza e alla utilità della geometria» e un passo di Galileo.

Vincenzo Viviani (1622-1703)
Goffredo Leibniz al ritorno dal suo viaggio in Italia, dove l’aveva conosciuto, scrisse che il potere di Vincenzo Viviani come matematico era tale che avere una cattedra nelle università italiane senza il suo benestare era praticamente impossibile. Al suo De Maximis et Minimis Geometrica Divinatio in quintum conicorum Apollonii Pergaei, su Matmedia ci sono ampi riferimenti nonché la versione integrale della bella e istruttiva Prefazione tradotta da Biagio Scognamiglio.
Sempre di Viviani è la Scienza universale delle proporzioni. Viviani la pubblicò nel 1674 per amore della Geometria e di Galileo di cui si professò «ultimo discepolo». Il titolo del libro è in verità più lungo e sembra voler dire tutto del contenuto: Quinto libro degli elementi d’Euclide ovvero Scienza universale delle proporzioni spiegata colla dottrina del Galileo. Con nuov’ordine distesa, e pubblicata da Vincenzio Viviani ultimo suo discepolo. Aggiuntevi cose varie, e del Galileo, e del Torricelli, i ragguagli dell’ultime Opere loro, con altro, che dall’indice si manifesta.
Di questa scienza universale, Viviani dà una interessante definizione:
«La scienza delle Proporzioni, (siami lecito dir così) è quell’Umido, che, legando insieme il resto della materia, la prepara e la condiziona ad ogni più esquisito lavoro, abilitandola a pigliar qualunque forma di gran rilievo. Di quì è che tanti celebri matematici, conoscendo l’importanza di essa, tentarono per varie vie di renderla esemte da ogni dubbiezza, e che fino un Galileo, occupato pur a bastanza nelle sue più peregrine speculazioni, la stimò non disdicevole oggetto alla sua industriosa applicazione, il che poi diede animo ancora a me d’impiegarvi intorno qualche tempo, e fatica per ridurla nella forma, che qui si vede».
Il capitolo X, dei tredici che compongono l’opera, è il capitolo in cui Viviani raccoglie i «sentimenti di autori illustri intorno alla eccellenza e alla utilità della geometria».
Una raccolta di brevi brani che si presenta tuttora di piacevole lettura e di grande utilità didattica per le riflessioni e i confronti sulla letteratura e lingua italiane e per chi la geometria deve insegnarla. Gli illustri autori di questa pregevole «Antologia dei sentimenti» sono: Ippocrate, Platone, Quintiliano, Proclo, Teone, Severino Boezio, Niccolò Cusano, Giovan Battista Benedetti, Cristofano Clavio, Benedetto Castelli e, ovviamente, Galileo, presente con vari brani tra i quali piace qui riportare quello tratto dalla seconda giornata dei Dialoghi dei massimi sistemi del Mondo.
«SIMPLICIO. Questo (s’io devo dire il parer mio con libertà) mi paiono di quelle sottigliezze geometriche, le quali Aristotele riprende in Platone, mentre l’accusa che per troppo studio della Geometria si scostava dal saldo filosofare; e io ò conosciuti e sentiti grandissimi Filosofi Peripatetici sconsigliare i lor discepoli dallo studio delle Matematiche, come quelle che rendono l’intelletto cavilloso, e inabile al ben filosofare; istituto diametralmente contrario a quello di Platone, che non ammetteva alla Filosofia se non chi prima fosse impossessato della Geometria.
SALVIATI. Applaudo al consiglio dei questi vostri Peripatetici di distorre i loro Scolari dallo studio della Geometria, perchè non ci è Arte alcuna più accomodata di questa per iscoprire le fallacie loro; ma vedete quanto cotesti sieno differenti da’ Filosofi Matematici, i quali assai più volentieri trattano con quei, che bene sono informati della comune Filosofia Peripatetica, che con quei, che mancano di tal notizia, i quali, per tal mancamento, non possono far paragone tra dottrina e dottrina.»
COMMENTS