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Le api e la matematica

Ieri, lunedì 20 maggio è stata celebrata la giornata mondiale delle api. L’A.I. affronta il tema: le api e la matematica.

Il 20 maggio è la data in cui si celebra dal 2017 per iniziativa dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la Giornata Mondiale delle Api. Per l’occasione si è rivelato interessante porre la domanda riportata più avanti a una delle applicazioni dell’Intelligenza Digitale, detta correntemente Intelligenza Artificiale [1]. Nel rispondere, Copilot ha preso in considerazione, oltre che gli alveari, anche altri aspetti della natura, a voler confermare il ben noto detto di Galileo Galilei, secondo il quale il grande libro della natura è scritto in termini matematici. Ecco la nostra domanda:

Ci sono rapporti fra gli alveari e la matematica?

Ed ecco la risposta dell’applicazione che funge da assistente:

Copilot

“Assolutamente! Anche se potrebbe sembrare sorprendente, esistono connessioni tra gli alveari e la matematica. Vediamo alcune interessanti considerazioni:

  1. Rapporti e proporzioni:
    • I rapporti e le proporzioni sono concetti matematici che possono essere applicati anche agli alveari. Una proporzione è un’uguaglianza tra due rapporti scritti sotto forma di divisione. Ad esempio, se consideriamo i due rapporti 20:4 e 10:2, vediamo che entrambi sono uguali a 5: 20:4 = (20) /(4) = 5 e 10:2 = (10)/(2) = 5. Questo significa che i numeri 20, 4, 10 e 2 formano una proporzione.
    • Gli alveari delle api seguono una struttura geometrica precisa, e la disposizione dei favi e delle celle all’interno dell’alveare può essere analizzata utilizzando concetti matematici come rapporti e proporzioni.
  2. Dimensioni degli alberi e Leonardo da Vinci:
  3. Abilità numeriche degli animali:
  4. Le Api e la geometria:

In breve, la matematica è presente ovunque, persino negli alveari delle api!”

Copilot ci ha indicato alcune fonti utili per approfondire l’argomento, fra le quali l’articolo di Eliana Barzaghi intitolato “Anche le api conoscono la geometria”. Ne riportiamo alcuni stralci:

“Le api utilizzano la forma esagonale per costruire le celle dei loro alveari.
Le api hanno scelto l’esagono perché possono sfruttare meglio lo spazio e lavorare più comodamente: a parità di area, l’esagono ha un perimetro minore del triangolo equilatero e del quadrato. L’architettura esagonale, per la sua perfezione, è stata studiata da zoologi e matematici e lo scienziato Renè Antoine de Réaumur propose la forma esagonale come unità di misura per il sistema metrico decimale, che si stava affermando nel XVIII secolo. […] Le api hanno anche un modo particolare di segnalare la posizione del nettare. L’ape operaia, infatti, una volta reperita una nuova fonte di nettare o di polline, trasmette l’informazione alle altre operaie effettuando una danza con movimenti circolari. […] Le api vedono solo le forme concave, che ricordano un fiore, mentre non riescono a distinguere le figure convesse come un triangolo, un quadrato, un rettangolo o un cerchio. […] L’istinto matematico domina i progetti delle api operaie, le quali seguono da milioni di anni lo stesso schema matematicamente perfetto. Le api utilizzano l’esagono perché è la forma più conveniente che tassella meglio il piano e che permette alle api di stare più comode nell’alveare. […]”

Eliana Barzaghi segnala anche un’interessante iniziativa didattica:

“Nel Parco Oltremare di Riccione il dipartimento didattico scientifico organizza un percorso per la scuola dell’infanzia dal titolo La geometria delle api. È un percorso interdisciplinare tra matematica e scienze. L’osservazione dell’arnia didattica consente di far vedere ai bambini che ogni cella ha forma esagonale.”

Osserviamo che sul piano didattico la geometria delle api può fornire spunti utili non solo per la scuola dell’infanzia, ma anche per altri ordini e gradi di scuole. Il discorso si estende dalla matematica all’etologia con riguardo alle forme di comunicazione nel mondo animale e comporta ulteriori ampliamenti relativi alle problematiche della salvaguardia della natura.

Come si sarà notato, il ricorso all’Intelligenza Artificiale apre nuove prospettive di organizzazione della conoscenza e forme di trasmissione del sapere, ogniqualvolta si pongono alle sue applicazioni domande che altrimenti richiederebbero ricerche dai risultati meno immediati. Ovviamente è importante non restare appagati al punto di fermarsi a quanto si sia ottenuto: occorre pur sempre controllare le risposte per eliminare eventuali errori, così come è utile confrontarle con altre fonti per acquisire conferme e valutare dissonanze.

Intanto è divertente ritornare al modo in cui Copilot ha reagito alla domanda sul sussistere o meno di un rapporto fra alveari e matematica, dando l’impressione di avere subodorato che l’interrogante non fosse al corrente della possibilità di una risposta affermativa:

“Assolutamente! Anche se potrebbe sembrare sorprendente, esistono connessioni tra gli alveari e la matematica […] In breve, la matematica è presente ovunque, persino negli alveari delle api!”

 

NOTE

[1]  La denominazione corrente appare per la prima volta nel documento “Proposta di Dartmouth”, elaborato nel corso di un Convegno di Studi a cura del matematico J. McCharty (1957).

Altri Riferimenti su Matmedia:

La geometria delle api di Nicola Melone

L’angolo delle api è ottuso (Matmedia)

Autore

  • Biagio Scognamiglio

    Biagio Scognamiglio (Messina 1943). Allievo di Salvatore Battaglia e Vittorio Russo. Già docente di Latino e Greco e Italiano e Latino nei Licei, poi Dirigente Superiore per i Servizi Ispettivi del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Ha pubblicato fra l’altro L’Ispettore. Problemi di cambiamento e verifica dell’attività educativa.

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